INTERVISTA A VIOLET FOLGORATA

venerdì 19 febbraio 2010

Cari Lettori,
vi avevo promesso questa intervista all'autrice per gennaio quando ho terminato la lettura del libro "Moonlight Rainbow" ma ahimè causa impegni non sono riuscita a farla prima di questo mese...
Comunque quello che conta è che ci sia no?? Quindi dopo una presentazione del romanzo andiamo a vedere quello che l'autrice Violet Folgorata ci racconta di lei e del suo romanzo.
Buona Lettura.


MOONLIGHT RAINBOW
Violet Folgorata
Mamma Editore
Collana: A cena col vampiro

Un’avventura che è una sfida al destino...
"Perché, scommettere sull’amore non può essere questione di vita o di morte”




Moonlight Rainbow è il secondo romanzo della serie dei vampiri dagli occhi viola.
Il libro è acquistabile tramite il sito della casa editrice al prezzo di 9,80 e senza spese di spedizioni aggiuntive arrivera direttamente a casa!


Trama:
Non tutti possono capire il disagio di essere immortali, ma il problema non può essere che serio per una dal cuore tenero come Elisabeth Rochester.
Poteva mai restare indifferente Ethan ai tormenti di Elisabeth? Lui, la quintessenza stessa del vampiro? Irruente e sfrenatamente innamorato di quella disastrosa ex umana che lui venera come una dea? La risposta è ovviamente "no". Non poteva.
A volte però, la riconquista della felicità è affare complicato, sopratutto per chi, dalla Scozia, neppure sospetta che, oltre la Via Francigena, si annidino ancora esseri antichi e misteriosi...


BOOKTRAILER DEL ROMANZO:





INCIPIT DEL ROMANZO:





INTERVISTA ALL'AUTRICE:

Ciao Monica ti ringrazio molto per aver accettato la mia proposta.
Parliamo un pò del tuo libro MOONLIGHT RAINBOW come mai questo titolo?


Nasce da un’esperienza fatta quando abitavo in pianura, in una sera di nebbia. In cortile, la luna sembrava a portata di mano. Era enorme e circondata da anelli colorati che sfumavano l’uno nell’altro. Dovevo essere ammattita, l’idea era più o meno quella. Poi la scoperta: l’arcobaleno di luna esisteva veramente! Così quando per Ethan e Liz tutto sta per cambiare, la luna li abbaglia con un segno davvero incredibile: Moonlight Rainbow, arcobaleno di luna.

E' il tuo primo romanzo oppure è già da tempo che coltivi questa passione?

La scrittura di narrativa nasce vent’anni fa esatti. E non bastano ancora; non tutto ciò che voleva esser scritto in Moonlight ha trovato la strada giusta per uscirmi dalle dita. Ma è come se la via sia stata aperta e le scene di In una gelida rosa, il seguito, stanno uscendo molto vivide, atterrano sulla pagina senza mediazione direttamente dal Maniero dei Rochester :-)

Hai in previsione un nuovo romanzo?

Più che in previsione è già in fase di stesura:-). È “In una gelida rosa” appunto. Sono trascorsi due anni dalla conclusione di Moonlight. Tutto comincia con il risuonare lugubre di una risata in una grotta, mentre a miglia e miglia di distanza Liz e Ethan aspettano con ansia l'arrivo di una misteriosa lettera... Uscirà il prossimo autunno.

Che bella novità! Il tuo nuovo romanzo sarebbe il quarto? Sono molto contenta...
Spiegaci un pò come ti è venuta l'idea di creare un mondo popolato da strani esseri che viene presentato verso il finale del tuo romanzo.


Sì il nuovo romanzo sella Saga dei Vampiri dagli Occhi Viola. Tutto nasce dalla soluzione data da Meyer all’inconciliabilità dei mondi Edward e Bella. Mi sono detta “ma che lezione è quella di questo romanzo?”. Intendiamoci l’intento di rivolgersi alle adolescenti con problemi di cibo indicando loro di accettare i mutamenti del corpo dell’età adulta, è condivisibile. Ma nello svolgersi concreto della vicenda, abbiamo un essere esiziale che sostanzialmente plagia Bella e a cui lei non si sottrae in buona sostanza, alla fine, morendo. Io avrei preferito un finale in cui a diventare umano fosse lui. Molte storie nascono così: per dare un finale diverso. Ricordi la storia vera di quella bancaria tedesca che utilizzava clandestinamente dei fondi per aiutare della povera gente? Poi è stata messa in galera. Ecco quella è una storia a cui a me piacerebbe cambiare il finale. Comincerei dicendo che in carcere, la signora incontra....
Dunque per creare la trasformazione dei vampiri in umani ho dovuto pensare a una realtà supernaturale complessa ispirandomi alla mitologia greco romana e alla storia della nostra Italia centrale. Ecco che compaiono carbonai, cavatori del marmo, ninfe. Sai che questi erano grandi anarchici? Si è delineato così sui nostri Appennini un esercito simile a quello dei partigiani che nella seconda guerra combattevano contro i nazifascisti. Non a caso il personaggio di Lenith è ispirato un po’ al personaggio di Leni Rifenstaal. La regista che curò le riprese delle Olimpiadi di Berlino nel Terzo Reich e che collaborò molto con Hitler.

Come ho chiesto anche a margaret qual'è il tuo processo creativo?? mentre scrivi fai qualcosa in particolare?

Bevo caffè, tiro su le gambe sul sedile della sedia dall’altra parte del tavolo. Ma questi dettagli esteriori non descrivono il mio processo creativo. Come accennavo l’idea stessa di una storia nasce per dare finali diversi a storie che conosciamo. A questo punto mi chiedo perché vorrei un finale diverso? Rispondendo a questa domanda ho la lezione magistrale, il messaggio, della mia nuova narrazione. Nel caso della bancaria tedesca potrebbe essere: “le leggi del cuore sono più importanti delle leggi di carta”. Bene dopodiciò mi chiedo a chi voglio raccontare la mia storia. Il lettore infatti entra nelle scene del romanzo a pieno titolo e accompagnandocelo mi devo chiedere sempre quale scena gli piacerebbe vedere, quali cose vorrebbe sapere e quali lo annoierebbero. È ciò che si chiama scegliere un genere narrativo. Ecco che a questo punto so che le scene forti da metà libro in poi, devono essere in crescendo, devono divertire il lettore che ho scelto. È il mio lettore immaginario a ispirarmi a questo punto. Incrociando le scene forti inventate pensando al lettore con la morale della favola ottengo una trama sommaria... A questo punto subentra la tecnica progettuale e di scrittura e l’inventiva si concentra sulla messa a punto dei personaggi...

Sono molto curiosa devo dire di sapere come sei (siete) riuscita a pubblicare il tuo libro essendo io una aspirante scrittrice.... è stato difficile? come avete deciso la casa editrice adatta?

È stato semplicissimo, è bastato convincere me stessa che storie seguite da 50 mila visitatori avessero buone chances di interessare anche il pubblico della carta stampata. A quel punto mi sono chiesta se io fossi la casa editrice adatta e mi sono risposta di sì. :-) Con altri dello staff è stato un po’ meno semplice. Ma la risposta delle vendite ha messo tutti a tacere. Tat’è che usciranno almeno altri quattro titoli della saga.

E come mai avete deciso di scrivere una serie a più mani??

Io e Gaiottina ci siamo conosciute su un sito di Fan Fiction... Eravamo abituate a scrivere e condividendo il medesimo contesto. Perciò anche nel nostro piccolo abbiamo deciso di delineare un mondo tutto nostro con personaggi che hanno dettato a Gaiottina una storia e a me un’altra. Non sono infatti libri a quattro mani. Sono libri a due mani ciascuno!

Quali libri ti piace leggere, hai preferenze? Al momento quale libro stai leggendo?

Vado a periodi, come credo tutti. Circoscrivo la risposta alla narrativa. Ultimamente leggo thriller americani, Deaver , Connely, Gerritsen. In questo settore l’autore che più amo è Scerbanenco e Simenon che però americani non sono :-). Come mainstream uno dei libri migliori che ho letto ultimamente è Le imperfezioni di Valerio Varesi, ho amato molto L’antidoto alla malinconia di Meldini, mi è molto piaciuto e lo consiglio a tutte Uto di Andrea De Carlo, Utz di Chatwin, Il mago di Maugham. E ancora il Benni di Pieveloce Achille che però richiede un lettore non culturalmente suscettibile. E questo della suscettibilità è un argomento di cui mi piacerebbe parlare se vorrai. Ma soprattutto, e veniamo a noi, sono andata in palla per Twilight and sequels, Harry Potter and sequels, La saga di Barthimeus, Georgette Hayer (che nessuno conosce oggi ma che per le cultrici del romance puro, assicuro è un esperienza insieme ai vertici del romanticismo e dello stile) ... Insomma l’artigianato letterario di marca anglosassone e direi di più, di marca britannica è il top secondo me. Faccio un esempio, l’hai mai letto Il giardino segreto della Burnet? Se non l’hai mai fatto corri a procuratene una copia. Poi c’è il settore, molto affascinante se fatto bene, della favola spirituale. Si va da Hesse a Coelho, a Marquez, a Buzzati, Borges., Saint-Exupery.. Ecco fino a “Dio su una Harley”, americano e carino, a “Il bambino con i pollici verdi” di Druon delicato, piccolo, perfetto.

A quale pubblico è rivolto il tuo libro e qual’è il messaggio che lanci al lettore?

Mi rivolgo alle ragazze e alle donne in genere. Se la saga di Twilight sembra esortare le ragazze ad affrontare il passaggio alla vita adulta, accettando i cambiamenti del corpo e superando la paura dell’altro sesso. Io dico che sì, all’inizio tutti i nostri meravigliosi ragazzi ci possono sembrare irraggiungibili eroi alla Ethan, e dico, che accettare la nostra femminilità ci consente di arrivare alla felicità, tuttavia in una seconda fase, dobbiamo saper accettare che il ragazzo che ci ama, smetta di essere un vampiro invincibile, bensì si riveli per colui che è: un ragazzo con mille sfaccettatura e con il diritto ad avere le proprie debolezze.
Dico insomma che una volta raggiunta la felicità, per mantenerla dobbiamo saper accettare che il ragazzo che ci ama torni ad essere un normale “umano” e che anzi dobbiamo amarlo per questo.

Bene non ho altre domande da farti c'è qualcosa che vorresti aggiungere prima di salutarci??

Sì un'esortazione, l’invito a tutte le ragazze, quando leggono romanzi o saggi e c’è una parola che non capiscono, di non smettere di leggere. Di affidarsi all’intuito, e passare oltre. Scopriranno che facendo così leggeranno di più e reincontrando le parole misteriose in contesti differenti esse sveleranno il loro significato. Poi l’invito a non creare ghetti, tra le parole, a non mettere in un cestino le parole sporche o gergali da non usare quando si scrive per esempio. Quando ci si deve esprimere, anche per iscritto, le parole si possono usare tutte. Ricordo che io e Gaiottina, l’autrice di La sedicesima notte, facemmo amicizia perché nel forum le scrissi: che stronza! Mi rispose con una filippica, beh rivendicai con lei e con voi ora l’uso buono dello “stronza”. Credetemi era una espressione di vero affetto:-). Altrettanto ci sono parole difficili, non vanno messe nel cestino delle parole “stronze” appunto, usate solo per mettere in imbarazzo chi legge. Sono parole magiche quelle perchè imparandole dànno potere a chi parla e chi scrive. Il potere di farsi rispettare, di farsi ascoltare. E questa è la lezione di Barbiana e di Don Milani.

L'intervista è conclusa. Ti ringrazio molto per la tua partecipazione e per la tua disponibilità... spero di poterti intervistare di nuovo se ce ne sarà occasione per il tuo prossimo romanzo.
Ti faccio anche i miei auguri per il tuo lavoro.

LA DANZA DELLE MARIONETTE di LUCA BUGGIO

domenica 3 gennaio 2010

Cari lettori,
Mi fa sempre piacere scoprire nuovi autori e soprattutto se i loro scritti mi interessano; così oggi ho il piacere di presentarvi un romanzo sui vampiri intitolato "la danza delle marionette" di un autore italiano: Luca Buggio che ho conosciuto tramite il mio blog!

Prima di addentrarci nel dettaglio del romanzo...
Ma come sono i vampiri di Luca?
Questo autore descrive questi signori della notte rispettando i canoni standard dei classici vampiri! Questi esseri soprannaturali escono solo di notte e cercano di passare inosservati tra la folla.
Le uniche cose che temono sono il sole, il fuoco e i loro simili e il resto... solo leggende! Ogni vampiro possiede una attitudine, che diventa il suo tratto distintivo, che può essere un vizio o una virtù.



Il libro nel dettaglio:

LA DANZA DELLE MARIONETTE



Trama:
Angus è un vampiro, un predatore che sceglie le prede con attenzione: solo chi fa del male ad altre persone. Le vittime delle sue vittime diventano i suoi protetti, prendersene cura lo fa sentire ancora vivo, amato. Umano. Ma ugualmente diviso tra un mondo a cui non sente di appartenere e uno che non lo riconosce più.

Kerri non ha avuto una vita facile, la sua infanzia è un incubo che vorrebbe dimenticare. Angus l’ha tolta dalla strada e lei è cresciuta e diventata forte al suo fianco, fingendo di non accorgersi dei suoi tanti misteri.

Galinder guida congreghe di vampiri dai tempi degli imperatori romani. Saggia guida per alcuni, spietato tiranno per altri. Indifferente alla sorte dei mortali, gli interessa soltanto mantenere il potere, alimentando gli intrighi che nascono alla sua corte.

Malakith ha un unico scopo nella sua millenaria esistenza: sconfiggere Galinder una volta per tutte. Nessuno scrupolo rallenta il suo cammino. Porta tempesta e si lascia alle spalle distruzione.

Suona la danza e le marionette si muovono a tempo di musica. Galinder e Malakith. I loro seguaci, i loro servi. Angus. E Kerri. Chi è che regge i fili?


Presentazione del libro di Luca Buggio:



Angus è un vampiro diverso dai suoi simili. Dà la caccia a coloro che fanno del male agli altri e si prende cura delle loro vittime, in virtù di un voto fatto alla memoria della moglie, della cui morte si sente colpevole da più di un secolo e mezzo.
E’ un personaggio conteso da una natura gentile e caritatevole e un’altra vendicativa e bestiale, proprio com’è diviso tra il mondo dei vampiri e quello dei mortali. Dei primi fanno parte esseri violenti, crudeli, capricciosi, indifferenti, malinconici: tutti alla ricerca di un modo per sopravvivere ad un’eternità di notti sempre uguali. I mortali di cui Angus si circonda appartengono ad un mondo di reietti ma ricco di grande umanità: insegnanti, preti, ex-prostitute, baby gangster, barboni, ciascuno con il suo bagaglio d’esperienze, simboli e linguaggi.

La “danza delle marionette” che fa da sfondo alla vicenda è quella del “Dominus” Galinder, leader dei vampiri della metropoli, della sua “figlia” ribelle Malakith e del filosofo Policlete. Una partita a scacchi in cui Angus si trova ad essere pedina suo malgrado, e che è obbligato a giocare fino in fondo per la sua esistenza e quella delle persone che ama. Il motivo conduttore della trama è tuttavia un’altra danza, quella tra Angus e Kerri, la direttrice della Fondazione che accoglie i protetti del vampiro buono. Kerri è ostinatamente innamorata di colui che la salvò dalle tenebre, cresciuta al suo fianco fingendo di non accorgersi della sua palese seppur mascherata diversità. Angus ha bisogno di amore, dei suoi protetti ma innanzitutto di Kerri, per sentirsi ancora vivo e “umano”.

Ho collocato la storia in una metropoli di fantasia, che nel romanzo non viene mai nominata, e in un periodo che va, non a caso, tra il 2 novembre e il 25 dicembre. La morte e la nascita. Mi piace pensare alla Danza delle Marionette come a una metafora. La cornice in cui avvengono le vicende è realistica ma non reale, perché non volevo “ancorare” la storia ad un luogo fisico che ne avrebbe forse limitato l’interpretazione. Non so se è stata una scelta giusta. Come in molte cose, ho seguito l’istinto. E’ vero, d’altra parte, che la città di Angus e Kerri è chiaramente riconoscibile come nordamericana. Avevo bisogno di un’ambientazione caratterizzata da forti contrasti sociali, un posto dove puoi trovare un mendicante che vive a due passi da un miliardario nella totale indifferenza di tutti. Un posto dove possono “sparire” delle persone senza che nessuno si chieda che fine hanno fatto. Un posto dove dei vampiri possono prosperare senza suscitare sospetti.


Recensione del romanzo
a cura di Silvia Lo Sardo

La lettura è stata piacevole, mi è piaciuto molto fantasticarci su questa storia, sembra un film: lo vedi, lo senti, scorre veloce in tutte le sue dinamiche, un film avvincente.
Io però amo la “lentezza” e quindi ringrazio di questa versione scritta che mi permette di immaginare e dilatare emozioni e immagini nel rispetto dei miei tempi.
Dovrei rileggerlo almeno altre dieci volte, perché sono sicura di essermi persa aspetti importanti, perché questo libro è ricco di sfaccettature diverse, riferimenti da approfondire, di piani che si sovrappongono, di complessità profonde, “abbondante” come la vita.
La mia criticità è che non amo il genere fantasy e nemmeno la ricchezza di personaggi e di intrecci che il racconto propone. E’ un mio limite.
Semplifico conservando dentro me la storia di un vampiro buono, egli vive nel rimorso di avere ucciso la moglie ed espia il suo peccato dedicandosi a chi vive ai margini della società, si nutre dei “cattivi” e protegge i buoni; la volontà degli individui non è sufficiente, in questo racconto, a determinarne la libertà e la giustizia degli eventi.

La storia è coerente, si snoda, dall’inizio alla fine, fluente; è raccontata in modo efficace da un narratore esterno che però lascia “sentire” gli stati emotivi più intimi dei suoi personaggi.
E’Angus il maestoso protagonista che si muove in un’America ben ambientata e suggestiva nel periodo invernale e natalizio che va dal 2 novembre al 31 dicembre.
Trovo azzeccatissimo anche il periodo scelto, nella mia esperienza le disavventure e difficoltà maggiori coincidono con questo periodo dell’anno, è il periodo delle svolte, delle rinascite, della crescita personale.
Bella la figura di Kerri e fantastica Erin, Chris è per me la speranza di un futuro più trasparente, anche se so che nella vita dove ci sono segreti si alimentano patologie e negatività e conflitti, insomma l’impossibilità di poter essere veramente liberi.
Chris per me è potenzialmente libero, ho amato il personaggio già nella prima versione.
Convengo che sebbene i personaggi siano innumerevoli e su molti, specie sui non umani, non mi sia soffermata molto, tutti contribuiscono al senso profondo del racconto e tra le diverse metafore assolvono ad una precisa funzione nel procedere della storia, sembra di vederli perché ben descritti, chiaramente caratterizzati e credibili. Non mi pare ce ne siano di inutili o di poco delineati, sono tutti molto “vivi”, paradossale questo per i vampiri soprattutto; è espressione per me di un pensiero al quale sono molto legata, cioè che l’aggressività in sé è una forza, è espressione di vita e non va soffocata.
Mi sembra di leggere anche, in questo racconto, un modo di vedere le cose con un eccesso di senso di “espiazione”. Angus soprattutto vuol pagare un conto del passato per l’eternità, assumendosene una totale responsabilità, precludendosi un presente nel timore anche di un futuro, la stessa scelta farà Kerri.
E’ un racconto che intende la vita con l’aspetto della “pianificazione” e di molto “controllo” di molta responsabilità verso gli altri (i puri, i bambini, i ragazzi, i malati) ma che diventa autodistruttiva per chi però non riesce ad avere compassione di sé.
C’è molta vita vera in questo racconto fantasy, genere che ho detto di non amare ma al quale, in questo caso, mi sono appassionata. Mi sembra anche molta ricerca di sicurezza e di verità. La nostra vita però è movimento continuo, instabilità.
La stabilità e la sicurezza esterna sono solo illusioni.
E’ l’accettazione dei propri limiti l’energia dell’affetto e dell’amore verso se stessi.
Nessuno può essere perfetto, neppure un vampiro credo.
Ho imparato che quando non ci sentiamo capaci e bravi subentra una spinta di crudeltà verso noi stessi.
E’ questa, per me, la trappola.
Ho rivisto aspetti anche miei in questo libro ed ho intrapreso durante la lettura un monologo interiore con me stessa per vedermi, nella mia verità, con fiducia, senza giudicarmi, io che tante volte marionetta sono stata ma che, grazie anche a questo racconto, cammino verso la mia libertà di essere umano.


Conosciamo meglio l'autore:

Luca Buggio è nato a Torino il 15 luglio 1966; laureato in Ingegneria, affianca alla sua attività la passione per il teatro e per la narrativa. La Danza delle Marionette è il suo primo romanzo e deve l’ispirazione ad una lunga esperienza nel mondo del volontariato: anche se i personaggi e le vicende della storia sono di pura fantasia, le emozioni che la pervadono sono reali, fino all’ultimo sorriso, fino all’ultima lacrima.

sito dell'autore: http://www.lucabuggio.it/

MARGARET GAIOTTINA: LA SEDICESIMA NOTTE

venerdì 1 gennaio 2010

1° ROMANZO DELLA COLLANA "A CENA COL VAMPIRO" DI MAMMA EDITORE


LA SEDICESIMA NOTTE

Margaret Gaiottina

Ethan sarebbe diventato presto il suo sposo...
Liz era ancora umana...


BOOKTRAILER:


INCIPIT:


Trama:
Ethan Rochester ha un volto autentico e umano e, seppur cristallizzato nella sua perfezione assoluta e nelle sue brucianti crisi di coscienza, si impone come appassionato e audace, in grado di spingersi oltre i limiti della sua naturale prudenza e istinto di protezione verso la donna della sua vita. Ethan si lascia tentare dall’amore per Liz, ne vive le implicazioni, i drammi, i tormenti e le tentazioni con intensità propria di chi ama veramente. Riuscirà finalmente a dare forma ai desideri più nascosti e ad affrontare gli istinti più segreti. Cosa accadrebbe a chi volesse interferire con l'armonia dei Rochester durante la prima notte di nozze? E se dalle fiamme scaturissero tre angeli vendicatori? Questo libro è dedicato a chi vorrebbe vivere insieme ai protagonisti della saga attimi di intensa e indimenticabile passione.


ESTRATTO:
...Sei pronta a soddisfarmi stanotte?» ora mi guardava con i suoi occhi blu profondi, il suo sguardo era malizioso e tentatore, la sua bocca piena era piegata nel mio sorriso preferito e con l’altra mano percorreva la mia guancia con una carezza di
velluto...


...Mi sento impazzire, l’autocontrollo in questa posizione diminuisce anziché aumentare, vorrei solo strapparle i vestiti di dosso e avventarmi su di lei per nutrirmi del suo dolce nettare e possederla con violenza. Il pensiero sembra essersi formulato da solo nella testa e anche se lo vorrei, non posso tornare indietro e immaginare di non averlo fatto. Apro per un attimo gli occhi, amareggiato e confuso: con violenza? No non posso, non è la mia preda, è la mia donna, l’amore della mia vita...



INTERVISTA ALL'AUTRICE:

Oggi ho il piacere di presentarvi la scrittrice emergente Margaret Gaiottina con il suo primo libro "la Sedicesima Notte" (che vi ho già presentato):


Ciao Margaret,
sono felice di poterti intervistare per il mio blog Diario di Pensieri Persi, e ti ringrazie per aver acconsentito alla mia richiesta di rispondere a qualche domanda riguardo il tuo libro "La Sedicesima Notte" edito da Mamma Editore.


Ciao Alessandra, innanzitutto desidero ringraziarti molto di questa iniziativa e dell'ospitalità sul tuo blog.

Ok, allora cominciamo con la prima domanda:
Quando scrivi, ascolti della musica, ti isoli? Raccontaci come avviene per te il processo creativo.


Mi viene un po' da sorridere a dover descrivere come si svolge il mio processo creativo, perchè non faccio nulla di quanto si potrebbe immaginare, come isolarmi o ascoltare musica appunto. Sono sempre indaffarata tra il lavoro e la famiglia, come un po' tutte noi, quindi le idee mi turbinano nella testa nei momenti più impensati e magari inappropriati della giornata (Non dimentichiamo che il mio genere è il romanzo sentimentale, audace e passionale). Poi, la sera, quando la giornata è finalmente quasi finita, mi metto al computer e cerco in qualche modo di dare ordine ai miei pensieri.


Ricordi quando hai scoperto il piacere della lettura e con quale libro?

Ho iniziato a leggere precocemente i fumetti, ero veramente un’appassionata. Poi, è venuta la volta dei classici, quelli imposti dalle insegnanti al liceo e la lettura è diventata quasi un obbligo. Non capivo proprio perché mi toccasse leggere Herman Hesse che proprio non digerivo…Poi , quando ho potuto finalmente scegliere, ho capito che mi piacevano soprattutto i thriller: Jeffrey Deaver e Dennis Lehane. Ma anche Ken Follet (Ho adorato” Una fortuna pericolosa”) e l’impareggiabile Gabriel Garcia Marquez, insomma ho iniziato a scegliere davvero.

Che libri porteresti su un isola deserta?

Senza dubbio “Cent’anni di solitudine”

Pensando ad una futura trasposizione cinematografica del tuo romanzo che sceglieresti per interpretare i due protagonisti Ethan e Liz?

In realtà i personaggi del mio libro sono stati creati insieme a Violet Folgorata, autrice del libro Moonlight Rainboow, che fa parte anch'esso della saga "A cena col vampiro"e ha per protagonisti i vampiri della famiglia Rochester. Ebbene, mentre con Violet tratteggiavamo insieme i nostri personaggi, lei propose di identificare Ethan, nel nostro immaginario, con Josh Hartnett, che forse avete presente, ma ecco una foto:



Il nostro Ethan, insomma, è Josh e ha occhi blu come l'abisso marino, che diventano viola per il desiderio fisico così come per il desiderio di sangue.
Per Elisabeth è un po' più complicato, perchè non abbiamo pensato ad un personaggio preciso. L'abbiamo descritta come castana con i capelli ricci indomabili, miope ma che si rifiuta di portare gli occhiali...Insomma io, a dire il vero, pensavo un po' a me stessa e credo che qualunque ragazza normale possa identificarsi con Liz.
Ecco, direi proprio così: se ci fosse una trasposizione cinematografica del mio libro, chiederei a tutte voi ragazze normali di proporvi per la parte di Liz, accanto al magnifico Josh!


Visto che hai accennato a Folgorata... ci parli un pò di come è nato questo gruppo, dove vi siete conosciute, da dove è partito il tutto?

Dunque, le cose sono andate così: postavo la mia fiction ispirata a Twilight su "Edward & Bella Italian Forum" e si trattava di una storia veramente molto trasgressiva.
Forse, proprio per i contenuti scabrosi, o per altro,non saprei, ma la storia era molto seguita e io ovviamnte gongolavo e scrivevo. Fino a quando non mi imbattei nel commento di Folgorata, che gridava allo scandalo di fronte a tanta disinibizione e audacia. Ne sono nati una serie di battibecchi e scontri accesi, sui nostri diversi approcci alle storie e anche su temi più ampi e profondi. Io, ovviamente, ricambiavo il favore commentando la sua storia, anch' essa molto seguita, che accusavo di essere bacchettona!
Però, nonostante gli attriti, i commenti di Folgorata mi facevano sempre riflettere molto, perchè colpiva al cuore ogni problema e ogni dinamica della mia storia, e anche di me stessa come persona se devo dirla proprio tutta.
Piano piano ho scoperto che dietro questo nickname fantasioso si celava una giornalista professionista di grosso calibro e una donna con attributi notevoli. Ne è nata un'amicizia profonda. E' stata lei a creare il gruppo del Bloody Roses Secret Society, un 'unione femminile formata da noi due e da altre ragazze, una piccola scuola di scrittura in cui leggiamo a vicenda i nostri lavori, ci corregiamo, ci consigliamo, alla continua ricerca della formula per il romanzo perfetto.


Qual è il tuo personaggio preferito o se ce ne è uno in cui ti riconosci di più.

Il mio personaggio preferito è...c'è bisogno che lo dica? E' Ethan Rochester ovviamente.
Gli ho attribuito tutte le caratteristiche fisiche per essere un uomo ideale ma non solo. Quello che ho cercato di costruire con accuratezza è soprattutto il temperamento di Ethan. Ho provato a renderlo non solamente bello, perchè dobbiamo riconoscerlo, non basta, infatti, talvolta, noi donne siamo attratte da uomini non bellissimi (anche se non è di certo il suo caso). Ho cercato di dargli quel carattere sicuro e un po' spavaldo che ci calamita irresitibilmente, unito alla passione di cui noi tutte abbiamo bisogno e al fascino un po' del malandrino che ci fa inesorabilmente capitolare. Insomma, un uomo bello e basta non sarebbe stato sufficiciente. Ma soprattutto, gli ho dato una caratteristica che è l'emblema della seduzuione: l'ho reso vampiro.
Quello che attrae anche me dell'essere vampiro di Ethan, è soprattutto il suo non rinnegare la natura sanguinaria della sua specie. Ci sono dei momenti nel romanzo, in cui Ethan per difendere il suo amore compie dei gesti efferati, agisce con violenza e ferocia inaudita.
Insomma, si comporta da vampiro sanguinario qual'è! Questo lato del suo carattere, il voler proteggere anche con la forza i suoi affetti e i suoi amori, mi ha intrigata molto.


Mi hai accennato allaa fan fiction È il tuo primo libro o hai già scritto altro?

Si tratta del mio primo libro e non ho mai scritto null'altro in assoluto. Ma soprattutto non ho mai pensato ad una pubblicazione prima ad ora. Ho iniziato la fanfiction per puro divertimento e passatempo e poi, all'improvviso, si è evoluta in questo progetto articolato e impegnativo.
Ma "La sedicesima Notte" non sarà l'unico romanzo, perchè la collana "A cena col vampiro" conterrà ancora altri libri e non solo miei.


E' uscito il romanzo la sedicesima notte... cosa ci puoi raccontare di questo libro?

Cosa posso dire di questo libro…vediamo…Che è innanzitutto una storia d’amore, che tratteggia con le tinte accese della passione un sentimento talmente forte da affrontare anche la morte, e vincerla. E’ dedicato in modo particolare a tutte quelle donne che si sentono normali, che sono realmente normali, ma che sognano di incontrare un uomo speciale che le ami con tutto se stesso e che sfidi ogni pericolo per averle.

Come hai sviluppato la tua idea sui vampiri?

Il vampiro è un personaggio che affascina, impaurisce ed ammalia. E’ il brivido mescolato al desiderio che forma una miscela esplosiva che definirei un’ irresistibile tentazione. I miei vampiri non hanno timore di essere sanguinari, non rinnegano la loro natura, anzi la assecondano e ciò, a mio avviso, li rende ancora più sensuali.

Ci sono autori di riferimento, modelli che ti hanno influenzata o segnata?

Sono un’ammiratrice della Ward, e, senza dubbio, la saga della Meyer mi ha ispirata non poco. Della prima mi ha ammaliato il tratta deciso che ha saputo dare ai suoi vampiri, mascolino e aggressivo. Dei vampiri della saga di Twilight ho adorato la sensibilità e l’umanità. Poi, devo ammettere che sono un’estimatrice del più grande difetto che è stato trovato a quest’autrice, ovvero la cura e l’attenzione per i particolari e per i piccoli gesti.

Da dove nasce la trama del libro? questa guerra centenaria tra Rochester e Quirites?

Era necessario creare un antagonista importante per la famiglia Rochester, sanguinario e spietato. Nel mio immaginario, mio e di Violet Folgorata che in questo è molto più brava di me, abbiamo scelto la figura di Lenith, ermafrodita sanguinario e capo dei Quirites .Il personaggio è liberamente ispirato a Leni Riefenstal ,ex fotografa di Hitler e rappresenta ovviamente il male.

Come mai hai scelto come ambientazione principale la Scozia?

I paesaggi scozzesi sono formidabili, il clima è freddo, la vegetazione è lussureggiante. Ci sono numerosi castelli nella campagna scozzese che rimandano alle descrizioni che ho fatto dell’abitazione dei Rochester. E poi, non dimentichiamo ci di Lochness, dove si svolge una battaglia importantissima per i miei protagonisti, che è proprio in Scozia!

Ci sono alcuni punti della storia che sono liberamente iscirati alle tue esperienza personali? (togliendo il fattore vampiri :)?

Ovviamente ho messo un po’ di me nella storia, D’altra parte è il frutto della mia fantasia e non potrebbe essere altrimenti. In realtà non ci sono delle parti precise ispirate a fatti realmente vissuti o accaduti, ci sono solo atmosfere, sensazioni sentimenti che un po’ mi appartengono e un po’ sono propri dei miei personaggi.

Ci puoi anticipare già qualcosa del tuo prossimo libro per la collana a cena col vampiro?
E del libro raining star?


Il mio prossimo libro tratterà sempre dei Rochester alle prese con nuove avventure e nuovi amori...Non posso dire nulla di più tranne che, alcuni personaggi che in "La Sedicesima Notte" sono stati solo tratteggiati entreranno in scena per bene.

"Raining Star" è il terzo libro della saga "A cena col vampiro" e privilegia l'aspetto più romantico e sentiimentale della storia tra Ethan ed Elisabeth.
Io adoro ritrovare i miei personaggi, anche descritti da altre autrici, e credo che anche voi apprezzerete questi cambi "di penna" che consentono di accontentare il pubblico più diverso, quello più sentimentale come quello più deciso. Unica raccomandazione: ho sentito alcune ragazze che vogliono ricostruire l'ordine cronologico degli accadimenti e leggere i libri in ordine diverso da quello di pubblicazione. Io consiglio assolutamente di non farlo. I libri vanno letti in ordine di pubblicazione, in sequenza così come li ha concepiti l'editore, solo in tal modo andranno a formare un unico disegno della storia incredibile ed affascinante di questa famiglia.



Infine, vorrei aggiungere solo una piccola considerazione. Sono una normalissima ragazza trentacinquenne, come il mio personaggio femminile, Liz, e come le mie lettrici. Mi è capitata per caso questa bellissima opportunità e non passa giorno, da quando sto vivendo quest’avventura, che io non sorrida al pensiero di aver realizzato un sogno talmente nascosto in fondo ad un cassetto da essere persino quasi dimenticato. E non so se l’ho meritato davvero ma ormai è andata così. Grazie a chi mi ha dato fiducia.



Ringrazio Margaret per il suo intervento per questo blog e per la sua disponibilità.
Alessandra

BENVENUTI NEL MIO NUOVO BLOG!

Ciao a tutti i lettori,
sono sempre Alessandra la creatrice di Diario di Pensieri Persi.

Vi chiederete... ma adesso questo blog a cosa serve? Bè un pò di tempo fa mi è passata per la testa di dedicare uno spazio agli scrittori o scrittrici emergenti e così ho creato questo spazio.
Ho cambiato un sacco di sfondi, per ora dovremo accontentarci di questo poi più avanti spero di poter migliorarlo anche ai vostri consigli.

Questo blog quindi deve poter essere una fonte dove poter conoscere nuovi autori emergenti italiani pronti a farsi conoscere!
Spero che questa iniziativa venga apprezzata e spero d poter leggere i più possibile gli scrittori di cui parlo ma non sempre questo è possibile.

Se poi gentilmente vorranno concedere un pò del loro tempo per una breve intervista ancora meglio così si può conoscere da "vicino" l'autore.

Per ora vi lascio
Alessandra

p.s. se volete aiutarmi nella scelta di un nome adatto al blog ve ne sarei eternamente grata!
BUONE FESTE A TUTTI & BUON ANNO NUOVO
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