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INTERVISTA A FANNY GOLDROSE

martedì 29 giugno 2010

Cari lettori,
l'autrice intrevistata oggi è Fanny Goldrose, una delle Bloody Roses, con il suo libro "Dark Angel" una storia d'amore con tanta suspance che ha come protagonista una ragazza normale Rose contesa tra un angelo e un demone.

L'angolo dell'esordiente presenta l'autrice: QUI
Recensione "Dark Angel": QUI

Ciao Fanny benvenuta nel mio blog Italian Emerging Writers. Ti va di presentarti ai lettori?


Ciao Alessandra, ciao a tutti. Mi presento con piacere: il mio nome è Fanny Di Natale, anche se tutti nel mondo del Web mi conoscono come Fanny Goldrose. Sono una scrittrice ma anche una mamma e una moglie come tante. Di giorno affogo tra le scartoffie dell'ufficio dove mi guadagno il pane ma poi negli spazi che mi ritaglio con cura, adoro scrivere perché mi piace immaginare che dentro le mie pagine i lettori/lettrici possano perdersi e sognare allontanandosi da quella quotidianità che a volte sembra troppo stretta.

Dark Angel è il tuo secondo romanzo e anche questa volta è un romanzo per adolescenti. Come mai scrivi solo romanzi young adult? Non hai mai pensato di scrivere qualcosa per un pubblico di età più adulta?

C’ho pensato sì, penso sempre molto ad ogni cosa. Per ora ho scritto solamente romanzi Young Adult perché tra le età che ho vissuto, quella la ricordo come la più ricca di emozioni e quella in cui ero più aperta ai cambiamenti e disposta a credere nei sogni.

In questo tuo nuovo romanzo ti sei potuta confrontare con tante altre ragazze di tutte le età che ti hanno potuta aiutare nel tuo percorso di scrittura, di pubblicazione e post pubblicazione. Come le hai conosciute e come ti sei trovata nel gruppo delle Bloody Roses?

Tutto è nato da un’iscrizione alla community dell’edwardendbella italian forum dietro suggerimento di una delle Bloody. Sono stata accolta meravigliosamente e una volta loggata ho scoperto un mondo fatto di impegno e costanza, di amicizia e perseveranza, nonché di gran talento, sincerità e altruismo. Per gioco o per sfida verso me stessa ho dato il via a Dark Angel sottoforma di Fan Fiction, mentre in contemporanea leggevo, commentavo e partecipavo alla messa a punto dei lavori altrui. L’investitura non è arrivata subito, ma dopo un periodo di scambio e collaborazione reciproca.
Rimanendo nel tema "Dark Angel" questo è anche il tuo primo romanzo paranormale. Come mai questa scelta e questo cambiamento di genere?

Adoro gli angeli e adoro le storie d’amore. Ho amato Twilight e i suoi vampiri, come amo i protagonisti della saga dei Rochester. Ho voluto provare ad esplorare un mondo e direi che non mi sarebbe potuto piacere di più.

Come mai hai scelto come soggetti angeli e demoni e non ti sei fatta influenzare dai vampiri della tue colleghe?

Venivo da un percorso in onore dei romanzi sugli angeli, ma fino ad ora poco riusciti. Dentro di me sentivo di dovere una storia con i fiocchi a quelle creature con le ali che hanno sempre cercato di uscire dalle mie pagine per farli volare a modo mio. I demoni… Beh! Dove esiste il bianco dev’esserci spazio anche per il nero.

Nel tuo romanzo si può trovare qualcosa di autobiografico? Non solo come aspetto esteriore o comportamenti ma anche come pensieri riguardo ad un certo argomento?

Ho sempre creduto fermamente nel fatto che un libro sia il racconto veritiero o distorto, magari un po’ smussato o arricchito ma delle sensazioni o degli episodi vissuti da chi lo scrive.

Cosa ti aspettavi con la pubblicazione di questo romanzo? Quali erano le tue aspettative? Cosa è stato soddisfatto e cosa no?
Mi aspetto di divertire ed appassionare quanto mi sono divertita ed appassionata a realizzarlo e devo dire che è accaduto più di quanto mi sarei aspettata. Cosa è stato soddisfatto? Certamente la volontà di fare un buon lavoro e constatare che viene apprezzato… Cosa non è stato soddisfatto? Questo lo diranno i miei lettori.

Ti aspettavi un responso da parte dei lettori più che positivo? Perchè e cosa ne pensi?

A dir la verità io cerco sempre di non aspettarmi niente. Sono molto autocritica ma ogni volta che rileggo Dark Angel ci ritrovo tutto quello che speravo di trasmettere quindi penso che se riesci a mettere su carta delle emozioni, chi legge non può che condividerle.

Qual è stata l'ispirazione che ti ha spinto a scrivere dark angel? Quando ti è venuta in mente questa storia e successivamente come l'hai sviluppata?

Tutto è nato da un’immagine scovata in un motore di ricerca. Ho digitato “Angeli” e mi si è aperto un mondo sotto un aspetto che non avevo mai considerato: quello della lotta e della suspance da condire con l’amore che invece gli ho sempre attribuito.

Cosa caratterizza i tuoi angeli e i tuoi demoni? quali sono gli elementi di novità che hai messo in questi due diversi esseri soprannaturali?

Sono essere sovrannaturali ma con una quotidianità dentro cui ritrovo me stessa. Il contesto è quasi ingenuo e l’ambientazione semplice. I personaggi hanno una storia, un punto di partenza e uno d’arrivo che si intrecciano dentro scenari vissuti anche dalla gente comune. Di Daniel ci si innamora perché è un pasticcione, ma con la grinta tra le dita pronta ad esplodere nel momento del bisogno. E Alex? Lui è la trasgressione, la bellezza, la sfida da vincere. Rose invece è tutti noi dentro i suoi panni normali, ma pronta a tirare fuori le unghie in nome della vita e dell’amore.

Dalla prima stesura al testo che i lettori si trovano di fronte durante la lettura è cambiato qualcosa? Ci sono stati dei cambiamenti radicali?

Ci sono stati certo. Ci sono sempre. Il romanzo nasce da un’idea ma poi si sviluppa, si corregge e si perfeziona strada facendo.

Durante la stesura del tuo manoscritto hai incontrato il cosiddetto blocco dello scrittore? Se si come sei riuscita a superarlo?

Nessun blocco, questo no. Mi è capitato però in passato ma non ho mai tentato di superarlo. Se arriva il blocco, archivio e passo oltre cominciando una storia nuova. Ritengo sia inutile accanirsi laddove non si ha più niente da dire.

Hai incontrato altre difficoltà? Come sei riuscita a superarle e a terminare il racconto?

La mia difficoltà più grande risiede nella trama. Rischio sempre di perdermi ma per questo esistono le Bloody Roses. Se finisci la benzina o vai fuori strada loro intervengono sempre riportandoti in pista.

Per scrivere di angeli e demoni ti sei prima documentata?
Non prima. Durante.

Qual è il tuo processo creativo? Fai qualcosa in particolare?

No. E’ solo istinto. Apro una pagina di Word, scelgo un titolo e comincio.

Quali sono gli autori o i libri che ti hanno formata? Quelli che preferisci e che a cui ti ispiri?

Certamente la scuola Moccia mi ha insegnato la semplicità. Adoro i suoi libri ed il motivo principale sono le ambientazioni fatte di vite vissute e di contesti quotidiani. Adoro però anche Cohelo, Tracy Chevalier e sicuramente J.K.Rowling anche se loro scrivono in modo totalmente diverso e meravigliosamente unico.

Mi hanno detto che non ti sei immaginata degli attori per Alex, Dan e Rose. Ora sei liberamente costretta a sceglierne 3 per ognuno dei protagonisti cosicchè io possa placare la mia voglia di scoprire come te li eri immaginati.

Sotto tale costrizione mi piego allora al volere della curiosità, ma tre volti per ognuno sono un po’ troppi a mio avviso… Troviamo un compromesso: ti indicherò un volto per ognuno almeno per dare l’idea e scegliendo rigorosamente attori italiani: per Rose scelgo Martina Stella, per Daniele Kim Rossi Stewart e per Alex Raul Bova… Dei classici ok, ma almeno li conoscono tutti :-P

Qual è il personaggio a cui sei più legata? Quello con cui ti sei più divertita a scrivere?

Sicuramente Rose. Lei è quella che più impersona le mie gioie e le mie paure, i miei successi e le mie delusioni.

Hai blog o siti dove possiamo seguirti?

La realizzazione di un Blog è nei mie progetti più prossimi. Per adesso mi trovate su: http://www.fannygoldrose.com/ e sul forum delle Bloody Roses http://docks.forumcommunity.net/

Quali sono i tuoi progetti futuri? Svelaci un pò di succose anteprime e news.

Ho in progetto la realizzazione del primo libro di una nuova collana pensata dalle Bloody e sicuramente un altro Gothic Romance ma devo ancora decidere se dare un seguito a Dark Angel. Seguitemi, seguitemi, seguitemi e scoprirete tutto!!!!

Questa era l'ultima domanda. Vuoi aggiungere qualcosa prima di salutarci?

Innanzitutto ringrazio i miei lettori che mi hanno seguita ed incoraggiata sin dalle prime battute del romanzo quando ancora era una Fan Fiction. Ringrazio te per questa intervista e per lo spazio che mi hai dedicato e le Bloody che si adoperano ogni giorni perché questa macchina meravigliosa che si è messa in moto continui a macinare chilometri di successi. Sicuramente consiglio di correre ad ordinare i romanzi delle mie colleghe. Sono davvero meritevoli. Raining Star, e i libri in uscita “L’alba della chimera” e “In una gelida rosa” valgono la pena di essere letti e vissuti.

Grazie a tutti e buona lettura…

INTERVISTA A ROBERTA CIUFFI

mercoledì 16 giugno 2010

Cari lettori,
ho avuto il piacere nei giorni scorsi di intervistare Roberta Ciuffi una scrittrice italiana di romanzi rosa storici. E' stato un piacere primo perchè ho potuto conoscerla meglio e secondo perchè ho scoperto una scrittrice di grande talento. Perciò ve la consiglio caldamente e trovate il suo ultimo romanzo in edicola. Si intitola "La Favola di Bella" e trovate la mia recensione: QUI
Buona Lettura!

Ciao Roberta benvenuta nel mio blog Italian Emerging Writers. Ti va di presentarti ai lettori?


Sono una scrittrice italiana di romance storici. Ho pubblicato il mio primo libro nel 1997, ne ‘I Romanzi Mondadori’ e non mi sono più fermata. Al momento ne ho pubblicati 21. 

Il tuo ultimo romanzo pubblicato è "La favola di Bella" ce ne vuoi parlare? Quando è nata l'idea di questo romanzo?
Questa è una domanda cui non so mai rispondere. Non so quando o come le idee prendano corpo, di solito le storie sembrano spuntare e mettere foglie e fiori da sole. So però che volevo scrivere qualcosa che avesse l’atmosfera di una fiaba moderna, e credo di esserci riuscita.


Quando e come è comiciata questa passione per la scrittura? E quando hai capito che poteva essere più di un semplice passatempo?
Ovviamente da bambina volevo fare la scrittrice! E ho sempre buttato giù qualche idea, un po’ come quel personaggio di Hemingway, che non faceva che dirsi: potrei scrivere di questo! Lui non c’è mai riuscito, io invece qualcosa ho messo insieme. Da quando ho iniziato a spedire dattiloscritti –e a vedermeli tornare indietro- la scrittura ha smesso all’istante di essere un passatempo ed è diventata qualcosa di serio, che impegnava mente e anima.


Ci parli un pò delle tue esperienze di publicazione? E' stato facile o difficile trovare un casa editrice per pubblicare i tuoi romanzi?
Il primo romance l’ho scritto calibrandolo per una possibile pubblicazione su I Romanzi, ed in effetti l’hanno preso subito. Prima avevo tentato con un altro romanzo, che però sia per la grandezza sia per la storia non era adeguato, ma di questo mi sono resa conto dopo. 


Quando scrivi nella tua mente ti immagini prima i personaggi di cui andrai a raccontare oppure prima creai la trama del romanzo?
Un’altra domanda difficile! A volte l’uno a volte l’altro, diciamo. Del resto trama e personaggi sono inscindibili: determinati avvenimenti non possono accadere se non a causa della presenza di quei personaggi. 


Come scrittrice di romanzi rosa cosa pensi del fatto che la letteratura "delle donne" sia sottovalutata rispetto ad altri generi letteari?
Posso dire che mi secca, ma io vado per la mia strada senza stare troppo ad angosciarmi. L’importante è che piaccia a me. Inoltre, ho sviluppato un grande orgoglio ‘di categoria’. Non ho alcun problema a presentarmi come scrittrice di romance, o di romanzi rosa, anzi. 


Qual'è il libro a cui sei più legata tra quelli che hai scritto?
Non te lo so dire. Mi sono divertita tantissimo a scrivere ‘Il ritorno del marinaio’, uno dei miei romance umoristici: ricordo che scoppiavo a ridere da sola! È stato un periodo molto piacevole, le parole sembrano scriversi da sole.


Per te quanto importante è l'ambientazione storica e l'accuratezza con cui la si descrive?
Per me la priorità l’hanno la storia (il plot) e i personaggi. A meno di non star scrivendo un vero e proprio romanzo storico, l’ambientazione costituisce lo sfondo su cui si muovono, non l’elemento principale.


Scrivi romanzi rosa. Cosa ne pensi tu dell'amore?
Che vuoi che ti dica? A costo di essere banale, penso che sia il motore autentico della vita. L’amore è ovunque, e si incarna in ogni cosa.


Cosa ne pensi delle altre scrittrici rosa italiane?


Credo che stiano facendo un buon lavoro, aprendo spazi al romance ‘Italian Style’.


Quali sono i tuoi progetti futuri? Hai in cantiere altri romanzi per le tue lettrici?
Sto scrivendo un’antologia natalizia e poi, una volta terminata, passerò ad un paranormale di cui ho già scritto un centinaio di pagine. Inoltre nei primi mesi del 2011 uscirà un romanzo con Harlequin.


Hai blog o siti dove possiamo seguirti?
Non per il momento, ma mi sto adoperando per il sito. 


Questa era l'ultima domanda. Vuoi aggiungere qualcosa prima di salutarci?
Solo ringraziarti per l’opportunità di tornare a presentarmi alle lettrici! È di importanza fondamentale, in un lavoro solitario come quello della scrittura.

INTERVISTA A BARBARA RISOLI

martedì 1 giugno 2010

Cari lettori,
come vi avevo annunciato l'intervista di oggi è stata fatta a Barbara Risoli, ahimè esordiente italiana che spazia dal genere fantasy a quello romance. Quindi un pò per tutte le salse...!! Dico ahimè non perchè scrive da cani ma perchè nonostante sia una bravissima scrittrice non ha avuto la possibilità di farsi conoscere come dovrebbe. Perciò faccio un'appello COMPRATE I LIBRI DI BARBARA RISOLI!!


No a parte gli scherzi ve la consiglio proprio!! Ho letto un suo libro e mi sono assolutamente innamorata dei due protagonisti. Descritti a meraviglia!! Sto adulando l'autrice in un modo pazzesco e poi mi dirà che poi si monta la testa ma credetemi E' DAVVERO BRAVA!!
La ringrazio per la somma pazienza, visto che lo fatta aspettare un'eternità prima di poter fare l'intervista e perchè ho continuato a scocciarla perchè non mi andava la mail. Oltre a questo è davvero una persona gentilissima e disponibile e sono stata molto contenta di poterla intervistare.


Potete trovare il post dedicato all'autrice e alle sue opere: QUI


Bene finite le premesse passiamo alla vera e propria intervista!! XD
Buona Lettura!!




Ciao Barbara. Benvenuta nel blog Italian Emerging Writers. Ti va di presentarti ai lettori?


Cominciamo con la domanda più difficile. Ma come si fa a presentarsi così, a nudo? Che devo dire? Salve, sò la Risoli detta Rix, quella che fa pure i Book Trailers… no, non mi sembra professionale. Allora, sono Barbara Risoli, nata il, a… terribile!
Sentite, sono io, quella del titolo e scrivo perché mi piace, scrivo strano, insolito, esco dagli schemi, cerco rogna con voli pindarici, pubblico senza editing professionale, mi getto in pasto ai lettori, mi piace vedere le stelline su anobii salire, fremo ai commenti, rispondo alle provocazioni e ringrazio sempre chi cita il mio nome e chi mi legge. Mi piace scrivere perché mi porta distante, volo alto e poi radente, vivo al buio perché odio la luce, scrivo d’amore e non so se so amare. I miei uomini, quelli che invento, sembrano capaci di farsi adorare; le mie donne, quelle che scrivo, non sempre son simpatiche, ma reggono il confronto. Mi piace il riscatto di Spartaco, anche perché mi piace Spartaco, la vittoria dell’ingiusto o del reietto sulla giustizia presunta del mondo. Parteggio sempre per il più forte che se non lo è all’inizio lo diventa poi, non giustifico l’inettitudine. Che altro dire di me? Bah… passiamo alle altre domande, eh?


Cosa significa per te essere una scrittrice?


Tempo addietro ero solita affermare che scrivere è un po’ come vivere una vita parallela, descrivere luoghi che si rimpiangono o che non si ha mai avuto il piacere di visitare pur desiderandolo. Scrivere per me è dunque esistere su un piano diverso da questo che trovo tedioso, monotono e legato alle leggi degli Uomini che sono a volte senza senso e difficili da sopportare. ‘Biografie interiori’ definisco dunque i miei romanzi che raccontano di ciò che non siamo e di ciò che non vogliamo (parafrasando il grande poeta Montale).


Ci racconti un pò il tuo processo creativo?


La creatività è sempre stata parte integrante di me, ma quella del pensiero, perché a livello artistico d’impatto sono un disastro (un mio disegno potrebbe divertire molto). Scrivo da tempo, da quando avevo 14 anni, anche se il primo mio romanzo l’ho stilato a 16 (e, per la cronaca, ho 40 anni fino al 7 giugno, l’8 ne avrò 41… son precisazioni importanti queste!). Se mi si chiede qual è stato il processo in sé, beh… se devo dire la cruda verità, devo l’impegno nella scrittura alla dattilografia. No, non è una battuta, è la mera verità: sono ragioniera, ma al primo anno mi son trovata a rischiare un esame a settembre in dattilografia. Gli esercizi del libro erano di una noiosità disarmante, sulla macchina da scrivere mi ci addormentavo. Allora mi son messa a scrivere un romanzo senza badare agli errori, scrivevo e basta, battevo come una pazza. Portavo i fogli scritti di sera a scuola e li leggevano all’ultimo banco. Il romanzo è piaciuto e il 10 in dattilografia m’ha salvato dall’esame. Questo l’inizio, forse insolito, ma ottimo espediente per non smettere più e così sono andata avanti scrivendo in pochi anni dieci romanzi, alcuni decisamente da censura (nel senso che sono schifezze, obiettivamente), altri… beh, sono stati pubblicati e li state leggendo.


Quali sono i libri che preferisci? Quelli che ami rileggere?


I miei due cult sono diametralmente opposti (come ogni cosa di me del resto), il primo in assoluto è l’Odissea di Omero che amo e rileggo sempre volentieri (il mio amore per Ulisse non è un mistero), il secondo è Via col vento che trovo la più bella storia di rancore, un esempio di romance (mi si concede il termine?) completamente fuori dalle righe. I due protagonisti così insoliti mi hanno sempre affascinata, anche se certe smancerie le avrei evitate, ma lungi da me penalizzarlo per questo, resta un capolavoro del genere. Se poi andiamo a ravanare in altri classiconi, Dante è messo sul piedistallo e come poeti Foscolo e Leopardi li adoro. Nei contemporanei, senza dubbio Montale (che ho già citato) dà un valente esempio di ermetismo secco nel quale io amo immergermi in certi momenti della mia vita.
Senza stare a fare tanto la splendida acculturata, leggo con molto fervore il genere horror che non potrei e non saprei scrivere. Il problema è che non è facile spaventarmi, però mi piace cogliere il talento in certi autori italianissimi e sottovalutati. Ultimamente anche il thriller e il giallo mi affascinano, altro genere che trovo davvero difficile da scrivere e tanto di cappello a chi ci riesce.


Spiegaci come è maturata l'idea per il tuo romanzo Il veleno del cuore e per il seguito La giustizia del sangue.


Eh, IL VELENO DEL CUORE ha dei risvolti biografici, c’è qualcosa della mia vita in questo romanzo, c’è qualcosa di me, poco forse… ma l’idea è nata da un’esperienza vissuta che ho arzigogolato a tal punto da non poter distinguere i punti focali, ma poco importa, il risultato mi ha pienamente soddisfatta. Il seguito LA GIUSTIZIA DEL SANGUE, in realtà era un’idea che avevo in testa da molto tempo. Della storia io amo i risvolti oscuri, quelle parti che danno adito a più possibilità, i misteri insoluti, le cose strane, le assurdità storiche insomma. Ebbene, rivoltare le convinzioni mi diverte e la convinzione che regge la trama di questo romanzo era allettante ribaltarla, no? Mi servivano due personaggi senza scrupoli, crearne di nuovi rispetto al Veleno del cuore sarebbe stato ripetitivo, allora ho preso Venanzio ed Eufrasia e li ho fatti lavorare un po’.


Ho letto che per scrivere Il veleno del cuore ci ha impiegato (incluso il tempo per la revisione) solo 10 giorni. Come hai fatto? Quando e quanto hai scritto?


Una settimana, non 10 giorni. E’ stato un fiume in piena. Ricordo che era estate, una di quelle estati che io detesto, caldissima, assolatissima, sudatissima, una schifezza per il mio carattere ‘transiberiano’. Unico refrigerio, la notte e di notte ho scritto, sulla terrazza, con la luna e le stelle, una cosa romanticissima… e faticosissima. Mi ci sono buttata a pesce, mi ci sono emozionata, ho anche cancellato metà romanzo per riscriverlo di sana pianta. Insomma, fare le tre di notte per una settimana mi ha poi soddisfatta. Del resto io sono solita scrivere di notte, il giorno non mi ispira molto, lo trovo stancante e troppo luminoso, un po’ come un vampiro… incenerisce le mie idee.


Nella tua duologia incontriamo due personaggi straordinari. Con un carattere molto particolare, ma anche molto realistico che restano stampati nella memoria di chi legge le loro avventure. Come sono nati Eufrasia e Venanzio?


Che restino stampati nella mente di chi legge non può che inorgoglirmi e finirò con il montarmi la testa (cosa assai improbabile, tranquilli… fossi più superba!). Eufrasia, se vogliamo metaforizzare il concetto, nasce da quella parte di me che è rabbia, vittimismo, senso di ingiustizia subita, freno interiore in ottemperanza alle leggi ed all’onestà. Posso affermare senza vergogna che Eufrasia è ciò che in fondo vorrei essere (non in tutto e per tutto, stiam parlando di un romanzo, oh!), cioè un po’ più fredda, un po’ più calcolatrice, meno attenta ai bisogni degli altri a scapito dei miei, insomma… ecco un esempio di biografia interiore, qualcosa che non c’è ma che potrebbe essere.
Venanzo è l’uomo ideale, quello che risolve i problemi e che per farlo non si fa troppi scrupoli, quello che ama incondizionatamente senza tuttavia perdere quella sua vena maschile che mi affascina proprio perché assente in una donna. Venanzio è il bastardo che si piega senza spezzarsi per amore, quello che non batte ciglio davanti alla nefandezza e che è capace con valore di salire una china gravosa. Il suo personaggio è anch’esso legato a qualcosa di vero nella mia esistenza.


Come mai hai scelto hai scelto nomi così particolari?


Non mi si conosce qui, lo so. Ma io son quella dei nomi strani, il nome comune con me non prende e se lo uso (facile riscontrarlo leggendomi) lo riservo a personaggi poco colorati, a comparse o a inetti. Non mi si chieda perché, è sempre stato così. Amo i nomi insoliti, il mio preferito è Arduino e sono riuscita a chiamare mio figlio Edwin! Credo che il nome fuori dalle righe sia come un volto, resta impresso. Ma chi dimentica uno che si chiama Venanzio o una che si chiama Eufrasia? E se poi sti due cambiano identità e si chiamano Stolfo e Zoraide… è l’apoteosi.
Uno scoop… il mio prossimo protagonista si chiamerà Folco.


Hai intenzione di scrivere un ulteriore libro con protagonisti Venanzio ed Eufrasia? Oppure che vede protagonisti uno dei loro figli?


Beccata! Si… avrei questa intenzione, solo che devo documentarmi un po’ sul decennio che segue la fine de La giustizia del sangue e trovare, come mio solito, una breccia di mistero dove infilare l’arguzia e la capacità dei due protagonisti. I loro figli saranno grandi, uno di loro avrà 18 anni… e ha dei conti in sospeso in Francia, sentimentali e personali… non dico altro.


Perchè scegli come ambientazione la Francia durante la Rivoluzione Francese?


Dire che amo la Rivoluzione Francese sarebbe folle, non si può amare una guerra perché di guerra si è trattato. Ciò che mi affascina di quel periodo terribile è la negatività dello stesso pur nell’osannata positività degli intenti. Certo, con la Rivoluzione sono stati abbattuti non pochi baluardi dell’ingiustizia umana, ma il prezzo è stato alto, troppo e l’uomo ha raggiunto allora il più basso livello che lo ha avvicinato alla bestia (anche se ritengo le bestie degne del rispetto più di certi uomini). Il mio romanzo lo denuncia questo, credo che chi lo ha letto ne abbia colto il messaggio.


Come ti è sorta l'idea di un finale alternativo per le sventure del piccolo re di Francia?


No, sono sincera. Che Luigi XVII sia sopravissuto sono in molti a sostenerlo, vi sono dei siti che proclamano la legittimità di un erede e vi sono tombe che attestano la morte successiva del re rispetto alla Storia. Nel 2004 è stata tagliata la testa al toro con un esame del DNA del piccolo cuore mummificato presumibilmente appartenuto al piccolo re, ma io non son convinta essendo stato fatto un test mitocondriale. L’idea di realizzare una storia che lo salvasse (lo possiamo dire?) in realtà è frutto del mio costante desiderio di cambiare le carte in tavola in barba a chi dice di essere giusto senza esserlo affatto.


Ci parli un pò anche degli altri libri?


A parte una prima pubblicazione nel 2006 andata a pallino, nasco come autrice edita con il fantascienza LA STIRPE, nel quale ipotizzo che i soggetti Down (trisomia 21) siamo i veri terrestri e come tali capaci di salvare l’intero universo con una sola goccia del loro sangue. Successivamente pubblico L’ERRORE DI CRONOS ed il sequel LA GRAZIA DEL FATO, genere mitologico fantastico con ambientazione nella Grecia antica, quella micenea per l’esattezza dove i greci erano chiamati Achei, insomma nel periodo della guerra di Troia per intenderci.


A quale delle tue opere sei più affezionata? Perchè?


Beh, L’ERRORE DI CRONOS è il mio romanzo del cuore. Scritto a 16 anni, sostanzialmente non è mutato in ultima stesura, nel senso che la trama è rimasta invariata, mentre lo stile e gli errori ovviante sono stati modificati. Amo questo romanzo perché ha colmato giorni molto difficili, quelli adolescenziali per un carattere come il mio, sempre in contrapposizione con la normalità di pensiero. Per questo forse definisco i miei romanzi biografie interiori, perché quando lo scrivevo vivevo davvero, con l’impeto della gioventù, in un altro mondo e vedevo nitidamente ciò che descrivevo, compreso il protagonista che evidentemente sa farsi amare come lo amavo io!


Con L'errore di Cronos ti sei cimentata in un fantasy mentre con Il veleno del cuore in un historical romance. Come mai scegli due generi così diversi?


Come detto, mi cimento pure con la fantascienza. Sul fantasy, c’è da dire che non è classico, il fattore fantastico sta in una traslazione nel tempo. La mia capacità (oso?) di saltare da un genere all’altro è forse dovuta al fatto che caratterialmente ho mille interessi e posso fare altrettante cose contemporaneamente. Amo scrivere e amo molte cose, un connubio perfetto… per certi versi.


Com'è stata la tua esperienza di pubblicazione?


Bah, soddisfacente. A parte qualche sbavatura che non dico per non annoiare, posso ritenermi soddisfatta anche se, onestamente, senza star lì a nascondermi dietro un dito, credo di avere la maledizione delle vendite. Non credo di vendere molto… però chi compra è sempre molto soddisfatto e io vivo di questo.


Hai progetti per il futuro?


Tanti! Devo completare la trilogia della SAGA DEL TEMPO (il fantasy mitologico di cui ho parlato), devo scrivere un romance pseudo (attenzione: pseudo) paranormale in ambientazione transilvana (niente vampiri), devo scrivere un romanzo escatologico e… può bastare? Cosa? Il terzo libro delle avventure di Venanzio e Eufrasia? Si, c’è anche quello in cantiere.


Hai blog o siti dove possiamo seguirti


Niente sito, non saprei neppure da dove iniziare e non credo di poter vantare un pubblico così vasto da metter su uno di quei forum tutto discussioni e topic… finirei con il parlare con me stessa, ih! Ho il mio blogghino http://risolibarbara.splinder.com ed il suo gemello http://ilsovranolettore.splinder.com
Entrambi molto carini come grafica (che invito a guardare) realizzati da DLGraphic.


Questa era l'ultima domanda. Vuoi aggiungere qualcosa prima di salutarci?


Si, una cosa la vorrei dire. Le pubblicazioni ultimamente sono meno ostiche rispetto ad un tempo, le possibilità sono infinite, i contatti numerosi. Forse a tratti pubblicare è facile, ma c’è una cosa che uno scrittore non deve dimenticare mai: il successo, quello vero, il valore, quello vero, il talento, quello vero solo una persona li può sancire: IL LETTORE che per me è sovrano. Forse non tutti lo sapevano questo. E mi si permetta di ringraziare per questa intervista, nonchè per la rilevanza che la stessa mi dà dopo un bellissimo articolo su di me. Amo rispondere alle domande, mi permette di avvicinarmi, pur virtualmente, a coloro che potrebbero così interessarsi alle mie storie.

INTERVISTA A CRISTINA CONTILLI

martedì 25 maggio 2010

Cari lettori,

oggi per voi ho intervistato una scrittrice di romance storici Cristina Contilli. Questa autrice racconta magistralmente le vicende amorose di personaggi storici delineandoli alla perfezione. Le sue accurate ricostruzioni storiche fanno da sfondo a storia d'amore eccitanti e appassionanti. Consigliata!

Presentazione dell'autrice per il blog Diario di Pensieri Persi: QUI

Ciao Cristina e benvenuta nel mio blog Italian Emerging Writers. Ti va di presentarti al pubblico? Quando è nata la tua passione per la strittura?

La mia passione per la scrittura è nata durante gli anni del liceo, anche se allora scrivevo poesie e non riuscivo ad immaginare che un giorno i miei testi sarebbero stati pubblicati. Ci speravo o meglio lo sognavo, ma non sapevo se sarei riuscita a vedere un giorno un mio libro sugli scaffali di una libreria.

Qual è la soddisfazione più grande per te nel fatto di essere una scrittrice? Cosa ti piace nello scrivere?

Della scrittura mi piace che può raccontare la realtà, ma può anche contribuire a cambiarla… che può far conoscere al lettore qualcosa che gli era sfuggito o su cui non aveva mai riflettuto…

Quando pubblichi un nuovo libro ti senti ancora felice ed euforica come la prima volta che ne hai pubblicato uno?

Il mio punto di svolta ed anche la soddisfazione più grande è stata la pubblicazione durante l’ultimo anno della scuola superiore di una mia poesia all’interno di un’antologia di poesie d’amore stampata dalla Mondadori che raccoglieva i testi vincitori di un concorso organizzato dal settimanale Donna Moderna. Avevo 18 anni e mezzo e questo evento mi ha dato quella fiducia in me stessa che non sempre a quell’età si possiede… si parla però del lontano 1996… allora internet non esisteva e non era facile per un’autrice giovane ed esordiente né pubblicare né entrare in contatto con altri autori e questo spiega perché il mio primo libro è arrivato solo nel 2002, dopo la laurea e dopo aver partecipato a diversi concorsi di poesia… 18 anni l’ho passati da tempo, quindi non posso dire che mi emoziono oggi come allora, anche se comunque ogni volta che esce un mio nuovo libro sono contenta e piena di aspettative…

Sei una grande appassionata di storia. Quando questa tua passione si è legata alla scrittura?

La mia passione per la storia è nata più o meno in contemporanea con la passione per la scrittura, anche se il racconto dei fatti storici mi ha sempre incuriosita ed affascinata fin da quando frequentavo la scuola elementare.

Ci puoi raccontare un pò della tua esperienza come curatrice della Collana Rosso Cuore? Come è nata l'idea per questa collana? Quali sono stati le soddifazioni e quali le difficoltà che hai incontrato durante il percorso?

Rosso Cuore è stata un’esperienza interessante, ma anche molto impegnativa… con la scrittrice toscana Samanta Catastini ci siamo trovate a gestire scelta dei romanzi, rapporti con le autrici, promozione dei libri pubblicati… la casa ed. dopo 5 mesi ha deciso che la Collana si ferma e quindi preferisco non entrare nel merito di questa scelta… comunque, nonostante le difficoltà, a livello professionale la ritengo un’esperienza istruttiva. La collana era un sogno di Samanta che mi sembrava giusto provare a realizzare in collaborazione con lei e con una casa ed. disposta a sostenere il nostro progetto: quello di dare spazio e visibilità alle autrici italiane di romanzi rosa e in questo penso che sia riuscita nel suo scopo… poi, come dicevo, in una collana è necessario gestire ed equilibrare tanti aspetti e non è sempre facile!!!

A quale dei tuoi numerosi libri sei più affezzionata e perchè?

Credo che il libro a cui sono più affezionata sia la biografia romanzata di Silvio Pellico perché è il frutto di 4 anni di lavoro e di 6 stesure oltre che di tutto il lavoro di ricerca fatto durante il dottorato.

Ci parli della tua saga dedicata ad Alain e Juliette?

Alain e Juliette hanno rappresentato un cambio di epoca (io sono una studiosa di letteratura dell’epoca romantica e risorgimentale) e di personaggi, dai patrioti italiani dell’800 a due personaggi fuori dai canoni come la figlia minore del marchese De Sade e un nobile ed ufficiale di marina con una storia complessa alle spalle.

Scrivi soprattutto romanzi rosa e storici. Per te quanto è importante l'erotismo in un libro? Perchè scegli di dare ampio spazio nei tuoi libri alla componente erotica?

L’erotismo lo racconto perché mi sembrerebbe assurdo dare spazio a scene di guerra e di politica e non all’intimità dei miei personaggi… e poi le vicende erotiche non sono estranee alla storia, neppure a quella dei grandi personaggi del passato, ma ne sono una componente, a volte secondaria, a volte essenziale… Comunque cerco di calibrare le scene erotiche in base al tipo di storia e di personaggi, ma anche di documentarmi, per es. per scrivere la saga di Alain e Juliette mi sono documentata sulla letteratura erotica al femminile nella Francia dell’epoca napoleonica.

Cosa ne pensi invece dei romanzi paranormali incentrati sulle figure di vampiri, licantropi e in generale sul filone urban fantasy paranormal romance? Ho sentito che hai scritto di recente un libro romance paranormale. ce ne vuoi parlare?

l rosa paranormale è un genere che mi incuriosisce, ma che sento abbastanza lontano dalla mia sensibilità, tanto che il mio ultimo romanzo, come spiego anche nella dedica iniziale, è nato da una sfida con la scrittrice di Officina Romance Giusy Berni che mi ha appunto sfidata a scrivere un rosa non storico e con personaggi di fantasia.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Il mio progetto principale è di continuare a scrivere, sperando di riuscire sempre a trovare storie interessanti da raccontare e da condividere con i lettori.

Cosa ne pensi degli scrittori esordienti qui in Italia? Cosa dovrebbero fare per poter farsi conoscere? Qual è la tua opinione di scrittrice?

La strada per gli esordienti non è facile, anche se credo che oggi internet dia molte più possibilità rispetto al passato, possibilità di contattare sia case ed. sia altri scrittori e quindi di confrontarsi e di farsi conoscere…

Dove possiamo acquistare i tuoi romanzi?

I miei libri sono in vendita su internetbookshop e nelle altre librerie on line italiane, sui siti di lulu.com e di carta e penna, sul giralibro della 0111 ed. e su amazon.com. Se uno vuole, quelli provvisti di isbn, possono anche essere ordinati in libreria.

Quali sono i blog o siti dove possiamo seguirti?

Ho due blog principali:

http://www.cristinacontilli.ilcannocchiale.it/

http://www.alainejuliette.ilcannocchiale.it/

Ho anche un blog sulla letteratura italiana del periodo romantico, ma ultimamente lo aggiorno meno rispetto passato:

http://www.scrittoriromanticitaliani.ilcannocchiale.it/


Questa era l'ultima domanda. Ringrazio molto Cristina per la sua disponibilità a chiaccherare con me. Le auguro buona fortuna per le prossime sue pubblicazione.
Alessandra

INTERVISTA A MARIACHIARA CABRINI

mercoledì 7 aprile 2010

Cari lettori,




l'intervista di oggi è quella che ho fatto a Mariachiara Cabrini autrice di "Imprinting Love". Vi consiglio caldamente il suo libro edito da 0111 edizioni. La recensione che ho fatto del romanzo la trovate: qui. Vi consiglio sempre di Mariachiara anche il suo romanzo La fiamma del destino che trovate online qui.









Ciao Mariachiara e benvenuta nel mio blog Italian Emerging Writers, ti va di presentarti al pubblico?

Salve a tutti mi chiamo Mariachiara ho 27 anni e vivo a Mantova. Sono laureata in Storia dell'arte ma il mio sogno sarebbe lavorare nel campo dell'editoria e magari riuscire a mantenermi scrivendo. Leggo tantissimo, anche in lingua originale e gestisco un blog dedicato ai libri L'arte dello scrivere http://weirde.splinder.com


La tua passione per la scrittura quando è cominciata? E' stata una conseguenza per la tua passione per la lettura e per i libri oppure è qualcosa che ti hai sempre avuto?

Ho sempre amato leggere a quanto ricordo, mio padre mi rinfaccia ancora che da picola ed ancora incapace di leggere da sola pretendevo mi leggessero e rileggesero le favole ancora e ancora senza mai stancarmi. Poi alle elementari cominciai a scrivere delle storie mie, conservo ancora sei o sette quaderni pieni di storie, non ho ancora abuto il coragio di riprenderli in mano, però. All'inizio erano tipo dei copioni che mettevo in scena per le mie barbie, poi dei copiioni per i personaggi dei cartoni, insomma mi piaceva l'idea di comandare ai personaggi e dire loro quello che dovevano fare.
Poi l'adolescenza mi ha zittita e solo alle superiori ho ripreso a scrivere e a 17 anni è nata la prima bozza embrionale di Imprinting love, che però allora si intitolava Quello che vuoi. Poi dopo aver aperto il mio blog tre anni fa ho trovato il coraggio di iniziare a scrivere sul serio.
Questo per quanto riguarda la scrittura, la lettura invece è una passione che non mi ha mai abbandonato, ho la camera e la casa piena di libri e se non fossi passata agli ebook non so come avrei potuto fare. Amo in modo particolare la fantascienza, il fantasy, e i romanzi storici, meglio se con un tocco di romanticismo, e ho avuto parecchie fasi, la fase Isabel Allende, Banana Yoshimoto, Asimov, Jane Austen e molte altre finchè grazie al telefilm Buffy scoprii un nuovo genere che ora mi appassiona l'urban fantasy.


Spiegaci come è nata la storia d'amore raccontata nel tuo primo romanzo "Imprinting Love". Qual'era la tua idea iniziale per il romanzo? La storia è sempre stata fondamentalmente la stessa oppure è cambiata radicalmente dalla tua idea iniziale.

L'idea iniziale è rimasta la stessa. Anna che timda e riservata nonchè non bellissima cerca un modo per conquistare il suo uomo, è l'eterno tema del brutto anatroccolo che diventa cigno. Ma in origine la trama era più complessa. Tommaso e Cordelia avevano più spazio, il libro si sviluppava più o meno come è ora fino alla notte d'amore, poi però Anna si metteva per ripicca con Tommaso e Marco non capiva i suoi sentimenti finchè non era troppo tardi, in una versione non li capiva proprio mai e scopriva i sentimenti di Anna per lui sull'areo che lo portava lontano da lei grazie ad un lettera che però gli era arrivata tropo tardi, c'era anche una corsa strappalacrime all'areoporto....cassai subito quella versione come troppo melodrammatica e cinematografica. In realtà tutte le varie versione che ho scritto negli anni sono ste cancellate, non riuscivo a venirne a capo, finchè finalmente stufa e spronata dal termine per presntare un romanzo al concorso indetto dalla Mondadori (What women write) non mi sono decisa a prendere in mano più seriamente il mio lavoro. Ho cassato tutto ciò che stonava e ho SEMPLIFICATO E SEMPLIFICATO. Era il mio primo romanzo e non ero in grado di portare avanti una trama troppo complessa. Ho schematizzato i capitoli e finalmente ho concluso il romanzo.
L'dea dell'imprinting, che poi ha dato vita ad un nuovo titolo per il romanzo, mi è venuta guardando in tv un film dove una bambina veniva vista come mamma da uno stormo di oche a causa proprio del'imprinting. Mi sono chiesta? Se vale per le oche perchè non per l'uomo è l'unica cosa logica che potrebbe spiegare una cosa illogica come l'amore non corrisposto.


Anna anche se timida in fondo in fondo è una ragazza molto forte con grande personalità che alla fine trovato un pò di coraggio per uscire allo scoperto ha saputo far avverare il suo sogno. E' un personaggio che ti rispecchia?

Direi di no, forse nella timidezza, ma io sono veramente cinica e realistica, anche troppo a volte, e se fossi stata Anna, alla fine del romanzo avrei dato un bel calcio nelle parti basse a Marco tanto per svegliarlo un pò....Scherzo, però no, non mi rispecchia molto nel complesso.


Quanto c'è di autobiografico nel tuo romanzo?

Non molto, anzi quasi nulla, forse il personaggio di Samantha mi somiglia in diverse cose e l'ironia che permea il romanzo, ma per il resto il libro è nato come una bella favola nulla più. Io sono molto più contorta di Anna e quando mento a me stessa sono bravissima.


Qual'è il messaggio che vorresti lanciare al lettore?

No so se emerge per chi legge il romanzo, ma Marco e l'amore che anna prova per lui, in realtà sono più un simbolo che altro, Anna usa questo suo amore non corrisposto per nascondersi e non correre rischi nella sua vita. Non è ciò che prova per Marco che le ha impedito di avere altre storie, ma la sua stessa paura. E durante il libro più volte riemerge questo suo terrore di esporsi e rischiare, il romanzo è una parabola di come si debba osare nella vita per ottenere ciò che si vuole, e soprattutto per essere ciò che si può essere a pieno. Non importa che Marco ricambi il suo amore in fondo, il vero lieto fine è che Anna alla fine del romanzo è un apersona diversa da prima, finalmente uscita dal guscio. Non è detto che ciò renda più felici, ma rende certamente più realizzati.


Come ti sei sentita quando finalmente hai completato il romanzo?

Mi si è tolto un macigno dale spalle eppure al tempo stesso il terrore di esporlo agli altri mi attanagliava.....mi sentivo come una madre che accompagna il figlio al primo giorno di scuola felice di vederlo cresciuto ma spaventata dal distacco e da ciò che può succedere al suo bambino cosa gli altri potranno fargli e dirgli....


Parlaci un pò della tua esperienza di pubblicazione per questo romanzo. E' stato facile, difficile, sofferto...

Direi sofferta. L'ho inviato al concorso Mondadori, e a diverse case editrici, solo che il concorso si è protatto per un anno prima della decisione finale e questo mi impediva di accettare proposte di altre case editrici nella vana speranza di venire pubblicata da Mondadori. Così alla fine non avevo case editrici disposte a pubbicarlo quando ho finalmente saputo di non aver vinto il concorso. Per ripicca (sì sono una persona vendicativa) l'h autopubblicato con Lulu.com e devo dire che è un bel servizio. L'edizione di Lulu era molto bella e per ogni copia venduta avevi degli introiti di tutto rispetto, l'unico problema era che il libro era acquistabile solo dal sito lulu.
Poi ho saputo che due scrittrici emergenti come me aveva fatto un acordo con la casa editrice 0111 per creare una collana di autrici rosa e mi sono proposta con Imprinting love. Così il romanzo è stato pubblicato, 30 copie, con la 0111 ed è reperibile su diversi siti online italiani di vedita di libri. Peccato che io non vedrò un solo centesimo di diritti d'autore. Diciamo che l'ho fatto più che altro per pubblicizzare un pò il mio lavoro e per farmi conoscere. Spero di riuscire a vendere le 30 copie.


Sappiamo che ti sei molto impegnata nel tuo progetto di pubblicazione di alcune autrici urban fantasy qui in italia e ne abbiamo visto i risultati soprattutto con la casa editrice Newton e Compton che ha già cominciato a pubblicare la serie della scrittrice Kery Arthur dedicata a Riley Jensen e che prossimamente pubblicherà anche la serie dedicata ai vampiri di Christine Feehan. Cosa ti aspetti per il futuro? Pensi che altre case editrici possano seguire le orme della Newton e ascoltare di più i lettori?

Ho già visto progressi anche in alte case editrici, la mia sola paura è la pubbicazione di così tanti autori di un solo genere rischia di stancare i lettori. Non so bene cosa aspettarmi siceramente, in America l'editoria è più varia. Credo che diverse case editrici si siano rese conto che in tempi di crisi e con i prezzi dei libri che salgono bisogna rimboccarsi le maniche e dare ascolto ai lettori fa parte di questo.


Sappiamo che hai scritto altre opere letterarie. Ce ne vuoi parlare tu? Qual'è l'opera a cui sei più legata? Perchè?

Ho scritto diversi racconti e due romanzi un fantasy e un urban fantasy. Sicuramente il romanzo a cui sono più affezionata è La fiamma del destino, il fantasy su cui ho lavorato da tre anni a questa parte. E' un opera più matura e credo sia bello, almeno io lo trovo bello, e ho iniziato a schematizzare un suo seguito. Vorrei davvero venisse pubblicato da una casa editrice piuttosto famosa, l'ho spedito in giro e ora aspetto eventuali risposte, io credo potrebbe avere successo, ma purtroppo ciò che credo io non ha molto voce in capitolo. Detto questo come abbiamo visto le case editrici ora ascoltano i lettori perciò se passerete a leggere i capitoli che ho messo online qui: http://mywritten.wordpress.com/
E vi piaceranno, fatevi santire ad case editrici come Piemme,Salani, Armando Curcio editore, Giunti, Nord, chiedendo venga pubblicato. Magari funziona.

Sono affeziona alla fiamma del destino perchè parla di diversi temi a me cari e trovo che i personaggi che la animano siano più realistici di quelli delle altre mie opere.
E soprattutto con un eroina che non deve salvare il mondo facendo qualcosa, ma non facendolo....semplicemente lasciandosi andare e fidandosi degli altri.


Qual'è il consiglio che ti senti di dare ad altri scrittore esordienti?

Oddio, anche io lo sono perciò direi: anche io sono sulla vostra stessa barca perciò vi capisco. Non arrendetevi e anche se vi diranno che non avete talento o non andate bene per loro continuate a scrivere, poichè non si scrive per orgoglio o superbia o per mangiare, ma per racontare, perciò finchè avrete storie da raccontare voi scrivete.
Detto questo, la prima regola per scrivere un libro decente è ricontrollare e rileggere fino alla nausea, farlo leggere ad altri, lasciare passare del tempo e rileggere ancora e ancora. E poi leggere tanto e prendere ispirazione ai libri letti, per scrivere sempre meglio.


Hai siti o blog dove possiamo seguirti?

Il mio blog principale è http://www.weirde.splinder.com/
Il blog del romanzo imprinting love http://imprintinglove.wordpress.com/
Il blog de La fiamma del destino http://mywritten.wordpress.com/
Il blog della fanfiction su Buffy http://buffiniano.splinder.com/
Il blog di Killer mood http://romanzocacciatrice.blogspot.com/


Questa era l'ultima domanda. Vuoi aggiungere qualcosa prima di salutarci?

Grazie di avermi ospitata sul tuo blog Alessandra e grazie a chi comprerà il mio romanzo. E se non comprerete il mio, comprate quello di qualcun altro poichè il mio motto è: leggere per cambiare. Chi? Noi stessi ed il mondo intero.


Mi ha fatto molto piacere poterti ospitare. Ti auguro buona fortuna e un grande in bocca al lupo per il torneo.
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