INTERVISTA A MARIACHIARA CABRINI

mercoledì 7 aprile 2010

Cari lettori,




l'intervista di oggi è quella che ho fatto a Mariachiara Cabrini autrice di "Imprinting Love". Vi consiglio caldamente il suo libro edito da 0111 edizioni. La recensione che ho fatto del romanzo la trovate: qui. Vi consiglio sempre di Mariachiara anche il suo romanzo La fiamma del destino che trovate online qui.









Ciao Mariachiara e benvenuta nel mio blog Italian Emerging Writers, ti va di presentarti al pubblico?

Salve a tutti mi chiamo Mariachiara ho 27 anni e vivo a Mantova. Sono laureata in Storia dell'arte ma il mio sogno sarebbe lavorare nel campo dell'editoria e magari riuscire a mantenermi scrivendo. Leggo tantissimo, anche in lingua originale e gestisco un blog dedicato ai libri L'arte dello scrivere http://weirde.splinder.com


La tua passione per la scrittura quando è cominciata? E' stata una conseguenza per la tua passione per la lettura e per i libri oppure è qualcosa che ti hai sempre avuto?

Ho sempre amato leggere a quanto ricordo, mio padre mi rinfaccia ancora che da picola ed ancora incapace di leggere da sola pretendevo mi leggessero e rileggesero le favole ancora e ancora senza mai stancarmi. Poi alle elementari cominciai a scrivere delle storie mie, conservo ancora sei o sette quaderni pieni di storie, non ho ancora abuto il coragio di riprenderli in mano, però. All'inizio erano tipo dei copioni che mettevo in scena per le mie barbie, poi dei copiioni per i personaggi dei cartoni, insomma mi piaceva l'idea di comandare ai personaggi e dire loro quello che dovevano fare.
Poi l'adolescenza mi ha zittita e solo alle superiori ho ripreso a scrivere e a 17 anni è nata la prima bozza embrionale di Imprinting love, che però allora si intitolava Quello che vuoi. Poi dopo aver aperto il mio blog tre anni fa ho trovato il coraggio di iniziare a scrivere sul serio.
Questo per quanto riguarda la scrittura, la lettura invece è una passione che non mi ha mai abbandonato, ho la camera e la casa piena di libri e se non fossi passata agli ebook non so come avrei potuto fare. Amo in modo particolare la fantascienza, il fantasy, e i romanzi storici, meglio se con un tocco di romanticismo, e ho avuto parecchie fasi, la fase Isabel Allende, Banana Yoshimoto, Asimov, Jane Austen e molte altre finchè grazie al telefilm Buffy scoprii un nuovo genere che ora mi appassiona l'urban fantasy.


Spiegaci come è nata la storia d'amore raccontata nel tuo primo romanzo "Imprinting Love". Qual'era la tua idea iniziale per il romanzo? La storia è sempre stata fondamentalmente la stessa oppure è cambiata radicalmente dalla tua idea iniziale.

L'idea iniziale è rimasta la stessa. Anna che timda e riservata nonchè non bellissima cerca un modo per conquistare il suo uomo, è l'eterno tema del brutto anatroccolo che diventa cigno. Ma in origine la trama era più complessa. Tommaso e Cordelia avevano più spazio, il libro si sviluppava più o meno come è ora fino alla notte d'amore, poi però Anna si metteva per ripicca con Tommaso e Marco non capiva i suoi sentimenti finchè non era troppo tardi, in una versione non li capiva proprio mai e scopriva i sentimenti di Anna per lui sull'areo che lo portava lontano da lei grazie ad un lettera che però gli era arrivata tropo tardi, c'era anche una corsa strappalacrime all'areoporto....cassai subito quella versione come troppo melodrammatica e cinematografica. In realtà tutte le varie versione che ho scritto negli anni sono ste cancellate, non riuscivo a venirne a capo, finchè finalmente stufa e spronata dal termine per presntare un romanzo al concorso indetto dalla Mondadori (What women write) non mi sono decisa a prendere in mano più seriamente il mio lavoro. Ho cassato tutto ciò che stonava e ho SEMPLIFICATO E SEMPLIFICATO. Era il mio primo romanzo e non ero in grado di portare avanti una trama troppo complessa. Ho schematizzato i capitoli e finalmente ho concluso il romanzo.
L'dea dell'imprinting, che poi ha dato vita ad un nuovo titolo per il romanzo, mi è venuta guardando in tv un film dove una bambina veniva vista come mamma da uno stormo di oche a causa proprio del'imprinting. Mi sono chiesta? Se vale per le oche perchè non per l'uomo è l'unica cosa logica che potrebbe spiegare una cosa illogica come l'amore non corrisposto.


Anna anche se timida in fondo in fondo è una ragazza molto forte con grande personalità che alla fine trovato un pò di coraggio per uscire allo scoperto ha saputo far avverare il suo sogno. E' un personaggio che ti rispecchia?

Direi di no, forse nella timidezza, ma io sono veramente cinica e realistica, anche troppo a volte, e se fossi stata Anna, alla fine del romanzo avrei dato un bel calcio nelle parti basse a Marco tanto per svegliarlo un pò....Scherzo, però no, non mi rispecchia molto nel complesso.


Quanto c'è di autobiografico nel tuo romanzo?

Non molto, anzi quasi nulla, forse il personaggio di Samantha mi somiglia in diverse cose e l'ironia che permea il romanzo, ma per il resto il libro è nato come una bella favola nulla più. Io sono molto più contorta di Anna e quando mento a me stessa sono bravissima.


Qual'è il messaggio che vorresti lanciare al lettore?

No so se emerge per chi legge il romanzo, ma Marco e l'amore che anna prova per lui, in realtà sono più un simbolo che altro, Anna usa questo suo amore non corrisposto per nascondersi e non correre rischi nella sua vita. Non è ciò che prova per Marco che le ha impedito di avere altre storie, ma la sua stessa paura. E durante il libro più volte riemerge questo suo terrore di esporsi e rischiare, il romanzo è una parabola di come si debba osare nella vita per ottenere ciò che si vuole, e soprattutto per essere ciò che si può essere a pieno. Non importa che Marco ricambi il suo amore in fondo, il vero lieto fine è che Anna alla fine del romanzo è un apersona diversa da prima, finalmente uscita dal guscio. Non è detto che ciò renda più felici, ma rende certamente più realizzati.


Come ti sei sentita quando finalmente hai completato il romanzo?

Mi si è tolto un macigno dale spalle eppure al tempo stesso il terrore di esporlo agli altri mi attanagliava.....mi sentivo come una madre che accompagna il figlio al primo giorno di scuola felice di vederlo cresciuto ma spaventata dal distacco e da ciò che può succedere al suo bambino cosa gli altri potranno fargli e dirgli....


Parlaci un pò della tua esperienza di pubblicazione per questo romanzo. E' stato facile, difficile, sofferto...

Direi sofferta. L'ho inviato al concorso Mondadori, e a diverse case editrici, solo che il concorso si è protatto per un anno prima della decisione finale e questo mi impediva di accettare proposte di altre case editrici nella vana speranza di venire pubblicata da Mondadori. Così alla fine non avevo case editrici disposte a pubbicarlo quando ho finalmente saputo di non aver vinto il concorso. Per ripicca (sì sono una persona vendicativa) l'h autopubblicato con Lulu.com e devo dire che è un bel servizio. L'edizione di Lulu era molto bella e per ogni copia venduta avevi degli introiti di tutto rispetto, l'unico problema era che il libro era acquistabile solo dal sito lulu.
Poi ho saputo che due scrittrici emergenti come me aveva fatto un acordo con la casa editrice 0111 per creare una collana di autrici rosa e mi sono proposta con Imprinting love. Così il romanzo è stato pubblicato, 30 copie, con la 0111 ed è reperibile su diversi siti online italiani di vedita di libri. Peccato che io non vedrò un solo centesimo di diritti d'autore. Diciamo che l'ho fatto più che altro per pubblicizzare un pò il mio lavoro e per farmi conoscere. Spero di riuscire a vendere le 30 copie.


Sappiamo che ti sei molto impegnata nel tuo progetto di pubblicazione di alcune autrici urban fantasy qui in italia e ne abbiamo visto i risultati soprattutto con la casa editrice Newton e Compton che ha già cominciato a pubblicare la serie della scrittrice Kery Arthur dedicata a Riley Jensen e che prossimamente pubblicherà anche la serie dedicata ai vampiri di Christine Feehan. Cosa ti aspetti per il futuro? Pensi che altre case editrici possano seguire le orme della Newton e ascoltare di più i lettori?

Ho già visto progressi anche in alte case editrici, la mia sola paura è la pubbicazione di così tanti autori di un solo genere rischia di stancare i lettori. Non so bene cosa aspettarmi siceramente, in America l'editoria è più varia. Credo che diverse case editrici si siano rese conto che in tempi di crisi e con i prezzi dei libri che salgono bisogna rimboccarsi le maniche e dare ascolto ai lettori fa parte di questo.


Sappiamo che hai scritto altre opere letterarie. Ce ne vuoi parlare tu? Qual'è l'opera a cui sei più legata? Perchè?

Ho scritto diversi racconti e due romanzi un fantasy e un urban fantasy. Sicuramente il romanzo a cui sono più affezionata è La fiamma del destino, il fantasy su cui ho lavorato da tre anni a questa parte. E' un opera più matura e credo sia bello, almeno io lo trovo bello, e ho iniziato a schematizzare un suo seguito. Vorrei davvero venisse pubblicato da una casa editrice piuttosto famosa, l'ho spedito in giro e ora aspetto eventuali risposte, io credo potrebbe avere successo, ma purtroppo ciò che credo io non ha molto voce in capitolo. Detto questo come abbiamo visto le case editrici ora ascoltano i lettori perciò se passerete a leggere i capitoli che ho messo online qui: http://mywritten.wordpress.com/
E vi piaceranno, fatevi santire ad case editrici come Piemme,Salani, Armando Curcio editore, Giunti, Nord, chiedendo venga pubblicato. Magari funziona.

Sono affeziona alla fiamma del destino perchè parla di diversi temi a me cari e trovo che i personaggi che la animano siano più realistici di quelli delle altre mie opere.
E soprattutto con un eroina che non deve salvare il mondo facendo qualcosa, ma non facendolo....semplicemente lasciandosi andare e fidandosi degli altri.


Qual'è il consiglio che ti senti di dare ad altri scrittore esordienti?

Oddio, anche io lo sono perciò direi: anche io sono sulla vostra stessa barca perciò vi capisco. Non arrendetevi e anche se vi diranno che non avete talento o non andate bene per loro continuate a scrivere, poichè non si scrive per orgoglio o superbia o per mangiare, ma per racontare, perciò finchè avrete storie da raccontare voi scrivete.
Detto questo, la prima regola per scrivere un libro decente è ricontrollare e rileggere fino alla nausea, farlo leggere ad altri, lasciare passare del tempo e rileggere ancora e ancora. E poi leggere tanto e prendere ispirazione ai libri letti, per scrivere sempre meglio.


Hai siti o blog dove possiamo seguirti?

Il mio blog principale è http://www.weirde.splinder.com/
Il blog del romanzo imprinting love http://imprintinglove.wordpress.com/
Il blog de La fiamma del destino http://mywritten.wordpress.com/
Il blog della fanfiction su Buffy http://buffiniano.splinder.com/
Il blog di Killer mood http://romanzocacciatrice.blogspot.com/


Questa era l'ultima domanda. Vuoi aggiungere qualcosa prima di salutarci?

Grazie di avermi ospitata sul tuo blog Alessandra e grazie a chi comprerà il mio romanzo. E se non comprerete il mio, comprate quello di qualcun altro poichè il mio motto è: leggere per cambiare. Chi? Noi stessi ed il mondo intero.


Mi ha fatto molto piacere poterti ospitare. Ti auguro buona fortuna e un grande in bocca al lupo per il torneo.

INTERVISTA A TERESA DI GAETANO

martedì 30 marzo 2010

Cari lettori,
l'intervista di oggi presenta l'autrice Teresa di Gaetano e in particolar modo il suo romanzo "La bambola di vetro".


Teresa Di Gaetano è diplomata in Giornalismo Radiotelevisivo ed ha collaborato per diverse testate giornalistiche. Giornalista, ha fatto uno stage presso l’ADNKRONOS sezione cultura di Roma, avendo vinto un concorso letterario-giornalistico.
Allieva della rivista “Storie” di Roma, la sua esercitazione sul momentismo, nuova corrente letteraria, è stata pubblicata nella antologia. Ha frequentato un “Laboratorio di giornalismo e tecniche audiovisive” a Roma.
Nel Novembre 2003 ha pubblicato la prima raccolta per ragazzi “Bubble, Bubble! Dodici racconti” insignita da vari riconoscimenti ai premi letterari. Alcuni suoi racconti sono apparsi nelle antologie dei premi.
Nel gennaio 2006 presso la Casa editrice Montedit è uscita una seconda raccolta Conchiglia… e altri racconti, mentre nel febbraio 2007 ha pubblicato per la stessa Casa editrice il suo romanzo di esordio La bambola di vetro Ha scritto una fiaba: “La sabbia delle streghe – La leggenda di Primrose”.



INTERVISTA

Ciao Teresa benvenuta nel mio blog Italian Emerging Writers, è un piacere per me ospitarti qui! Hai voglia di presentarti?

Ciao Alessandra e grazie per avermi ospitato nel tuo bel blog dedicato agli scrittori emergenti. Mi chiamo Teresa e come molti ho la passione per la scrittura. Una passione che è nata quando ero bambina, grazie a mia madre che sin dalla tenera età mi ha sensibilizzato a leggere prima i grandi classici per ragazzi e poi tutti quei libri che in un modo o nell’altro hanno segnato la storia della letteratura di tutti i tempi. Sono convinta che insegnare ai bambini l’amore per la lettura sia una cosa davvero fondamentale. Perché leggere un buon libro aiuta la fantasia a crescere e a svilupparsi, quindi a non farla rimanere ancorata a quelle percezioni naturali che si hanno da bambini, ma a farla volare in alto. Accostatami a questi libri di un certo rilievo, mi sono accorta che anche a me sarebbe in qualche modo piaciuto scriverli. Così ebbra di questa convinzione mi sono messa a scrivere anch’io un libro, da bambina, un giallo per l’esattezza. La stessa idea l’ha avuta anche mia sorella. Ricordo, infatti, che mentre eravamo alla scrivania, nella nostra cameretta, scrivevamo ognuna di noi due il proprio manoscritto. Io in particolar modo avvertivo un forte richiamo, una certa gioia, nell’annotare quello che la mia fantasia mi suggeriva. Credo, infatti, che fin da bambini si mostrano le proprie inclinazioni. E così poi successivamente scrissi altre storie, mentre mia sorella non si cimentò più. Ovviamente sono rimaste incompiute, ma se a distanza di tempo rileggo quegli scritti non mi sorprende ritrovare un grande entusiasmo, una grande inventiva. Per me scrivere era ed è un autentico momento di felicità. Poi, non c’è che dire, sono stata abbastanza fortunata nell’essere dotata di una smisurata fantasia. Certo, quando c’è tanta immaginazione, soprattutto in giovanissima età, non si ha la maturità nel saperla gestire opportunamente. Ma, credo, che comunque è buon punto di partenza per accostarsi al mondo della scrittura.


Ci parli del tuo romanzo fantasy "La bambola di vetro"?

“La bambola di vetro” è appunto, come dici bene tu, un fantasy. E’ un libro che ha visto la luce nel 2007, però è nato molti anni prima. Ho iniziato a scriverla infatti solo nel 1996, ma poi, improvvisamente ho abbandonato il manoscritto. Avevo scritto prima “La sabbia delle streghe – La leggenda di Primrose” e le due storie si somigliavano troppo. Una mia caratteristica è quella di cercare di scrivere libri uno diverso dall’altro, anche per non ripetermi, ma soprattutto per sperimentare nuovi modi di raccontare. Ho ripreso il manoscritto de “La bambola di vetro” successivamente. Stavo scrivendo il mio primo libro di racconti, “Bubble, Bubble! Dodici racconti”, e volevo appunto inserirlo in questa raccolta come un lungo racconto. Ma siccome era troppo lungo, allora ho deciso di pubblicarlo a parte. La storia si allontana un po’ dalla mia idea originale, ma il mio intento, quello di usare la scrittura come un luogo di riflessione, oltre che di evasione, è riuscito appieno.


Da dove hai preso l'ispirazione per il soggetto del libro?

L’ispirazione mi è venuta grazie alla lettura di un piccolo libriccino, “Il fantasma di Canterville” di Oscar Wilde, intorno agli anni Ottanta. Ho cercato, qualche tempo fa, tra le mie carte se avevo annotato l’idea (è mia abitudine, quando ho un’idea di annotarla nel primo foglio che mi capita!), ma non ho trovato nulla. Evidentemente l’avevo ben scolpita nella mente. Ma il libro risente delle influenze di altri bei libri, come: “La bambola” di Boleslaw Prus, “Cime tempestose” di Emily Bronte e “Sulla strada” di Jack Kerouak.


Qual'è il personaggio che più ti rappresenta?

Mah... tutto il libro mi rappresenta un pochino. In ogni personaggio c’è una piccola parte di me. Possiamo parlare di personaggio preferito. Bè... è indiscutibile che sia Latakìa Bèrard, la bella modella di cui è innamorato Reinhold. Mi piace perché amo moltissimo la moda, fin da bambina, oltre la scrittura, ho questa passione per il mondo della moda. Ricordo, infatti, che strappavo dalle riviste i modelli degli abiti che mi piacevano di più e li raccoglievo dentro una carpetta. E poi perché ha un modo disincantato di guardare la vita, essendo dotata del potere del futuro. Non crearsi illusioni mi sembra un modo maturo per affrontare la vita. Attenzione, non intendo che non bisogna sognare o stare solo coi piedi per terra. Questo no. Ma intendo nell’avere una certa saggezza nel saper mettere un punto alle situazioni, cioè sognare sì, ma tenendosi ben saldi alla realtà, proprio per evitare che l’infrangersi delle nostre illusioni nel momento in cui si presentano non ci pieghino del tutto. E mi sembra che Latakìa tra tutti i personaggi sia il migliore in assoluto nel trasmettere questo messaggio. E poi mi piace anche per quel suo intuito di cui l’ho dotata, una prerogativa di noi donne. Noi donne rispetto agli uomini abbiamo a volte quell’intuito che ci permette di evitare alcune situazioni o di capirle. Forse perché abbiamo la possibilità di essere madri.


Quali scrittori hanno maggiormente influenzato il tuo stile?

Non c’è uno scrittore in particolare che ha influenzato il mio stile, ma libri. E’ significativo che un testo tracci nella mia sfera personale un segno e che io, vuoi per ammirazione, vuoi per emulazione, vuoi per imitazione, ho seguito. Non sono però solo libri che mi sono piaciuti; molto spesso sono libri che non mi sono piaciuti e, allora, per discostarmene ho ricercato un nuovo stile, un nuovo modo di raccontare le mie storie.


Perchè hai scelto il genere fantasy?

Il fantasy è un genere che mi è congeniale. Data la mia traboccante immaginazione. E poi con il fantasy si può spaziare con i vari generi. Puoi costruire storie d’amore, puoi scrivere di mistero, non ci sono limiti. Forse l’unico genere (ma che comunque amo moltissimo) che non si può introdurre è quello del romanzo prettamente storico. Sì... molti libri storici sono fantasiosi, ma rimangono giustamente ancorati al loro tempo.


Quali sono i temi principali del romanzo? E quale messaggio vorresti lanciare ai lettori che leggono il tuo romanzo?

La storia non è molto semplice da raccontare, perché ho costruito una trama molto articolata. Praticamente sono due trame in una. Narra dell’avventura soprannaturale di Reinhold Kyd, un ragazzo di una ventina d’anni, che dovrà combattere contro l’avverso Tempo per liberare la contessina Virginia di Bergeijk da un terribile maleficio. L’intento è quello di dar voce, attraverso le belle frasi pronunciate dai personaggi, a tutta quella sfera di sentimenti e sensazioni che permettono di descrivere una piccola parte della dimensione umana. Siamo fatti di sentimenti e questi ci muovono verso le situazioni. Possiamo plasmarle, è vero, grazie al libero arbitrio, ma non possiamo impedire che alcune cose accadano nella nostra vita. Come ad esempio, la morte. Possiamo ritardarla, ma è un evento che fa parte della nostra esistenza. Allora, se i fantasmi del passato popolano in qualche modo la nostra coscienza si può ben capire come in realtà il nostro presente è inscindibilmente parte del passato. Mentre il futuro si presenta incerto e le nostre aspettative possono andare deluse, il presente è il continuum del passato, dobbiamo, quindi, riallacciarci alla storia dei nostri avi per capire la nostra esistenza. Siamo tessuto, per così dire, già cucito da chi è venuto prima di noi.


Qual'è stato il tuo percorso come scrittrice? Spiegaci anche come sei riuscita a pubblicare il tuo libro. Hai qualche consiglio da dare ad altri scrittori emergenti?

Inizialmente ho tentato di scrivere delle storie lunghe, ma poi abbandonavo i manoscritti e, quindi, le storie rimanevano lì incomplete. Poi mi sono cimentata anche un po’ con le poesie, ma con scarsi risultati. E così ho puntato sui racconti e da lì si comprendono molte cose. Soprattutto le dinamiche della narrazione. Si ha un’idea ed è giusto annotarla da qualche parte per poi riprenderla. Ma mentre nel racconto il tessuto narrativo si sviluppa in poche pagine, con i romanzi bisogna stare attenti a tante cose. Le contraddizioni, ad esempio. Scompariranno è ovvio solo se rileggiamo il testo e lo rimeditiamo. Credo che è bene fare qualche corso di scrittura creativa, anche se purtroppo sono a pagamento, aiutano in un certo qual modo a sviluppare l’idea di testo narrativo. Scrivere, infatti, non è come parlare eppure il racconto o romanzo si deve avvicinare il più possibile a un qualcosa che è narrato oralmente. La tradizione greca con l’Iliade e l’Odissea ci ha infatti tramandato questa idea di far narrativa. Sappiamo che queste due grandi opere furono scritte da Omero, ma sappiamo anche che furono tramandate oralmente. Questo cosa vuol dire? Che la storia ci è giunta sino a noi grazie ai cantastorie che la riproponevano nelle piazze e alle corti dei re. Sarebbe un bene poter leggere e scrivere tutti i giorni (l’idea di tenere un diario dove annotare i propri pensieri e ciò che è accaduto è un’ottima risorsa di esercizio), questo è il consiglio che posso dare a chi si vuole accostare a questo ambitissimo mestiere.


Quando hai scoperto la tua passione per la scrittura?

Come ho detto prima da bambina, un tema svolto fantasiosamente a casa ed una poesia dedicata alla mia maestra. Questi scritti di cui parlo sono i primi in assoluto, seguiti naturalmente dal giallo, dalle altre storie e dal mio diario personale.


Parlaci delle altre tue opere letterarie.

Ho già scritto “La sabbia delle streghe – La leggenda di Primrose”. E’ una fiaba fantasy. A differenza delle opere già pubblicate prevede una continuazione, quindi la storia si sviluppa in più volumi. Quando allora la creai avevo pensato di suddividerla in cinque volumi, poi ho avuto, per così dire un ripensamento, dettato da un mio momentaneo smarrimento (sono stata colpita dal famoso blocco dello scrittore e per qualche anno non sono più riuscita a continuare la storia), adesso invece non posso dare un numero ai volumi della saga, però per ora ne ho previsti altri tre oltre i cinque già pensati. Quindi, dipenderà tutto dall’ispirazione del momento. Intanto sto lavorando al secondo volume (è decisamente più grande del primo!) che si intitolerà “La sabbia delle streghe – Alla ricerca dei ricordi”. Vorrei dedicarmi alla stesura di altre storie, ma è davvero impossibile. Ancora ora che sto correggendo il testo aggiungo idee ai capitoli iniziali cambiando la storia, quindi... Comunque, una cosa è certa: i sottotitoli degli altri volumi della saga sono stati già tutti pensati, per cui... aspettiamo!


Hai in programma qualche presentazione? Parlaci dei tuoi progetti futuri.

Sì per La sabbia delle strege – La leggenda di Primrose farò delle presentazioni, però per ora è prematuro parlarne dato che ancora il libro non è stato pubblicato. Però è una cosa che farò: è importante e fondamentale incontrare le persone, non soltanto per parlare della storia, ma anche per avere un confronto ideale con i miei lettori.


Hai dei siti dove possiamo seguirti? Dove si possono acquistare i tuoi libri?

Certo. Amando scrivere non ho proprio resistito alla tentazione di aver dei blog. Sì... parlo al plurale perché ne avevo due. Il primo, “Una città trasparente a se stessa” (http://digater.blogspot.com/), era un luogo ideale dove annotavo di tanto in tanto una storia che scribacchiavo quando avevo un po’ di tempo. Parlo al passato perché l’ho recentemente chiuso. Infatti, questa storia probabilmente diventerà un libro dall’omonimo titolo e, quindi, non mi sembra più opportuno postarla di volta in volta sul blog. Ma il blog comunque sarà consultabile, cioè rimarrà on line per poter leggere il primo e parte del secondo capitolo ed eventualmente poi mi tornerà utile se e quando il libro uscirà perché vi annoterò tutto ciò che riguarda appunto il libro. Inoltre, in questo blog si possono ammirare alcune belle foto che ho scattato (un’altra mia passione!). Il secondo, “Teresa” (http://tdigaetano.spaces.live.com/), è il mio diario personale, annoto, quindi davvero un po’ di tutto. Ho voluto un po’ ricuperare l’antica idea di blog, perché oggi la maggior parte dei blog sono tematici (o si parla solo di recensioni di libri, o solo di recensioni di film), invece ho ripreso l’antica idea del blog che era un diario on line dove poter pubblicare le proprie vicende.

Per quanto riguarda i miei libri, si possono acquistare soprattutto su internet. Ad esempio su ibs, bol.it, etc. e sul sito della Casa editrice, ecco i link rispettivamente per “La bambola di vetro” e “Conchiglia... e altri racconti”:

http://www.clubautori.it/teresa.di.gaetano/la.bambola.di.vetro

http://www.clubautori.it/teresa.di.gaetano/conchiglia.e.altri.racconti

Vorrei precisare che la Casa editrice spedisce eventualmente il libro alle librerie che lo ordineranno. Basta mettersi direttamente in contatto con loro, compilando l’apposito modulo presente sul sito.


Questa era l'ultima domanda. Vuoi aggiungere qualcosa prima di lasciarci?

Sì... spero mi seguirete numerosi nel mio difficile percorso di aspirante scrittrice, perché la mia passione è autentica, genuina. Amo scrivere perché è un pò come vivere tante vite, quelle dei miei personaggi, con storie diverse sì ma con un unico intento: far volare lontano la fantasia.

INTERVISTA A FEDERICA RAMPONI

domenica 28 marzo 2010

Cari lettori,



l'intervista che segue è stata fatta a Federica Ramponi, autrice del libro che ho recensito anche nel mio blog Diario di Pensieri Persi "L'erede di Vitar".
Vi consiglio il suo libro perchè nonostante non sia molto lungo è stata veramente una lettura piacevole e Federica è davvero una persona simpatica e disponibile!










Ciao federica, hai voglia di presentarti ai lettori? Parlaci un pò di te.
Ciao Alessandra! Innanzitutto, grazie per il tuo tempo! Mi chiamo Federica Ramponi, classe 73, diploma in lingue, mamma (Elena di 6 anni e Alessandra di quasi 3), moglie di Fabio, impiegata, cantante e scrittrice a tempo molto, molto perso. Tutte queste attività si sono accumulate nel corso degli anni, e sono una la conseguenza/causa dell'altra. Prima di conoscere mio marito cantavo nei pianobar, poi ho smesso perché sono arrivate le bambine e allora ho cominciato a scrivere perché in maternità avevo un po' di tempo libero e l'ispirazione. Adesso che le pupe sono svezzate ho ricominciato a cantare proprio con Fabio, però non voglio smettere di scrivere, ma mi rendo conto che il tempo a mia disposizione è scaduto… quindi sono lenta: sono ferma a pag. 119 del nuovo romanzo da almeno un mese. Però in testa c'è tutto, e molto altro! E poi Elena è una gran palestra: mi chiede in continuazione di inventarle delle storie! Adoro leggere, soprattutto fantascienza, fantasy e gialli: ogni tanto guardo la libreria e penso che ci metterò fino al 2035 per leggere tutto, ma non perdo le speranze! La casa è perennemente in disordine e il caos regna sovrano, però le pulizie di base le faccio…


Cosa ti piace del genere fantasy/fantascienza? Perchè hai deciso di scrivere un libro proprio su questo genere letterario?

Fin da piccola guardavo Star Trek con mia mamma, e sempre con lei i film con Cary Grant, Doris Day, Audrey Hepburn… quei bei film anni '50 carichi di sentimento, così romantici! Nella mia testa si deve essere creato un mix latente fino a oggi! Della fantascienza mi piace quasi tutto, tranne quella più violenta o splatter, quindi largo a Star Trek, Star Wars, Asimov, Silverberg, Wells, Verne, i classici dell'Età d'Oro, ma anche certo Dick e altri più moderni, però al momento sono un po' poco aggiornata. Mi piace come descrivono la nostra possibile vita da qui all'infinito, l'incontro con altre civiltà, non solo le scoperte e le invenzioni, ma anche i cambiamenti della società, le conseguenze a cui possono portare determinati comportamenti reali, il quadro, ottimista o pessimista, del nostro futuro se non fermiamo in tempo lo spreco, la violenza e la cecità delle nostre azioni. Fa riflettere e critica la società moderna senza che nessuno possa frenarla, perché non sta parlando del governo di una data Nazione, ma del tiranno del pianeta XYZ. Ha superato la censura varie volte in questo modo. Del fantasy, che peraltro può avere la stessa valenza in certi casi, mi piace invece l'evasione totale, il sogno, la dimensione onirica delle sue rappresentazioni e la magia che pervade le narrazioni.
Il mio romanzo si basa su un sogno, e finché non l'ho fissato su "fogli virtuali" non ne ha voluto sapere di mollarmi! Nel mio subconscio si dovevano essere mescolati un po' di storie d'amore dei vecchi film e astronavi guidate da alieni dalla pelle blu, ed ecco un romanzo che unisce i miei filoni preferiti!


Dato che hai accennato al tuo romanzo, ci parli un pò de "L'erede di Vitar"?
E' un fanta-harmony: come disse una volta mio babbo, puoi aver scritto solo una storia d'amore fra le stelle. E ci ha preso!
E' un po' come se mi fossi raccontata una favola: la principessa Feri, del pianeta Vitar, vissuta in quasi completo isolamento, al compimento del 21° anno deve scegliere il suo futuro sposo fra quelli proposti all'interno di una cerchia ristretta ai principi dei pianeti della Lega di Lletyo, una confederazione di pianeti più o meno simili per tecnologia e tradizioni. Purtroppo uno di questi, Drel, bara, nel senso che plagia i genitori di Feri affinché la scelta sia quasi obbligata, e quando lei scopre che Drel ha un'amante e che questa l'ha probabilmente aiutato nel loro assassinio, cerca una scappatoia legale a questo matrimonio forzato. Il Primo Ministro l'aiuta: deve cercare un contendente da opporre a Drel, che vanti diritti sulla successione al trono, ma lei compie un errore di rotta e precipita sulla Terra, arretrata e quindi non molto studiata su Vitar. S'imbatte in Jason, un terrestre che fa parte di un'associazione governativa per la ricerca di vita extraterrestre (COSS), innamorandosene al primo sguardo. Per evitare di essere tenuta sotto osservazione dal COSS, assume l'identità di una terrestre appena deceduta e si adegua in fretta alla sua nuova vita, ma deve cercare di ripartire in fretta altrimenti Drel la troverà. Mentre cerca un modo per riprendere possesso della sua navetta, Jason si rifà vivo, non la riconosce ma ricambia i suoi sentimenti e lei non se la sente più di lasciare la Terra… anche perché potrebbe essere proprio lui la soluzione!


E' stato molto divertente scriverlo, soprattutto nei pezzi in cui è presente Michael, che ho notato essere uno dei personaggi più amati. Forse perché è ironico e irriverente? Ad ogni modo, anch'io gli sono affezionata, però l'eroe rimane Jason, bello come il sole (un mix fra un attore non molto noto e mio marito) ma un po' sfigato in amore… Feri ha tante qualità che io non ho: per esempio, è molto coraggiosa, ma anche ligia al dovere. Prima di opporsi a Drel, deve trovare un modo lecito. Ecco, io sono abbastanza ligia al dovere, ma piuttosto pecorona… Il Primo Ministro è una figura affettiva molto importante per lei, e rappresenta la colonna portante del suo mondo. Drel e Fleni sono dei cattivi forse un po' standard, un po' stereotipati, ma mi sono venuti in mente così e in un certo senso mi piacevano.
Ho dovuto trovare tante soluzioni perché il sogno non mi ha dato tutti i motivi o i retroscena: il filo logico che legasse tutti i vari avvenimenti ho dovuto metterlo io. Sarebbe stato comodo altrimenti! E ho cambiato tantissime piccole cose: se rileggo la prima stesura fa un po' ridere, soprattutto nei dialoghi… Feri all'inizio era molto più sciocca!


Hai detto che nella tua immaginazione jason è un mix tra un attore non molto noto e tuo marito... qual'è l'attore di cui hai parlato che nella tua immaginazione è Jason?




Ci sarà un seguito per questo libro?

In realtà per me questa era una storia finita, nel senso che non sapevo nemmeno se avrei continuato a scrivere dopo aver terminato il romanzo. La verità è che ci ho preso gusto, e ho cominciato a sfornare tanti racconti brevi. Per le vicende di Feri e Jason, siccome tante lettrici mi hanno chiesto cosa succederà poi, mi sono messa a pensare che in fondo ci sono diverse porte aperte ancora, alcune possibilità che si potrebbero sviluppare. E così, ho una vaga, molto vaga idea di quello che potrebbe succedere, tanto che sono a pag. 3. Ci sono delle complicazioni e si svelano alcuni tratti del passato di Vitar che non sono poi tanto edificanti, forse… non ho ancora chiaro dove voglio andare a parare, so che succede un bel marasma, chissà se riesco a risolvere la situazione!!! E' che ne ho già altri due in lista di attesa da almeno due anni: uno è a metà circa, ed è un fantasy, che però avrei dovuto scrivere dopo un altro romanzo di fantascienza con una non-storia d'amore come filo conduttore, su cui rimugino dal 2007. E i personaggi ancora non me la perdonano…


Hai detto che scrivi a tempo perso e che hai cominciato durante la maternità. Ti è sempre piaciuto scrivere o è stata una piacevole scoperta? Ti saresti aspettata di veder pubblicato un tuo romanzo?

Quando ero a scuola, i temi che mi piaceva maggiormente scrivere erano quelli "inventa una storia che inizia così", e da piccola inventavo favole per mio fratello minore e il mio cuginetto, che avevano per protagonisti degli animali. Ho sempre avuto una gran fantasia, ma non credevo fosse abbastanza per cominciare a scrivere. Dovevo anche acquisire una certa maturità, per dare logicità agli eventi e guardarli, diciamo così, da un punto di vista distaccato, altrimenti tutti i personaggi avrebbero parlato con la mia voce! Avevo quindici anni quando ho cominciato il mio primo romanzo, tuttora fermo al primo capitolo, che ho scritto e riscritto per anni. Poi ho rinunciato: o quella storia non aveva un senso, oppure non ero pronta. Forse, quando avrò terminato gli altri progetti di cui ho parlato, sarà il caso di vedere se si può salvare qualcosa!

C'è un detto che recita che nella vita bisogna fare tre cose: piantare un albero, avere un figlio e scrivere un libro. Quando è nata Elena abbiamo piantato un nespolo giapponese, che l'anno scorso ha dato i primi (dolcissimi) frutti. Quindi mi mancava il libro. Scherzi a parte, non mi sarei mai sognata di riuscire a pubblicarlo: già riuscire a scrivere una storia così lunga (so che i veri romanzi fiume sono lunghi centinaia di pagine, ma per me 168 erano già una marea!) che avesse un senso compiuto mi era sembrata un'impresa titanica. Credo che se non mi avessero incoraggiata alcune amiche scrittrici (Chiara Guidarini e Antonia Romagnoli), conosciute mentre stendevo il romanzo, non ci sarei mai arrivata. C'è voluta una certa costanza nel rifiutare le offerte con contributo, sebbene alcune fossero perfino allettanti, e una gran ricerca su internet di case editrici a cui sottoporre il manoscritto, e un bel po' di pazienza e di attesa…



A quale pubblico è rivolto il tuo libro? Qual è il messaggio che lanci al lettore?

Principalmente a un pubblico femminile fra i 14 e i 40 anni, alle eterne sognatrici e alle romanticone. Non so di preciso che cosa mi sono prefissa come messaggio: qualcuno ci ha visto la critica alla società consumista, qualcun altro un chiaro messaggio ecologista… Io credo soltanto che l'amore arrivi quando e da dove meno te lo aspetti! E che possiamo prendere tutte le contromisure che vogliamo: se gli alieni esistono e arrivano fin qui, vuol dire che sono talmente avanti come tecnologia rispetto alla nostra che non riusciremo a fermarli in nessun modo (con buona pace del secondo tempo di Indipendence day…).


Qual è il tuo romanzo preferito? quello che ti rispecchia maggiormente e che terrai sempre nel cuore??

Ci sono diversi libri che amo particolarmente: per la fantascienza, "Notturno" di Asimov e "La penultima verità" di Dick. "Orgoglio e pregiudizio" della Austin e "C'era una volta" della Christie credo rimarranno sempre indelebili nel mio cuore! Per il romanzo che mi rispecchia, facile: il mio!!! Per sua sfortuna Feri pensa con la mia testa…


Cosa senti di consigliare agli scrittori che vorrebbero vedere il loro romanzo pubblicato?? Credi sia un buon modo di farsi conoscere quello di partecipare a dei tornei letterari?

Non so se sono in grado di dare i consigli giusti, ma mi sento di raccontare come ho fatto io: le esperienze serviranno a qualcosa, almeno a condividerle! Prima di tutto, ho cercato qualcuno che mi dicesse se il romanzo avesse un senso, se c'erano cose da modificare o che proprio non quadravano. Poi ho cercato su internet le dritte per presentarsi a una casa editrice, e sono approdata al Rifugio degli Esordienti: consiglio a tutti gli aspiranti scrittori di visitarlo, è gratis e le persone che lo gestiscono sono carinissime, disponibili e molto molto in gamba! Ho seguito tutte le indicazioni, compresa quella di inviare il manoscritto in revisione ai loro lettori: il risultato è stato di conoscere nuovi amici (Chiara Guidarini e Walter Serra, anch'essi scrittori), e di migliorare nel contempo il romanzo, che si è anche arricchito di alcune pagine. Poi ho partecipato a qualche concorso, perché nel curriculum volevo mettere qualcosa di più attinente al settore letterario (fino a quel momento avrei potuto mettere solo "mamma, moglie, impiegata e cantante di pianobar", che sono tutte attività lodevoli ma non c'entrano niente coi libri…). I miei racconti sono andati bene, così il mio nome ha cominciato a circolare, e in questo modo ho ottenuto due risultati: avere qualche trascorso letterario da poter segnalare alle case editrici e fare pubblicità ai miei scritti, perché magari se piace il racconto qualcuno si incuriosisce e cerca il romanzo! La ricerca dell'editore è stata lunga, e ho dovuto avere pazienza, e probabilmente senza l'aiuto di Chiara e di Antonia Romagnoli (altra scrittrice che nel frattempo avevo conosciuto) mi sarei inchinata alle proposte con contributo. Però volevo essere pubblicata se valida, non se pagante. Ho aspettato a lungo, ma alla fine ce l'ho fatta!
Direi che bisogna leggere parecchio, ma non in fretta, studiando se possibile lo stile di chi ci piace di più; un corso di scrittura creativa, anche breve, non sarebbe male (ne ho seguito uno, gratuito, condotto da Stas Gawronsky!); è bene confrontarsi con i lettori partecipando a concorsi con i propri racconti (anche in questo caso ce ne sono tantissimi gratis, insomma si capisce che sono tirchia…) e avere tanta pazienza e soprattutto umiltà: mai pensare che la propria opera sia un capolavoro e se gli altri la pensano diversamente sono degli incompetenti! Mai pensare di essere arrivati: il bello è la strada e con chi la percorri! Non devo perdere di vista la componente ludica: è divertimento ideare una trama, è soddisfazione personale riuscire a scrivere la parola "Fine", è meraviglioso incontrare nuove amiche con cui condividere dubbi, sconfitte, vittorie! Io sono appena partita, vedremo se saprò migliorare, continuare o se questo rimarrà il mio primo e ultimo romanzo! Di sicuro non sono ancora una scrittrice, ma ce la sto mettendo tutta!

INTERVISTA A VIOLET FOLGORATA

venerdì 19 febbraio 2010

Cari Lettori,
vi avevo promesso questa intervista all'autrice per gennaio quando ho terminato la lettura del libro "Moonlight Rainbow" ma ahimè causa impegni non sono riuscita a farla prima di questo mese...
Comunque quello che conta è che ci sia no?? Quindi dopo una presentazione del romanzo andiamo a vedere quello che l'autrice Violet Folgorata ci racconta di lei e del suo romanzo.
Buona Lettura.


MOONLIGHT RAINBOW
Violet Folgorata
Mamma Editore
Collana: A cena col vampiro

Un’avventura che è una sfida al destino...
"Perché, scommettere sull’amore non può essere questione di vita o di morte”




Moonlight Rainbow è il secondo romanzo della serie dei vampiri dagli occhi viola.
Il libro è acquistabile tramite il sito della casa editrice al prezzo di 9,80 e senza spese di spedizioni aggiuntive arrivera direttamente a casa!


Trama:
Non tutti possono capire il disagio di essere immortali, ma il problema non può essere che serio per una dal cuore tenero come Elisabeth Rochester.
Poteva mai restare indifferente Ethan ai tormenti di Elisabeth? Lui, la quintessenza stessa del vampiro? Irruente e sfrenatamente innamorato di quella disastrosa ex umana che lui venera come una dea? La risposta è ovviamente "no". Non poteva.
A volte però, la riconquista della felicità è affare complicato, sopratutto per chi, dalla Scozia, neppure sospetta che, oltre la Via Francigena, si annidino ancora esseri antichi e misteriosi...


BOOKTRAILER DEL ROMANZO:





INCIPIT DEL ROMANZO:





INTERVISTA ALL'AUTRICE:

Ciao Monica ti ringrazio molto per aver accettato la mia proposta.
Parliamo un pò del tuo libro MOONLIGHT RAINBOW come mai questo titolo?


Nasce da un’esperienza fatta quando abitavo in pianura, in una sera di nebbia. In cortile, la luna sembrava a portata di mano. Era enorme e circondata da anelli colorati che sfumavano l’uno nell’altro. Dovevo essere ammattita, l’idea era più o meno quella. Poi la scoperta: l’arcobaleno di luna esisteva veramente! Così quando per Ethan e Liz tutto sta per cambiare, la luna li abbaglia con un segno davvero incredibile: Moonlight Rainbow, arcobaleno di luna.

E' il tuo primo romanzo oppure è già da tempo che coltivi questa passione?

La scrittura di narrativa nasce vent’anni fa esatti. E non bastano ancora; non tutto ciò che voleva esser scritto in Moonlight ha trovato la strada giusta per uscirmi dalle dita. Ma è come se la via sia stata aperta e le scene di In una gelida rosa, il seguito, stanno uscendo molto vivide, atterrano sulla pagina senza mediazione direttamente dal Maniero dei Rochester :-)

Hai in previsione un nuovo romanzo?

Più che in previsione è già in fase di stesura:-). È “In una gelida rosa” appunto. Sono trascorsi due anni dalla conclusione di Moonlight. Tutto comincia con il risuonare lugubre di una risata in una grotta, mentre a miglia e miglia di distanza Liz e Ethan aspettano con ansia l'arrivo di una misteriosa lettera... Uscirà il prossimo autunno.

Che bella novità! Il tuo nuovo romanzo sarebbe il quarto? Sono molto contenta...
Spiegaci un pò come ti è venuta l'idea di creare un mondo popolato da strani esseri che viene presentato verso il finale del tuo romanzo.


Sì il nuovo romanzo sella Saga dei Vampiri dagli Occhi Viola. Tutto nasce dalla soluzione data da Meyer all’inconciliabilità dei mondi Edward e Bella. Mi sono detta “ma che lezione è quella di questo romanzo?”. Intendiamoci l’intento di rivolgersi alle adolescenti con problemi di cibo indicando loro di accettare i mutamenti del corpo dell’età adulta, è condivisibile. Ma nello svolgersi concreto della vicenda, abbiamo un essere esiziale che sostanzialmente plagia Bella e a cui lei non si sottrae in buona sostanza, alla fine, morendo. Io avrei preferito un finale in cui a diventare umano fosse lui. Molte storie nascono così: per dare un finale diverso. Ricordi la storia vera di quella bancaria tedesca che utilizzava clandestinamente dei fondi per aiutare della povera gente? Poi è stata messa in galera. Ecco quella è una storia a cui a me piacerebbe cambiare il finale. Comincerei dicendo che in carcere, la signora incontra....
Dunque per creare la trasformazione dei vampiri in umani ho dovuto pensare a una realtà supernaturale complessa ispirandomi alla mitologia greco romana e alla storia della nostra Italia centrale. Ecco che compaiono carbonai, cavatori del marmo, ninfe. Sai che questi erano grandi anarchici? Si è delineato così sui nostri Appennini un esercito simile a quello dei partigiani che nella seconda guerra combattevano contro i nazifascisti. Non a caso il personaggio di Lenith è ispirato un po’ al personaggio di Leni Rifenstaal. La regista che curò le riprese delle Olimpiadi di Berlino nel Terzo Reich e che collaborò molto con Hitler.

Come ho chiesto anche a margaret qual'è il tuo processo creativo?? mentre scrivi fai qualcosa in particolare?

Bevo caffè, tiro su le gambe sul sedile della sedia dall’altra parte del tavolo. Ma questi dettagli esteriori non descrivono il mio processo creativo. Come accennavo l’idea stessa di una storia nasce per dare finali diversi a storie che conosciamo. A questo punto mi chiedo perché vorrei un finale diverso? Rispondendo a questa domanda ho la lezione magistrale, il messaggio, della mia nuova narrazione. Nel caso della bancaria tedesca potrebbe essere: “le leggi del cuore sono più importanti delle leggi di carta”. Bene dopodiciò mi chiedo a chi voglio raccontare la mia storia. Il lettore infatti entra nelle scene del romanzo a pieno titolo e accompagnandocelo mi devo chiedere sempre quale scena gli piacerebbe vedere, quali cose vorrebbe sapere e quali lo annoierebbero. È ciò che si chiama scegliere un genere narrativo. Ecco che a questo punto so che le scene forti da metà libro in poi, devono essere in crescendo, devono divertire il lettore che ho scelto. È il mio lettore immaginario a ispirarmi a questo punto. Incrociando le scene forti inventate pensando al lettore con la morale della favola ottengo una trama sommaria... A questo punto subentra la tecnica progettuale e di scrittura e l’inventiva si concentra sulla messa a punto dei personaggi...

Sono molto curiosa devo dire di sapere come sei (siete) riuscita a pubblicare il tuo libro essendo io una aspirante scrittrice.... è stato difficile? come avete deciso la casa editrice adatta?

È stato semplicissimo, è bastato convincere me stessa che storie seguite da 50 mila visitatori avessero buone chances di interessare anche il pubblico della carta stampata. A quel punto mi sono chiesta se io fossi la casa editrice adatta e mi sono risposta di sì. :-) Con altri dello staff è stato un po’ meno semplice. Ma la risposta delle vendite ha messo tutti a tacere. Tat’è che usciranno almeno altri quattro titoli della saga.

E come mai avete deciso di scrivere una serie a più mani??

Io e Gaiottina ci siamo conosciute su un sito di Fan Fiction... Eravamo abituate a scrivere e condividendo il medesimo contesto. Perciò anche nel nostro piccolo abbiamo deciso di delineare un mondo tutto nostro con personaggi che hanno dettato a Gaiottina una storia e a me un’altra. Non sono infatti libri a quattro mani. Sono libri a due mani ciascuno!

Quali libri ti piace leggere, hai preferenze? Al momento quale libro stai leggendo?

Vado a periodi, come credo tutti. Circoscrivo la risposta alla narrativa. Ultimamente leggo thriller americani, Deaver , Connely, Gerritsen. In questo settore l’autore che più amo è Scerbanenco e Simenon che però americani non sono :-). Come mainstream uno dei libri migliori che ho letto ultimamente è Le imperfezioni di Valerio Varesi, ho amato molto L’antidoto alla malinconia di Meldini, mi è molto piaciuto e lo consiglio a tutte Uto di Andrea De Carlo, Utz di Chatwin, Il mago di Maugham. E ancora il Benni di Pieveloce Achille che però richiede un lettore non culturalmente suscettibile. E questo della suscettibilità è un argomento di cui mi piacerebbe parlare se vorrai. Ma soprattutto, e veniamo a noi, sono andata in palla per Twilight and sequels, Harry Potter and sequels, La saga di Barthimeus, Georgette Hayer (che nessuno conosce oggi ma che per le cultrici del romance puro, assicuro è un esperienza insieme ai vertici del romanticismo e dello stile) ... Insomma l’artigianato letterario di marca anglosassone e direi di più, di marca britannica è il top secondo me. Faccio un esempio, l’hai mai letto Il giardino segreto della Burnet? Se non l’hai mai fatto corri a procuratene una copia. Poi c’è il settore, molto affascinante se fatto bene, della favola spirituale. Si va da Hesse a Coelho, a Marquez, a Buzzati, Borges., Saint-Exupery.. Ecco fino a “Dio su una Harley”, americano e carino, a “Il bambino con i pollici verdi” di Druon delicato, piccolo, perfetto.

A quale pubblico è rivolto il tuo libro e qual’è il messaggio che lanci al lettore?

Mi rivolgo alle ragazze e alle donne in genere. Se la saga di Twilight sembra esortare le ragazze ad affrontare il passaggio alla vita adulta, accettando i cambiamenti del corpo e superando la paura dell’altro sesso. Io dico che sì, all’inizio tutti i nostri meravigliosi ragazzi ci possono sembrare irraggiungibili eroi alla Ethan, e dico, che accettare la nostra femminilità ci consente di arrivare alla felicità, tuttavia in una seconda fase, dobbiamo saper accettare che il ragazzo che ci ama, smetta di essere un vampiro invincibile, bensì si riveli per colui che è: un ragazzo con mille sfaccettatura e con il diritto ad avere le proprie debolezze.
Dico insomma che una volta raggiunta la felicità, per mantenerla dobbiamo saper accettare che il ragazzo che ci ama torni ad essere un normale “umano” e che anzi dobbiamo amarlo per questo.

Bene non ho altre domande da farti c'è qualcosa che vorresti aggiungere prima di salutarci??

Sì un'esortazione, l’invito a tutte le ragazze, quando leggono romanzi o saggi e c’è una parola che non capiscono, di non smettere di leggere. Di affidarsi all’intuito, e passare oltre. Scopriranno che facendo così leggeranno di più e reincontrando le parole misteriose in contesti differenti esse sveleranno il loro significato. Poi l’invito a non creare ghetti, tra le parole, a non mettere in un cestino le parole sporche o gergali da non usare quando si scrive per esempio. Quando ci si deve esprimere, anche per iscritto, le parole si possono usare tutte. Ricordo che io e Gaiottina, l’autrice di La sedicesima notte, facemmo amicizia perché nel forum le scrissi: che stronza! Mi rispose con una filippica, beh rivendicai con lei e con voi ora l’uso buono dello “stronza”. Credetemi era una espressione di vero affetto:-). Altrettanto ci sono parole difficili, non vanno messe nel cestino delle parole “stronze” appunto, usate solo per mettere in imbarazzo chi legge. Sono parole magiche quelle perchè imparandole dànno potere a chi parla e chi scrive. Il potere di farsi rispettare, di farsi ascoltare. E questa è la lezione di Barbiana e di Don Milani.

L'intervista è conclusa. Ti ringrazio molto per la tua partecipazione e per la tua disponibilità... spero di poterti intervistare di nuovo se ce ne sarà occasione per il tuo prossimo romanzo.
Ti faccio anche i miei auguri per il tuo lavoro.

LA DANZA DELLE MARIONETTE di LUCA BUGGIO

domenica 3 gennaio 2010

Cari lettori,
Mi fa sempre piacere scoprire nuovi autori e soprattutto se i loro scritti mi interessano; così oggi ho il piacere di presentarvi un romanzo sui vampiri intitolato "la danza delle marionette" di un autore italiano: Luca Buggio che ho conosciuto tramite il mio blog!

Prima di addentrarci nel dettaglio del romanzo...
Ma come sono i vampiri di Luca?
Questo autore descrive questi signori della notte rispettando i canoni standard dei classici vampiri! Questi esseri soprannaturali escono solo di notte e cercano di passare inosservati tra la folla.
Le uniche cose che temono sono il sole, il fuoco e i loro simili e il resto... solo leggende! Ogni vampiro possiede una attitudine, che diventa il suo tratto distintivo, che può essere un vizio o una virtù.



Il libro nel dettaglio:

LA DANZA DELLE MARIONETTE



Trama:
Angus è un vampiro, un predatore che sceglie le prede con attenzione: solo chi fa del male ad altre persone. Le vittime delle sue vittime diventano i suoi protetti, prendersene cura lo fa sentire ancora vivo, amato. Umano. Ma ugualmente diviso tra un mondo a cui non sente di appartenere e uno che non lo riconosce più.

Kerri non ha avuto una vita facile, la sua infanzia è un incubo che vorrebbe dimenticare. Angus l’ha tolta dalla strada e lei è cresciuta e diventata forte al suo fianco, fingendo di non accorgersi dei suoi tanti misteri.

Galinder guida congreghe di vampiri dai tempi degli imperatori romani. Saggia guida per alcuni, spietato tiranno per altri. Indifferente alla sorte dei mortali, gli interessa soltanto mantenere il potere, alimentando gli intrighi che nascono alla sua corte.

Malakith ha un unico scopo nella sua millenaria esistenza: sconfiggere Galinder una volta per tutte. Nessuno scrupolo rallenta il suo cammino. Porta tempesta e si lascia alle spalle distruzione.

Suona la danza e le marionette si muovono a tempo di musica. Galinder e Malakith. I loro seguaci, i loro servi. Angus. E Kerri. Chi è che regge i fili?


Presentazione del libro di Luca Buggio:



Angus è un vampiro diverso dai suoi simili. Dà la caccia a coloro che fanno del male agli altri e si prende cura delle loro vittime, in virtù di un voto fatto alla memoria della moglie, della cui morte si sente colpevole da più di un secolo e mezzo.
E’ un personaggio conteso da una natura gentile e caritatevole e un’altra vendicativa e bestiale, proprio com’è diviso tra il mondo dei vampiri e quello dei mortali. Dei primi fanno parte esseri violenti, crudeli, capricciosi, indifferenti, malinconici: tutti alla ricerca di un modo per sopravvivere ad un’eternità di notti sempre uguali. I mortali di cui Angus si circonda appartengono ad un mondo di reietti ma ricco di grande umanità: insegnanti, preti, ex-prostitute, baby gangster, barboni, ciascuno con il suo bagaglio d’esperienze, simboli e linguaggi.

La “danza delle marionette” che fa da sfondo alla vicenda è quella del “Dominus” Galinder, leader dei vampiri della metropoli, della sua “figlia” ribelle Malakith e del filosofo Policlete. Una partita a scacchi in cui Angus si trova ad essere pedina suo malgrado, e che è obbligato a giocare fino in fondo per la sua esistenza e quella delle persone che ama. Il motivo conduttore della trama è tuttavia un’altra danza, quella tra Angus e Kerri, la direttrice della Fondazione che accoglie i protetti del vampiro buono. Kerri è ostinatamente innamorata di colui che la salvò dalle tenebre, cresciuta al suo fianco fingendo di non accorgersi della sua palese seppur mascherata diversità. Angus ha bisogno di amore, dei suoi protetti ma innanzitutto di Kerri, per sentirsi ancora vivo e “umano”.

Ho collocato la storia in una metropoli di fantasia, che nel romanzo non viene mai nominata, e in un periodo che va, non a caso, tra il 2 novembre e il 25 dicembre. La morte e la nascita. Mi piace pensare alla Danza delle Marionette come a una metafora. La cornice in cui avvengono le vicende è realistica ma non reale, perché non volevo “ancorare” la storia ad un luogo fisico che ne avrebbe forse limitato l’interpretazione. Non so se è stata una scelta giusta. Come in molte cose, ho seguito l’istinto. E’ vero, d’altra parte, che la città di Angus e Kerri è chiaramente riconoscibile come nordamericana. Avevo bisogno di un’ambientazione caratterizzata da forti contrasti sociali, un posto dove puoi trovare un mendicante che vive a due passi da un miliardario nella totale indifferenza di tutti. Un posto dove possono “sparire” delle persone senza che nessuno si chieda che fine hanno fatto. Un posto dove dei vampiri possono prosperare senza suscitare sospetti.


Recensione del romanzo
a cura di Silvia Lo Sardo

La lettura è stata piacevole, mi è piaciuto molto fantasticarci su questa storia, sembra un film: lo vedi, lo senti, scorre veloce in tutte le sue dinamiche, un film avvincente.
Io però amo la “lentezza” e quindi ringrazio di questa versione scritta che mi permette di immaginare e dilatare emozioni e immagini nel rispetto dei miei tempi.
Dovrei rileggerlo almeno altre dieci volte, perché sono sicura di essermi persa aspetti importanti, perché questo libro è ricco di sfaccettature diverse, riferimenti da approfondire, di piani che si sovrappongono, di complessità profonde, “abbondante” come la vita.
La mia criticità è che non amo il genere fantasy e nemmeno la ricchezza di personaggi e di intrecci che il racconto propone. E’ un mio limite.
Semplifico conservando dentro me la storia di un vampiro buono, egli vive nel rimorso di avere ucciso la moglie ed espia il suo peccato dedicandosi a chi vive ai margini della società, si nutre dei “cattivi” e protegge i buoni; la volontà degli individui non è sufficiente, in questo racconto, a determinarne la libertà e la giustizia degli eventi.

La storia è coerente, si snoda, dall’inizio alla fine, fluente; è raccontata in modo efficace da un narratore esterno che però lascia “sentire” gli stati emotivi più intimi dei suoi personaggi.
E’Angus il maestoso protagonista che si muove in un’America ben ambientata e suggestiva nel periodo invernale e natalizio che va dal 2 novembre al 31 dicembre.
Trovo azzeccatissimo anche il periodo scelto, nella mia esperienza le disavventure e difficoltà maggiori coincidono con questo periodo dell’anno, è il periodo delle svolte, delle rinascite, della crescita personale.
Bella la figura di Kerri e fantastica Erin, Chris è per me la speranza di un futuro più trasparente, anche se so che nella vita dove ci sono segreti si alimentano patologie e negatività e conflitti, insomma l’impossibilità di poter essere veramente liberi.
Chris per me è potenzialmente libero, ho amato il personaggio già nella prima versione.
Convengo che sebbene i personaggi siano innumerevoli e su molti, specie sui non umani, non mi sia soffermata molto, tutti contribuiscono al senso profondo del racconto e tra le diverse metafore assolvono ad una precisa funzione nel procedere della storia, sembra di vederli perché ben descritti, chiaramente caratterizzati e credibili. Non mi pare ce ne siano di inutili o di poco delineati, sono tutti molto “vivi”, paradossale questo per i vampiri soprattutto; è espressione per me di un pensiero al quale sono molto legata, cioè che l’aggressività in sé è una forza, è espressione di vita e non va soffocata.
Mi sembra di leggere anche, in questo racconto, un modo di vedere le cose con un eccesso di senso di “espiazione”. Angus soprattutto vuol pagare un conto del passato per l’eternità, assumendosene una totale responsabilità, precludendosi un presente nel timore anche di un futuro, la stessa scelta farà Kerri.
E’ un racconto che intende la vita con l’aspetto della “pianificazione” e di molto “controllo” di molta responsabilità verso gli altri (i puri, i bambini, i ragazzi, i malati) ma che diventa autodistruttiva per chi però non riesce ad avere compassione di sé.
C’è molta vita vera in questo racconto fantasy, genere che ho detto di non amare ma al quale, in questo caso, mi sono appassionata. Mi sembra anche molta ricerca di sicurezza e di verità. La nostra vita però è movimento continuo, instabilità.
La stabilità e la sicurezza esterna sono solo illusioni.
E’ l’accettazione dei propri limiti l’energia dell’affetto e dell’amore verso se stessi.
Nessuno può essere perfetto, neppure un vampiro credo.
Ho imparato che quando non ci sentiamo capaci e bravi subentra una spinta di crudeltà verso noi stessi.
E’ questa, per me, la trappola.
Ho rivisto aspetti anche miei in questo libro ed ho intrapreso durante la lettura un monologo interiore con me stessa per vedermi, nella mia verità, con fiducia, senza giudicarmi, io che tante volte marionetta sono stata ma che, grazie anche a questo racconto, cammino verso la mia libertà di essere umano.


Conosciamo meglio l'autore:

Luca Buggio è nato a Torino il 15 luglio 1966; laureato in Ingegneria, affianca alla sua attività la passione per il teatro e per la narrativa. La Danza delle Marionette è il suo primo romanzo e deve l’ispirazione ad una lunga esperienza nel mondo del volontariato: anche se i personaggi e le vicende della storia sono di pura fantasia, le emozioni che la pervadono sono reali, fino all’ultimo sorriso, fino all’ultima lacrima.

sito dell'autore: http://www.lucabuggio.it/

MARGARET GAIOTTINA: LA SEDICESIMA NOTTE

venerdì 1 gennaio 2010

1° ROMANZO DELLA COLLANA "A CENA COL VAMPIRO" DI MAMMA EDITORE


LA SEDICESIMA NOTTE

Margaret Gaiottina

Ethan sarebbe diventato presto il suo sposo...
Liz era ancora umana...


BOOKTRAILER:


INCIPIT:


Trama:
Ethan Rochester ha un volto autentico e umano e, seppur cristallizzato nella sua perfezione assoluta e nelle sue brucianti crisi di coscienza, si impone come appassionato e audace, in grado di spingersi oltre i limiti della sua naturale prudenza e istinto di protezione verso la donna della sua vita. Ethan si lascia tentare dall’amore per Liz, ne vive le implicazioni, i drammi, i tormenti e le tentazioni con intensità propria di chi ama veramente. Riuscirà finalmente a dare forma ai desideri più nascosti e ad affrontare gli istinti più segreti. Cosa accadrebbe a chi volesse interferire con l'armonia dei Rochester durante la prima notte di nozze? E se dalle fiamme scaturissero tre angeli vendicatori? Questo libro è dedicato a chi vorrebbe vivere insieme ai protagonisti della saga attimi di intensa e indimenticabile passione.


ESTRATTO:
...Sei pronta a soddisfarmi stanotte?» ora mi guardava con i suoi occhi blu profondi, il suo sguardo era malizioso e tentatore, la sua bocca piena era piegata nel mio sorriso preferito e con l’altra mano percorreva la mia guancia con una carezza di
velluto...


...Mi sento impazzire, l’autocontrollo in questa posizione diminuisce anziché aumentare, vorrei solo strapparle i vestiti di dosso e avventarmi su di lei per nutrirmi del suo dolce nettare e possederla con violenza. Il pensiero sembra essersi formulato da solo nella testa e anche se lo vorrei, non posso tornare indietro e immaginare di non averlo fatto. Apro per un attimo gli occhi, amareggiato e confuso: con violenza? No non posso, non è la mia preda, è la mia donna, l’amore della mia vita...



INTERVISTA ALL'AUTRICE:

Oggi ho il piacere di presentarvi la scrittrice emergente Margaret Gaiottina con il suo primo libro "la Sedicesima Notte" (che vi ho già presentato):


Ciao Margaret,
sono felice di poterti intervistare per il mio blog Diario di Pensieri Persi, e ti ringrazie per aver acconsentito alla mia richiesta di rispondere a qualche domanda riguardo il tuo libro "La Sedicesima Notte" edito da Mamma Editore.


Ciao Alessandra, innanzitutto desidero ringraziarti molto di questa iniziativa e dell'ospitalità sul tuo blog.

Ok, allora cominciamo con la prima domanda:
Quando scrivi, ascolti della musica, ti isoli? Raccontaci come avviene per te il processo creativo.


Mi viene un po' da sorridere a dover descrivere come si svolge il mio processo creativo, perchè non faccio nulla di quanto si potrebbe immaginare, come isolarmi o ascoltare musica appunto. Sono sempre indaffarata tra il lavoro e la famiglia, come un po' tutte noi, quindi le idee mi turbinano nella testa nei momenti più impensati e magari inappropriati della giornata (Non dimentichiamo che il mio genere è il romanzo sentimentale, audace e passionale). Poi, la sera, quando la giornata è finalmente quasi finita, mi metto al computer e cerco in qualche modo di dare ordine ai miei pensieri.


Ricordi quando hai scoperto il piacere della lettura e con quale libro?

Ho iniziato a leggere precocemente i fumetti, ero veramente un’appassionata. Poi, è venuta la volta dei classici, quelli imposti dalle insegnanti al liceo e la lettura è diventata quasi un obbligo. Non capivo proprio perché mi toccasse leggere Herman Hesse che proprio non digerivo…Poi , quando ho potuto finalmente scegliere, ho capito che mi piacevano soprattutto i thriller: Jeffrey Deaver e Dennis Lehane. Ma anche Ken Follet (Ho adorato” Una fortuna pericolosa”) e l’impareggiabile Gabriel Garcia Marquez, insomma ho iniziato a scegliere davvero.

Che libri porteresti su un isola deserta?

Senza dubbio “Cent’anni di solitudine”

Pensando ad una futura trasposizione cinematografica del tuo romanzo che sceglieresti per interpretare i due protagonisti Ethan e Liz?

In realtà i personaggi del mio libro sono stati creati insieme a Violet Folgorata, autrice del libro Moonlight Rainboow, che fa parte anch'esso della saga "A cena col vampiro"e ha per protagonisti i vampiri della famiglia Rochester. Ebbene, mentre con Violet tratteggiavamo insieme i nostri personaggi, lei propose di identificare Ethan, nel nostro immaginario, con Josh Hartnett, che forse avete presente, ma ecco una foto:



Il nostro Ethan, insomma, è Josh e ha occhi blu come l'abisso marino, che diventano viola per il desiderio fisico così come per il desiderio di sangue.
Per Elisabeth è un po' più complicato, perchè non abbiamo pensato ad un personaggio preciso. L'abbiamo descritta come castana con i capelli ricci indomabili, miope ma che si rifiuta di portare gli occhiali...Insomma io, a dire il vero, pensavo un po' a me stessa e credo che qualunque ragazza normale possa identificarsi con Liz.
Ecco, direi proprio così: se ci fosse una trasposizione cinematografica del mio libro, chiederei a tutte voi ragazze normali di proporvi per la parte di Liz, accanto al magnifico Josh!


Visto che hai accennato a Folgorata... ci parli un pò di come è nato questo gruppo, dove vi siete conosciute, da dove è partito il tutto?

Dunque, le cose sono andate così: postavo la mia fiction ispirata a Twilight su "Edward & Bella Italian Forum" e si trattava di una storia veramente molto trasgressiva.
Forse, proprio per i contenuti scabrosi, o per altro,non saprei, ma la storia era molto seguita e io ovviamnte gongolavo e scrivevo. Fino a quando non mi imbattei nel commento di Folgorata, che gridava allo scandalo di fronte a tanta disinibizione e audacia. Ne sono nati una serie di battibecchi e scontri accesi, sui nostri diversi approcci alle storie e anche su temi più ampi e profondi. Io, ovviamente, ricambiavo il favore commentando la sua storia, anch' essa molto seguita, che accusavo di essere bacchettona!
Però, nonostante gli attriti, i commenti di Folgorata mi facevano sempre riflettere molto, perchè colpiva al cuore ogni problema e ogni dinamica della mia storia, e anche di me stessa come persona se devo dirla proprio tutta.
Piano piano ho scoperto che dietro questo nickname fantasioso si celava una giornalista professionista di grosso calibro e una donna con attributi notevoli. Ne è nata un'amicizia profonda. E' stata lei a creare il gruppo del Bloody Roses Secret Society, un 'unione femminile formata da noi due e da altre ragazze, una piccola scuola di scrittura in cui leggiamo a vicenda i nostri lavori, ci corregiamo, ci consigliamo, alla continua ricerca della formula per il romanzo perfetto.


Qual è il tuo personaggio preferito o se ce ne è uno in cui ti riconosci di più.

Il mio personaggio preferito è...c'è bisogno che lo dica? E' Ethan Rochester ovviamente.
Gli ho attribuito tutte le caratteristiche fisiche per essere un uomo ideale ma non solo. Quello che ho cercato di costruire con accuratezza è soprattutto il temperamento di Ethan. Ho provato a renderlo non solamente bello, perchè dobbiamo riconoscerlo, non basta, infatti, talvolta, noi donne siamo attratte da uomini non bellissimi (anche se non è di certo il suo caso). Ho cercato di dargli quel carattere sicuro e un po' spavaldo che ci calamita irresitibilmente, unito alla passione di cui noi tutte abbiamo bisogno e al fascino un po' del malandrino che ci fa inesorabilmente capitolare. Insomma, un uomo bello e basta non sarebbe stato sufficiciente. Ma soprattutto, gli ho dato una caratteristica che è l'emblema della seduzuione: l'ho reso vampiro.
Quello che attrae anche me dell'essere vampiro di Ethan, è soprattutto il suo non rinnegare la natura sanguinaria della sua specie. Ci sono dei momenti nel romanzo, in cui Ethan per difendere il suo amore compie dei gesti efferati, agisce con violenza e ferocia inaudita.
Insomma, si comporta da vampiro sanguinario qual'è! Questo lato del suo carattere, il voler proteggere anche con la forza i suoi affetti e i suoi amori, mi ha intrigata molto.


Mi hai accennato allaa fan fiction È il tuo primo libro o hai già scritto altro?

Si tratta del mio primo libro e non ho mai scritto null'altro in assoluto. Ma soprattutto non ho mai pensato ad una pubblicazione prima ad ora. Ho iniziato la fanfiction per puro divertimento e passatempo e poi, all'improvviso, si è evoluta in questo progetto articolato e impegnativo.
Ma "La sedicesima Notte" non sarà l'unico romanzo, perchè la collana "A cena col vampiro" conterrà ancora altri libri e non solo miei.


E' uscito il romanzo la sedicesima notte... cosa ci puoi raccontare di questo libro?

Cosa posso dire di questo libro…vediamo…Che è innanzitutto una storia d’amore, che tratteggia con le tinte accese della passione un sentimento talmente forte da affrontare anche la morte, e vincerla. E’ dedicato in modo particolare a tutte quelle donne che si sentono normali, che sono realmente normali, ma che sognano di incontrare un uomo speciale che le ami con tutto se stesso e che sfidi ogni pericolo per averle.

Come hai sviluppato la tua idea sui vampiri?

Il vampiro è un personaggio che affascina, impaurisce ed ammalia. E’ il brivido mescolato al desiderio che forma una miscela esplosiva che definirei un’ irresistibile tentazione. I miei vampiri non hanno timore di essere sanguinari, non rinnegano la loro natura, anzi la assecondano e ciò, a mio avviso, li rende ancora più sensuali.

Ci sono autori di riferimento, modelli che ti hanno influenzata o segnata?

Sono un’ammiratrice della Ward, e, senza dubbio, la saga della Meyer mi ha ispirata non poco. Della prima mi ha ammaliato il tratta deciso che ha saputo dare ai suoi vampiri, mascolino e aggressivo. Dei vampiri della saga di Twilight ho adorato la sensibilità e l’umanità. Poi, devo ammettere che sono un’estimatrice del più grande difetto che è stato trovato a quest’autrice, ovvero la cura e l’attenzione per i particolari e per i piccoli gesti.

Da dove nasce la trama del libro? questa guerra centenaria tra Rochester e Quirites?

Era necessario creare un antagonista importante per la famiglia Rochester, sanguinario e spietato. Nel mio immaginario, mio e di Violet Folgorata che in questo è molto più brava di me, abbiamo scelto la figura di Lenith, ermafrodita sanguinario e capo dei Quirites .Il personaggio è liberamente ispirato a Leni Riefenstal ,ex fotografa di Hitler e rappresenta ovviamente il male.

Come mai hai scelto come ambientazione principale la Scozia?

I paesaggi scozzesi sono formidabili, il clima è freddo, la vegetazione è lussureggiante. Ci sono numerosi castelli nella campagna scozzese che rimandano alle descrizioni che ho fatto dell’abitazione dei Rochester. E poi, non dimentichiamo ci di Lochness, dove si svolge una battaglia importantissima per i miei protagonisti, che è proprio in Scozia!

Ci sono alcuni punti della storia che sono liberamente iscirati alle tue esperienza personali? (togliendo il fattore vampiri :)?

Ovviamente ho messo un po’ di me nella storia, D’altra parte è il frutto della mia fantasia e non potrebbe essere altrimenti. In realtà non ci sono delle parti precise ispirate a fatti realmente vissuti o accaduti, ci sono solo atmosfere, sensazioni sentimenti che un po’ mi appartengono e un po’ sono propri dei miei personaggi.

Ci puoi anticipare già qualcosa del tuo prossimo libro per la collana a cena col vampiro?
E del libro raining star?


Il mio prossimo libro tratterà sempre dei Rochester alle prese con nuove avventure e nuovi amori...Non posso dire nulla di più tranne che, alcuni personaggi che in "La Sedicesima Notte" sono stati solo tratteggiati entreranno in scena per bene.

"Raining Star" è il terzo libro della saga "A cena col vampiro" e privilegia l'aspetto più romantico e sentiimentale della storia tra Ethan ed Elisabeth.
Io adoro ritrovare i miei personaggi, anche descritti da altre autrici, e credo che anche voi apprezzerete questi cambi "di penna" che consentono di accontentare il pubblico più diverso, quello più sentimentale come quello più deciso. Unica raccomandazione: ho sentito alcune ragazze che vogliono ricostruire l'ordine cronologico degli accadimenti e leggere i libri in ordine diverso da quello di pubblicazione. Io consiglio assolutamente di non farlo. I libri vanno letti in ordine di pubblicazione, in sequenza così come li ha concepiti l'editore, solo in tal modo andranno a formare un unico disegno della storia incredibile ed affascinante di questa famiglia.



Infine, vorrei aggiungere solo una piccola considerazione. Sono una normalissima ragazza trentacinquenne, come il mio personaggio femminile, Liz, e come le mie lettrici. Mi è capitata per caso questa bellissima opportunità e non passa giorno, da quando sto vivendo quest’avventura, che io non sorrida al pensiero di aver realizzato un sogno talmente nascosto in fondo ad un cassetto da essere persino quasi dimenticato. E non so se l’ho meritato davvero ma ormai è andata così. Grazie a chi mi ha dato fiducia.



Ringrazio Margaret per il suo intervento per questo blog e per la sua disponibilità.
Alessandra

BENVENUTI NEL MIO NUOVO BLOG!

Ciao a tutti i lettori,
sono sempre Alessandra la creatrice di Diario di Pensieri Persi.

Vi chiederete... ma adesso questo blog a cosa serve? Bè un pò di tempo fa mi è passata per la testa di dedicare uno spazio agli scrittori o scrittrici emergenti e così ho creato questo spazio.
Ho cambiato un sacco di sfondi, per ora dovremo accontentarci di questo poi più avanti spero di poter migliorarlo anche ai vostri consigli.

Questo blog quindi deve poter essere una fonte dove poter conoscere nuovi autori emergenti italiani pronti a farsi conoscere!
Spero che questa iniziativa venga apprezzata e spero d poter leggere i più possibile gli scrittori di cui parlo ma non sempre questo è possibile.

Se poi gentilmente vorranno concedere un pò del loro tempo per una breve intervista ancora meglio così si può conoscere da "vicino" l'autore.

Per ora vi lascio
Alessandra

p.s. se volete aiutarmi nella scelta di un nome adatto al blog ve ne sarei eternamente grata!
BUONE FESTE A TUTTI & BUON ANNO NUOVO
Blog contents © ITALIAN EMERGING WRITERS 2010. Blogger Theme by Nymphont.