INTERVISTA A STEFANIA AUCI

venerdì 11 giugno 2010

Cari lettori,
oggi ho il piacere di presentarvi un'autrice che scrive di vampiri: Stefania Auci. Ancora una volta sono incappata accidentalmente in una scrittrice molto ma molto brava e devo ammettere che insomma un pò i fiuto anch'io ce l'ho no? :) Comunque il suo libro è una raccolta di 3 racconti intotolata "Hidden in the dark" edito da 0111 edizioni.
Trovate la mia recensione del romanzo: QUI

Ciao Stefania, benvenuta nel mio blog Italian Emerging Writers. Ti va di presentarti al pubblico?


Volentieri. Sono di Palermo, 35 anni, con due bambini e un marito che apprezza questa mia passione. Scrivo da quando avevo sedici anni e devo dire che, sia pure tra alti e bassi, non ho mai smesso.
Per il resto, sono una persona normalissima.

Ci parli del tuo primo libro Hidden in the dark pubblicato in marzo dalla collana Rosso Cuore? Come è stata questa tua prima esperienza di pubblicazione?


Hidden è stato un "esperimento" difficile: primo perché, in generale, i lettori italiani non amano molto i racconti; secondo perché volevo ingolosire senza svelare troppo delle mie storie. Inoltre, a quasi tre mesi dall'uscita posso dirlo con sincerità: temevo il giudizio del sovrano lettore, come dice Barbara Risoli.


E invece, gli esiti sono stati... fantastici. Non ho altro modo per descrivere il calore e l'apprezzamento che hanno circondato questo piccolo libro e non posso che ringraziare di cuore coloro che continuano a sostenere me e lui. Mi sento rinfrancata e stimolata ad andare avanti lungo la mia strada che, per inciso, è tutt'altro che facile, vista la concorrenza agguerrita e la netta preferenza che dimostrano le case editrici medio-grandi per le autrici straniere.


Non mi stancherò mai di ringraziare Cristina Contili e Samanta Catastini: sono due persone di grandissima professionalità e immense doti umane. Averle come curatrici è stato un onore.

Scrivi di vampiri. Cosa ti affascina e ti attrae di questa figura soprannaturale?


Il tempo che scorre loro addosso, la capacità di guardare all'essere umano senza la poesia che spesso ci caratterizza. Talvolta, non abbiamo il coraggio di ammettere quanto meschino possa essere l'uomo, quanto sia sopravvalutata l'evoluzione storica. Alla fine, l'umanità compie gli stessi errori. Ecco, ho pensato che un essere che vive per sempre possa notare questa stortura e guardare all'ipocrisia umana con disincanto.


Perchè i tuoi vampiri non sono come quelli di cui leggiamo molto in questo periodo? Con sentimenti tipicamente umani e che nonostante la loro natura cercano la redenzione? Perchè cerchi di esaltare nei tuoi racconti la loro natura inumana?


Perché sono inumani. Sembra una sorta di controsenso, specie dopo aver letto 1978 e Natale a Heriot Row , ma vi assicuro che non è così. I due protagonisti cambiano, e parecchio, ma non abdicano mai del tutto alla loro vera natura. Oliver è e rimane un assassino, Samuel, che pure ha sperimentato sulla sua pelle l'amore umano, non si strugge nel dolore per il suo passato. Fa parte di lui, e non vuole né può rinunciarvi.


La tua passione per i vampiri nasce come coneguenza del boom di libri paranormal romance che c'è stato in questo periodo in Italia o è radicata in te da più tempo?

Se dico che il mio primo, vero romanzo scritto a sedici anni parlava di un vampiro a New York... beh, credo che dimostri che le mie "origini" sono lontane dalla moda. Così come lo sono i miei personaggi: in loro non vi è una ricerca estrema di assoluzione. Anzi, per dirla tutta, non vogliono alcuna assoluzione poiché pensano di non averne bisogno.

L'ambientazione delle tue storia è la Scozia più in particolare Edimburgo e Moray Place. Cosa ti lega a questi luoghi?


Il karma? No, scherzo... In verità, non lo so: è una domanda che mi fanno in molti. So soltanto che sono stata in Scozia per due volte e che in entrambi i casi ho provato un profondo senso di appartenenza. Edimburgo mi ha preso il cuore e non mi ha più lasciato.


Quando ti è venuta l'ispirazione per questi racconti? E più in particolare per i personaggi di Samuel e Oliver?

Mentre la Signora in viola nasce come il desiderio di raccontare la vita di Samuel e Oliver nella loro "quotidianità", gli altri due racconti sono due "fixed points", due punti nella loro lunghissima vita. Due istantanee, insomma, in cui ho cristallizzato i loro pensieri. Fanno parte della saga che ho scritto, e hanno una loro posizione esatta.


Quanto ai miei personaggi, posso dire che nascono da immagini, da spunti che avevo dentro. Nel momento in cui mi sono messa al pc, sono venuti fuori da soli, con le loro caratteristiche che li rendono assai differenti eppure simili.


Ci sono attori o un modelli in particolare che incarnano perfettamente l'immagine che hai nella mente di questi due personaggi?

Ci ho pensato a posteriori, in verità. Samuel è sicuramente il più difficile. Non riesco a trovare un viso angelico e perverso come il suo, che rechi negli occhi tutto ciò che... no, non posso dire altro!! (spoilers!)

Se devo trovare un attore, penso ad Alessio Boni; per Oliver, è più semplice: Cliwe Owen è un buon punto di partenza... ma con lineamenti meno marcati. Più aristocratici.

Quali sono gli autori che ti hanno più influenzata?

Molti. I narratori contemporanei scozzesi in primo luogo: Rankin, Mc Call Smith e Welsh. Poi i grandi classici della letteratura inglese, per cui ho un'autentica venerazione; P. Gregory, La Ward; JK Rowling (assolutamente), e poi ancora molti altri... la lista è lunga. Sono del parere che si debba leggere moltissimo, e diversi generi, per poter scrivere bene.

Ci puoi svelare qualcosa sul tuo prossimo libro? Qualche succosa news in anteprima per noi?

Vorrei potervi dare qualcosa di succoso, come una pubblicazione... ma ahimè non ve ne è traccia! La saga di Moray Place 12, 3 volumi, è terminata e adesso sono all'opera su un progetto totalmente diverso. Spero di poter trovare un Editore ( con la E, appunto) coraggioso che si fidi delle mie storie e punti su di me, dandomi la possibilità di farmi conoscere. Non perché non mi sia trovata bene con la 0111, quanto per avere maggiore visibilità. E' inutile essere ipocriti su questo punto.


Cosa ne pensi del panorama editoriale italiano in relazione agli autori esordienti?


Che è difficile, con barriere d'ingresso altissime e di difficile superamento. Si scrive troppo e si legge troppo poco, e questo a discapito della qualità. I tempi di risposta per un manoscritto possono arrivare ad un anno... sempre che te la diano, la risposta. E poi devi essere abbastanza fortunato da capitare nelle mani di un editor che non sia stanco di leggere strafalcioni. Passiamoci la mano sulla coscienza: noi autori non siamo dei campioni di grammatica e sintassi...

Hai siti o blog dove possiamo seguirti?


http://morayplace12.blogspot.com/
Vi aspetto!

Questa era l'ultima domanda. Vuoi aggiungere qualcosa prima di salutarci?


Fate il tifo per me e tenete le dita incrociate... e grazie di avermi concesso la parola. Sei stata davvero gentilissima!

INTERVISTA A BARBARA RISOLI

martedì 1 giugno 2010

Cari lettori,
come vi avevo annunciato l'intervista di oggi è stata fatta a Barbara Risoli, ahimè esordiente italiana che spazia dal genere fantasy a quello romance. Quindi un pò per tutte le salse...!! Dico ahimè non perchè scrive da cani ma perchè nonostante sia una bravissima scrittrice non ha avuto la possibilità di farsi conoscere come dovrebbe. Perciò faccio un'appello COMPRATE I LIBRI DI BARBARA RISOLI!!


No a parte gli scherzi ve la consiglio proprio!! Ho letto un suo libro e mi sono assolutamente innamorata dei due protagonisti. Descritti a meraviglia!! Sto adulando l'autrice in un modo pazzesco e poi mi dirà che poi si monta la testa ma credetemi E' DAVVERO BRAVA!!
La ringrazio per la somma pazienza, visto che lo fatta aspettare un'eternità prima di poter fare l'intervista e perchè ho continuato a scocciarla perchè non mi andava la mail. Oltre a questo è davvero una persona gentilissima e disponibile e sono stata molto contenta di poterla intervistare.


Potete trovare il post dedicato all'autrice e alle sue opere: QUI


Bene finite le premesse passiamo alla vera e propria intervista!! XD
Buona Lettura!!




Ciao Barbara. Benvenuta nel blog Italian Emerging Writers. Ti va di presentarti ai lettori?


Cominciamo con la domanda più difficile. Ma come si fa a presentarsi così, a nudo? Che devo dire? Salve, sò la Risoli detta Rix, quella che fa pure i Book Trailers… no, non mi sembra professionale. Allora, sono Barbara Risoli, nata il, a… terribile!
Sentite, sono io, quella del titolo e scrivo perché mi piace, scrivo strano, insolito, esco dagli schemi, cerco rogna con voli pindarici, pubblico senza editing professionale, mi getto in pasto ai lettori, mi piace vedere le stelline su anobii salire, fremo ai commenti, rispondo alle provocazioni e ringrazio sempre chi cita il mio nome e chi mi legge. Mi piace scrivere perché mi porta distante, volo alto e poi radente, vivo al buio perché odio la luce, scrivo d’amore e non so se so amare. I miei uomini, quelli che invento, sembrano capaci di farsi adorare; le mie donne, quelle che scrivo, non sempre son simpatiche, ma reggono il confronto. Mi piace il riscatto di Spartaco, anche perché mi piace Spartaco, la vittoria dell’ingiusto o del reietto sulla giustizia presunta del mondo. Parteggio sempre per il più forte che se non lo è all’inizio lo diventa poi, non giustifico l’inettitudine. Che altro dire di me? Bah… passiamo alle altre domande, eh?


Cosa significa per te essere una scrittrice?


Tempo addietro ero solita affermare che scrivere è un po’ come vivere una vita parallela, descrivere luoghi che si rimpiangono o che non si ha mai avuto il piacere di visitare pur desiderandolo. Scrivere per me è dunque esistere su un piano diverso da questo che trovo tedioso, monotono e legato alle leggi degli Uomini che sono a volte senza senso e difficili da sopportare. ‘Biografie interiori’ definisco dunque i miei romanzi che raccontano di ciò che non siamo e di ciò che non vogliamo (parafrasando il grande poeta Montale).


Ci racconti un pò il tuo processo creativo?


La creatività è sempre stata parte integrante di me, ma quella del pensiero, perché a livello artistico d’impatto sono un disastro (un mio disegno potrebbe divertire molto). Scrivo da tempo, da quando avevo 14 anni, anche se il primo mio romanzo l’ho stilato a 16 (e, per la cronaca, ho 40 anni fino al 7 giugno, l’8 ne avrò 41… son precisazioni importanti queste!). Se mi si chiede qual è stato il processo in sé, beh… se devo dire la cruda verità, devo l’impegno nella scrittura alla dattilografia. No, non è una battuta, è la mera verità: sono ragioniera, ma al primo anno mi son trovata a rischiare un esame a settembre in dattilografia. Gli esercizi del libro erano di una noiosità disarmante, sulla macchina da scrivere mi ci addormentavo. Allora mi son messa a scrivere un romanzo senza badare agli errori, scrivevo e basta, battevo come una pazza. Portavo i fogli scritti di sera a scuola e li leggevano all’ultimo banco. Il romanzo è piaciuto e il 10 in dattilografia m’ha salvato dall’esame. Questo l’inizio, forse insolito, ma ottimo espediente per non smettere più e così sono andata avanti scrivendo in pochi anni dieci romanzi, alcuni decisamente da censura (nel senso che sono schifezze, obiettivamente), altri… beh, sono stati pubblicati e li state leggendo.


Quali sono i libri che preferisci? Quelli che ami rileggere?


I miei due cult sono diametralmente opposti (come ogni cosa di me del resto), il primo in assoluto è l’Odissea di Omero che amo e rileggo sempre volentieri (il mio amore per Ulisse non è un mistero), il secondo è Via col vento che trovo la più bella storia di rancore, un esempio di romance (mi si concede il termine?) completamente fuori dalle righe. I due protagonisti così insoliti mi hanno sempre affascinata, anche se certe smancerie le avrei evitate, ma lungi da me penalizzarlo per questo, resta un capolavoro del genere. Se poi andiamo a ravanare in altri classiconi, Dante è messo sul piedistallo e come poeti Foscolo e Leopardi li adoro. Nei contemporanei, senza dubbio Montale (che ho già citato) dà un valente esempio di ermetismo secco nel quale io amo immergermi in certi momenti della mia vita.
Senza stare a fare tanto la splendida acculturata, leggo con molto fervore il genere horror che non potrei e non saprei scrivere. Il problema è che non è facile spaventarmi, però mi piace cogliere il talento in certi autori italianissimi e sottovalutati. Ultimamente anche il thriller e il giallo mi affascinano, altro genere che trovo davvero difficile da scrivere e tanto di cappello a chi ci riesce.


Spiegaci come è maturata l'idea per il tuo romanzo Il veleno del cuore e per il seguito La giustizia del sangue.


Eh, IL VELENO DEL CUORE ha dei risvolti biografici, c’è qualcosa della mia vita in questo romanzo, c’è qualcosa di me, poco forse… ma l’idea è nata da un’esperienza vissuta che ho arzigogolato a tal punto da non poter distinguere i punti focali, ma poco importa, il risultato mi ha pienamente soddisfatta. Il seguito LA GIUSTIZIA DEL SANGUE, in realtà era un’idea che avevo in testa da molto tempo. Della storia io amo i risvolti oscuri, quelle parti che danno adito a più possibilità, i misteri insoluti, le cose strane, le assurdità storiche insomma. Ebbene, rivoltare le convinzioni mi diverte e la convinzione che regge la trama di questo romanzo era allettante ribaltarla, no? Mi servivano due personaggi senza scrupoli, crearne di nuovi rispetto al Veleno del cuore sarebbe stato ripetitivo, allora ho preso Venanzio ed Eufrasia e li ho fatti lavorare un po’.


Ho letto che per scrivere Il veleno del cuore ci ha impiegato (incluso il tempo per la revisione) solo 10 giorni. Come hai fatto? Quando e quanto hai scritto?


Una settimana, non 10 giorni. E’ stato un fiume in piena. Ricordo che era estate, una di quelle estati che io detesto, caldissima, assolatissima, sudatissima, una schifezza per il mio carattere ‘transiberiano’. Unico refrigerio, la notte e di notte ho scritto, sulla terrazza, con la luna e le stelle, una cosa romanticissima… e faticosissima. Mi ci sono buttata a pesce, mi ci sono emozionata, ho anche cancellato metà romanzo per riscriverlo di sana pianta. Insomma, fare le tre di notte per una settimana mi ha poi soddisfatta. Del resto io sono solita scrivere di notte, il giorno non mi ispira molto, lo trovo stancante e troppo luminoso, un po’ come un vampiro… incenerisce le mie idee.


Nella tua duologia incontriamo due personaggi straordinari. Con un carattere molto particolare, ma anche molto realistico che restano stampati nella memoria di chi legge le loro avventure. Come sono nati Eufrasia e Venanzio?


Che restino stampati nella mente di chi legge non può che inorgoglirmi e finirò con il montarmi la testa (cosa assai improbabile, tranquilli… fossi più superba!). Eufrasia, se vogliamo metaforizzare il concetto, nasce da quella parte di me che è rabbia, vittimismo, senso di ingiustizia subita, freno interiore in ottemperanza alle leggi ed all’onestà. Posso affermare senza vergogna che Eufrasia è ciò che in fondo vorrei essere (non in tutto e per tutto, stiam parlando di un romanzo, oh!), cioè un po’ più fredda, un po’ più calcolatrice, meno attenta ai bisogni degli altri a scapito dei miei, insomma… ecco un esempio di biografia interiore, qualcosa che non c’è ma che potrebbe essere.
Venanzo è l’uomo ideale, quello che risolve i problemi e che per farlo non si fa troppi scrupoli, quello che ama incondizionatamente senza tuttavia perdere quella sua vena maschile che mi affascina proprio perché assente in una donna. Venanzio è il bastardo che si piega senza spezzarsi per amore, quello che non batte ciglio davanti alla nefandezza e che è capace con valore di salire una china gravosa. Il suo personaggio è anch’esso legato a qualcosa di vero nella mia esistenza.


Come mai hai scelto hai scelto nomi così particolari?


Non mi si conosce qui, lo so. Ma io son quella dei nomi strani, il nome comune con me non prende e se lo uso (facile riscontrarlo leggendomi) lo riservo a personaggi poco colorati, a comparse o a inetti. Non mi si chieda perché, è sempre stato così. Amo i nomi insoliti, il mio preferito è Arduino e sono riuscita a chiamare mio figlio Edwin! Credo che il nome fuori dalle righe sia come un volto, resta impresso. Ma chi dimentica uno che si chiama Venanzio o una che si chiama Eufrasia? E se poi sti due cambiano identità e si chiamano Stolfo e Zoraide… è l’apoteosi.
Uno scoop… il mio prossimo protagonista si chiamerà Folco.


Hai intenzione di scrivere un ulteriore libro con protagonisti Venanzio ed Eufrasia? Oppure che vede protagonisti uno dei loro figli?


Beccata! Si… avrei questa intenzione, solo che devo documentarmi un po’ sul decennio che segue la fine de La giustizia del sangue e trovare, come mio solito, una breccia di mistero dove infilare l’arguzia e la capacità dei due protagonisti. I loro figli saranno grandi, uno di loro avrà 18 anni… e ha dei conti in sospeso in Francia, sentimentali e personali… non dico altro.


Perchè scegli come ambientazione la Francia durante la Rivoluzione Francese?


Dire che amo la Rivoluzione Francese sarebbe folle, non si può amare una guerra perché di guerra si è trattato. Ciò che mi affascina di quel periodo terribile è la negatività dello stesso pur nell’osannata positività degli intenti. Certo, con la Rivoluzione sono stati abbattuti non pochi baluardi dell’ingiustizia umana, ma il prezzo è stato alto, troppo e l’uomo ha raggiunto allora il più basso livello che lo ha avvicinato alla bestia (anche se ritengo le bestie degne del rispetto più di certi uomini). Il mio romanzo lo denuncia questo, credo che chi lo ha letto ne abbia colto il messaggio.


Come ti è sorta l'idea di un finale alternativo per le sventure del piccolo re di Francia?


No, sono sincera. Che Luigi XVII sia sopravissuto sono in molti a sostenerlo, vi sono dei siti che proclamano la legittimità di un erede e vi sono tombe che attestano la morte successiva del re rispetto alla Storia. Nel 2004 è stata tagliata la testa al toro con un esame del DNA del piccolo cuore mummificato presumibilmente appartenuto al piccolo re, ma io non son convinta essendo stato fatto un test mitocondriale. L’idea di realizzare una storia che lo salvasse (lo possiamo dire?) in realtà è frutto del mio costante desiderio di cambiare le carte in tavola in barba a chi dice di essere giusto senza esserlo affatto.


Ci parli un pò anche degli altri libri?


A parte una prima pubblicazione nel 2006 andata a pallino, nasco come autrice edita con il fantascienza LA STIRPE, nel quale ipotizzo che i soggetti Down (trisomia 21) siamo i veri terrestri e come tali capaci di salvare l’intero universo con una sola goccia del loro sangue. Successivamente pubblico L’ERRORE DI CRONOS ed il sequel LA GRAZIA DEL FATO, genere mitologico fantastico con ambientazione nella Grecia antica, quella micenea per l’esattezza dove i greci erano chiamati Achei, insomma nel periodo della guerra di Troia per intenderci.


A quale delle tue opere sei più affezionata? Perchè?


Beh, L’ERRORE DI CRONOS è il mio romanzo del cuore. Scritto a 16 anni, sostanzialmente non è mutato in ultima stesura, nel senso che la trama è rimasta invariata, mentre lo stile e gli errori ovviante sono stati modificati. Amo questo romanzo perché ha colmato giorni molto difficili, quelli adolescenziali per un carattere come il mio, sempre in contrapposizione con la normalità di pensiero. Per questo forse definisco i miei romanzi biografie interiori, perché quando lo scrivevo vivevo davvero, con l’impeto della gioventù, in un altro mondo e vedevo nitidamente ciò che descrivevo, compreso il protagonista che evidentemente sa farsi amare come lo amavo io!


Con L'errore di Cronos ti sei cimentata in un fantasy mentre con Il veleno del cuore in un historical romance. Come mai scegli due generi così diversi?


Come detto, mi cimento pure con la fantascienza. Sul fantasy, c’è da dire che non è classico, il fattore fantastico sta in una traslazione nel tempo. La mia capacità (oso?) di saltare da un genere all’altro è forse dovuta al fatto che caratterialmente ho mille interessi e posso fare altrettante cose contemporaneamente. Amo scrivere e amo molte cose, un connubio perfetto… per certi versi.


Com'è stata la tua esperienza di pubblicazione?


Bah, soddisfacente. A parte qualche sbavatura che non dico per non annoiare, posso ritenermi soddisfatta anche se, onestamente, senza star lì a nascondermi dietro un dito, credo di avere la maledizione delle vendite. Non credo di vendere molto… però chi compra è sempre molto soddisfatto e io vivo di questo.


Hai progetti per il futuro?


Tanti! Devo completare la trilogia della SAGA DEL TEMPO (il fantasy mitologico di cui ho parlato), devo scrivere un romance pseudo (attenzione: pseudo) paranormale in ambientazione transilvana (niente vampiri), devo scrivere un romanzo escatologico e… può bastare? Cosa? Il terzo libro delle avventure di Venanzio e Eufrasia? Si, c’è anche quello in cantiere.


Hai blog o siti dove possiamo seguirti


Niente sito, non saprei neppure da dove iniziare e non credo di poter vantare un pubblico così vasto da metter su uno di quei forum tutto discussioni e topic… finirei con il parlare con me stessa, ih! Ho il mio blogghino http://risolibarbara.splinder.com ed il suo gemello http://ilsovranolettore.splinder.com
Entrambi molto carini come grafica (che invito a guardare) realizzati da DLGraphic.


Questa era l'ultima domanda. Vuoi aggiungere qualcosa prima di salutarci?


Si, una cosa la vorrei dire. Le pubblicazioni ultimamente sono meno ostiche rispetto ad un tempo, le possibilità sono infinite, i contatti numerosi. Forse a tratti pubblicare è facile, ma c’è una cosa che uno scrittore non deve dimenticare mai: il successo, quello vero, il valore, quello vero, il talento, quello vero solo una persona li può sancire: IL LETTORE che per me è sovrano. Forse non tutti lo sapevano questo. E mi si permetta di ringraziare per questa intervista, nonchè per la rilevanza che la stessa mi dà dopo un bellissimo articolo su di me. Amo rispondere alle domande, mi permette di avvicinarmi, pur virtualmente, a coloro che potrebbero così interessarsi alle mie storie.

INTERVISTA A CRISTINA CONTILLI

martedì 25 maggio 2010

Cari lettori,

oggi per voi ho intervistato una scrittrice di romance storici Cristina Contilli. Questa autrice racconta magistralmente le vicende amorose di personaggi storici delineandoli alla perfezione. Le sue accurate ricostruzioni storiche fanno da sfondo a storia d'amore eccitanti e appassionanti. Consigliata!

Presentazione dell'autrice per il blog Diario di Pensieri Persi: QUI

Ciao Cristina e benvenuta nel mio blog Italian Emerging Writers. Ti va di presentarti al pubblico? Quando è nata la tua passione per la strittura?

La mia passione per la scrittura è nata durante gli anni del liceo, anche se allora scrivevo poesie e non riuscivo ad immaginare che un giorno i miei testi sarebbero stati pubblicati. Ci speravo o meglio lo sognavo, ma non sapevo se sarei riuscita a vedere un giorno un mio libro sugli scaffali di una libreria.

Qual è la soddisfazione più grande per te nel fatto di essere una scrittrice? Cosa ti piace nello scrivere?

Della scrittura mi piace che può raccontare la realtà, ma può anche contribuire a cambiarla… che può far conoscere al lettore qualcosa che gli era sfuggito o su cui non aveva mai riflettuto…

Quando pubblichi un nuovo libro ti senti ancora felice ed euforica come la prima volta che ne hai pubblicato uno?

Il mio punto di svolta ed anche la soddisfazione più grande è stata la pubblicazione durante l’ultimo anno della scuola superiore di una mia poesia all’interno di un’antologia di poesie d’amore stampata dalla Mondadori che raccoglieva i testi vincitori di un concorso organizzato dal settimanale Donna Moderna. Avevo 18 anni e mezzo e questo evento mi ha dato quella fiducia in me stessa che non sempre a quell’età si possiede… si parla però del lontano 1996… allora internet non esisteva e non era facile per un’autrice giovane ed esordiente né pubblicare né entrare in contatto con altri autori e questo spiega perché il mio primo libro è arrivato solo nel 2002, dopo la laurea e dopo aver partecipato a diversi concorsi di poesia… 18 anni l’ho passati da tempo, quindi non posso dire che mi emoziono oggi come allora, anche se comunque ogni volta che esce un mio nuovo libro sono contenta e piena di aspettative…

Sei una grande appassionata di storia. Quando questa tua passione si è legata alla scrittura?

La mia passione per la storia è nata più o meno in contemporanea con la passione per la scrittura, anche se il racconto dei fatti storici mi ha sempre incuriosita ed affascinata fin da quando frequentavo la scuola elementare.

Ci puoi raccontare un pò della tua esperienza come curatrice della Collana Rosso Cuore? Come è nata l'idea per questa collana? Quali sono stati le soddifazioni e quali le difficoltà che hai incontrato durante il percorso?

Rosso Cuore è stata un’esperienza interessante, ma anche molto impegnativa… con la scrittrice toscana Samanta Catastini ci siamo trovate a gestire scelta dei romanzi, rapporti con le autrici, promozione dei libri pubblicati… la casa ed. dopo 5 mesi ha deciso che la Collana si ferma e quindi preferisco non entrare nel merito di questa scelta… comunque, nonostante le difficoltà, a livello professionale la ritengo un’esperienza istruttiva. La collana era un sogno di Samanta che mi sembrava giusto provare a realizzare in collaborazione con lei e con una casa ed. disposta a sostenere il nostro progetto: quello di dare spazio e visibilità alle autrici italiane di romanzi rosa e in questo penso che sia riuscita nel suo scopo… poi, come dicevo, in una collana è necessario gestire ed equilibrare tanti aspetti e non è sempre facile!!!

A quale dei tuoi numerosi libri sei più affezzionata e perchè?

Credo che il libro a cui sono più affezionata sia la biografia romanzata di Silvio Pellico perché è il frutto di 4 anni di lavoro e di 6 stesure oltre che di tutto il lavoro di ricerca fatto durante il dottorato.

Ci parli della tua saga dedicata ad Alain e Juliette?

Alain e Juliette hanno rappresentato un cambio di epoca (io sono una studiosa di letteratura dell’epoca romantica e risorgimentale) e di personaggi, dai patrioti italiani dell’800 a due personaggi fuori dai canoni come la figlia minore del marchese De Sade e un nobile ed ufficiale di marina con una storia complessa alle spalle.

Scrivi soprattutto romanzi rosa e storici. Per te quanto è importante l'erotismo in un libro? Perchè scegli di dare ampio spazio nei tuoi libri alla componente erotica?

L’erotismo lo racconto perché mi sembrerebbe assurdo dare spazio a scene di guerra e di politica e non all’intimità dei miei personaggi… e poi le vicende erotiche non sono estranee alla storia, neppure a quella dei grandi personaggi del passato, ma ne sono una componente, a volte secondaria, a volte essenziale… Comunque cerco di calibrare le scene erotiche in base al tipo di storia e di personaggi, ma anche di documentarmi, per es. per scrivere la saga di Alain e Juliette mi sono documentata sulla letteratura erotica al femminile nella Francia dell’epoca napoleonica.

Cosa ne pensi invece dei romanzi paranormali incentrati sulle figure di vampiri, licantropi e in generale sul filone urban fantasy paranormal romance? Ho sentito che hai scritto di recente un libro romance paranormale. ce ne vuoi parlare?

l rosa paranormale è un genere che mi incuriosisce, ma che sento abbastanza lontano dalla mia sensibilità, tanto che il mio ultimo romanzo, come spiego anche nella dedica iniziale, è nato da una sfida con la scrittrice di Officina Romance Giusy Berni che mi ha appunto sfidata a scrivere un rosa non storico e con personaggi di fantasia.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Il mio progetto principale è di continuare a scrivere, sperando di riuscire sempre a trovare storie interessanti da raccontare e da condividere con i lettori.

Cosa ne pensi degli scrittori esordienti qui in Italia? Cosa dovrebbero fare per poter farsi conoscere? Qual è la tua opinione di scrittrice?

La strada per gli esordienti non è facile, anche se credo che oggi internet dia molte più possibilità rispetto al passato, possibilità di contattare sia case ed. sia altri scrittori e quindi di confrontarsi e di farsi conoscere…

Dove possiamo acquistare i tuoi romanzi?

I miei libri sono in vendita su internetbookshop e nelle altre librerie on line italiane, sui siti di lulu.com e di carta e penna, sul giralibro della 0111 ed. e su amazon.com. Se uno vuole, quelli provvisti di isbn, possono anche essere ordinati in libreria.

Quali sono i blog o siti dove possiamo seguirti?

Ho due blog principali:

http://www.cristinacontilli.ilcannocchiale.it/

http://www.alainejuliette.ilcannocchiale.it/

Ho anche un blog sulla letteratura italiana del periodo romantico, ma ultimamente lo aggiorno meno rispetto passato:

http://www.scrittoriromanticitaliani.ilcannocchiale.it/


Questa era l'ultima domanda. Ringrazio molto Cristina per la sua disponibilità a chiaccherare con me. Le auguro buona fortuna per le prossime sue pubblicazione.
Alessandra

INTERVISTA AD ALESSANDRO MARCHI

lunedì 17 maggio 2010

Cari lettori,
l'intervista di oggi è stata fatta ad Alessandro Marchi che ha esordito con il libro Parada Opera edito da Mauro Pagliai Editore.

Trama:
Un giornalista italiano vive in Spagna fin da bambino. Innamorato dell'Andalusia, e avviato nella professione, decide di raccontare gli sporchi intrecci fra politica e affari nella Marbella degli anni Novanta. Gli costerà caro: verrà isolato e schiacciato psicologicamente. Sarà vittima di una campagna denigratoria che gli farà perdere la fiducia in se stesso, e l'amore per il lavoro. Forzato a trasferirsi a Madrid, si lascerà vivere fra eccessi e frustrazione professionale. Ogni mattina si sveglierà insoddisfatto di essere diventato una persona gretta e insensibile. Passerà anni cercando di scrivere un libro, oggetto misterioso di cui tutti gli amici hanno sentito senza mai vederlo. Avrà la fortuna, però, di conoscere una donna per la quale valga la pena sforzarsi di migliorare. Con estrema naturalezza, il giornalista verrà condotto da Sofia fuori dalla spirale di abbrutimento e aridità affettiva che aveva contraddistinto la sua vita nella capitale spagnola. Inizieranno un idillio fatto di cose semplici, piaceri veri, passione bruciante, e decisioni difficili. Anche il libro sembrerà sul punto di venire pubblicato.




Ciao Alessandro benvenuto nel mio blog Italian Emerging Writers ti va di presentarti al pubblico? Parlaci un po’ di te.

Qui si comincia subito con le domande difficili… Come quando chiedono di presentare il proprio libro… Credo che per l’autore sia davvero complicato! Che posso dire… Sono entrato in quel decennio che porta agli ---anta (ma la testa è ferma a quota 23); vivo a Bologna, dove sono nato. Ho trascorso un periodo della mia vita a Salamanca, in Spagna, cruciale per il mio sviluppo. Da una decina di anni mi occupo di giornalismo e comunicazione, anche se non ho ancora trovato il contesto ideale nel quale farlo.

Come è nata la tua passione per la scrittura? E' una cosa che fai da quando sei piccolo o è maturata con il tempo?

Credo di poter dire che sia maturata col tempo. In effetti ricordo che da piccolo, quando si facevano i temi in classe, ero ossessionato dalla lunghezza. Adoravo quindi le situazioni nelle quali fosse possibile allungare il brodo con elenchi di cose: prendevano spazio e non comportavano sforzo. E così facevo paginate piene di sostantivi separati da virgole. Crescendo, ho notato che i temi in classe erano diventati per me l’equivalente di qualche ora di riposo: non facevo nessuna fatica e andavano bene lo stesso. Una volta passato all’Università non ho scritto quasi più nulla, salvo poi ritrovarmi a confronto con la stesura della tesi. Lì mi resi conto che in testa mi si era strutturata una tesi leggibile (la trovate su http://www.tesionline.it/default/tesi.asp?idt=10138 ) senza troppi sforzi. Un paio di anni dopo il mio professore mi disse che s’era messo a leggerla, e che l’aveva trovata scorrevole. Non mi fermai a
domandarmi perché non l’avesse letta prima, mi limitai a raccogliere il complimento. Ma ancora non ero pronto per scrivere qualcosa di completo di mia iniziativa. Ci sarebbero voluti ancora anni.

Ci parli un po’ del libro Parada Ópera? Quando ti è venuta l'ispirazione?

In un lento processo è arrivato il momento in cui ho pensato che fosse il caso di provare a fare qualcosa di diverso, qualcosa di mio. Per anni avevo preso appunti su foglietti volanti poi, nel 2008, decisi che era maturo il tempo per trascriverli su computer. Sono stati la scintilla per farmi immaginare un lavoro completo, nient’altro: di quello che avevo scritto in Parada Ópera rimane pochissimo, forse nulla. Parlare di ispirazione forse è fuorviante: è stata quasi una necessità. Se ci ripenso, credo che avrei dovuto provarci già cinque o sei anni prima. Forse sarebbe uscito qualcosa di peggio, ma avrei rotto il ghiaccio.

Come mai scegli il genere sentimentale? È stata una cosa voluta (nel senso che ti piace il genere e hai voluto scriverci un libro) oppure è stato puramente casuale?

Non so se si possa definire Parada Ópera un romanzo sentimentale. Forse sì, perché i sentimenti sono quelli che muovono il mondo. In questo senso, sì. Comunque della storia avevo in mente il finale e due
o tre passaggi, quelli fondamentali, nient’altro.

Il protagonista del romanzo (di cui non viene detto il nome) è arrivato alla soglia dei 40 anni e non sa ancora cosa fare della sua vita. Nella sua disperazione si crogiola tra alcool e fumo. Perché scegli questo tipo di uomo come protagonista del romanzo?

Perché vedo nei momenti di passaggio le maggiori difficoltà, sia per gli uomini che per le donne. Se non si ha in testa un piano ben chiaro, un obiettivo, sbandare è questione di un attimo. Che il protagonista di crogioli in una vita di vizi, è solo una delle reazioni possibili. Altri prendono psicofarmaci, altri si rifugiano nel lavoro, altri si drogano di beni materiali, qualcuno domanda a terzi la scelta del proprio destino – pregando magari. Ognuno ha la sua maniera di reagire alle situazioni di difficoltà o di indecisione. Se poi non si fa una scelta, ci si lascia vivere e basta. Il che può anche essere accettabile… Ma non auspicabile.

Quanto c'è di autobiografico nel tuo libro? Per alcuni aspetti credi di assomigliare al tuo protagonista?

Molto poco. Il protagonista NON è Alessandro Marchi. C’è la Spagna, sicuramente erede della mia permanenza là. Ci sono alcuni dettagli nei comportamenti del protagonista o di altri personaggi, ma nulla di
rilevante. La bicicletta del protagonista, ad esempio, è la mia. Cose piccole, di questo genere. Col protagonista ho in comune il fatto di sentirmi in una fase di passaggio. Ho ancora quasi dieci anni davanti, prima di arrivare alla sua età. Spero che i 40 non mi colgano impreparato.

Perché scegli di ambientare il tuo romanzo in Spagna? Qualche motivo in particolare?

Era una delle poche certezze del libro, quella che sarebbe stato ambientato in Spagna. Volevo raccontare e far sentire l’atmosfera di un Paese che mi piace moltissimo. Poi, leggendo il finale, dove altro avrebbe potuto essere ambientato?

Qual è stato il tuo primo pensiero quando hai saputo che il tuo romanzo sarebbe stato pubblicato?

È stato un processo così lungo, quello di trovare un editore che non fosse a pagamento, che non ricordo di avere avuto il tempo di gioire. Quando firmai erano passati nove mesi da quando avevo iniziato a spedire il libro alle case editrici. Una vera e propria gestazione. E poi io sono fatto così: appena raggiungo un obiettivo penso subito a quello successivo. Nello specifico, come presentare il libro, come creare il sito,… Mi ricordo però che mi fece un certo effetto quando ebbi il libro stampato in mano.

Qual è il tuo processo creativo? Fai qualcosa in particolare mentre scrivi?

Se veramente sento di voler scrivere parecchio, spengo il cellulare e cerco di non avere impegni che possano distrarmi. Comunque scrivendo questo libro mi sono chiarito una cosa: con la sola ispirazione non si va da nessuna parte. L’ispirazione vale il 5% dell’opera, il resto è lavoro operaio. Bisogna mettersi davanti al computer per qualche ora al giorno, comunque. Tutti i giorni, se possibile. Se non esce niente,
rileggere e migliorare lo scritto. Serve tanto olio di gomito per scrivere un romanzo strutturato, con il genio si può avere l’idea ma non si porta a compimento un’opera intera.

Stai lavorando ad altri progetti letterari?

Sì. Nel 2009, per cause lavorative, non ho scritto che qualche racconto, con i quali comunque mi sono tolto delle soddisfazioni. Nel 2010 invece mi sono messo di impegno per portare a compimento un romanzo che avevo abbozzato (poche pagine, a dire il vero) mentre stavo terminando Parada Ópera. Ce l’ho fatta, e ora è in concorso in un Premio Letterario.

Quali sono gli scrittori che preferisci? Perché?

Mi piacciono gli scrittori che raccontano delle storie, anche piccole. Anzi, meglio se piccole e realistiche. Non amo molto ciò che non è verosimile, e ancor meno i kolossal letterari. Quindi nel solco di questa idea ci stanno benissimo gli americani di vecchia generazione: Fante, Steinbeck, Carver, per fare nomi. Poi adoro scoprire l’Asia in compagni di Tiziano Terzani.

Cosa ne pensi del panorama editoriale italiano e in particolar modo quello legato agli scrittori emergenti?

Penso che sia molto triste che la letteratura sia così costantemente confusa col mercato. Comunque, succede in generale per l’arte. Solo che, non so perché, ma a scrivere ci provano davvero tutti e quindi si
crea un intasamento. Constato un fastidioso parallelo con la professione di comunicatore: chiunque crede di poterlo fare, anche se non ne ha le basi, la formazione, le capacità. Eppure mi domando: io mi azzarderei mai ad andare a progettare un ponte senza essere un ingegnere? No! E allora, perché chiunque crede di potersi dedicare alla comunicazione? In qualche modo questo lo ritrovo anche nella letteratura. Così ci troviamo con calciatori, cantanti, attori, pornostar e compagnia bella che affollano le librerie coi propri volumi, togliendo spazio agli scrittori. E lo fanno con grande successo, visto che basta il nome e la copertina per vendere, non il contenuto. È una situazione che soffoca il mercato degli esordienti, perché è ovvio che le librerie non facciano poi tanta distinzione sulla qualità del libro che le tiene in vita: se sono certi di vendere 1000 copie di Totti o Cassano, chi le obbliga a rischiare di esporre 100 opere diverse di esordienti, col rischio di avere molto invenduto? È un processo che diventa sempre più grave, ancora di più con la scomparsa delle librerie indipendenti. Ora si tendono ad avere pochi titoli in negozio, più o meno sempre gli stessi, più o meno delle stesse case editrici. Se sei un autore di quelle case godi, altrimenti
stai fresco.

A breve farai qualche presentazione del romanzo?

Ne ho già fatte cinque, e credo che per ora possano bastare. Della situazione che ti ho descritto nella risposta precedente, ne risentono anche le presentazioni: le librerie vogliono nomi famosi, grandi case
editrici e tante copie vendute. Molto spesso con un ragionamento estremamente miope: grande autore = tante copie vendute in quel giorno. E spesso poi non è così, perché il libro famoso è già stato acquistato, o perché il grande autore è alla trentesima presentazione. Un esordiente, invece, specie se alla prima, si impegna al 110% per chiamare chiunque e frequentemente i parenti gli danno una mano comprando una copia. La mia prima, a dicembre ad una Libreria Coop, ha totalizzato una quarantina di copie vendute. Non male, credo. Ho dovuto sgomitare molto per trovare alcuni spazi, e devo ringraziare tutti quelli che mi hanno aiutato a farlo. Mi sono sempre divertito molto alle presentazioni.

Dove possiamo acquistare il tuo romanzo?

Consiglio caldamente di comprarlo via internet. In libreria è stato ben distribuito nei mesi immediatamente successivi la pubblicazione (ottobre 2009), ma ora non credo si trovi, tranne che a Bologna. Comunque qualunque libreria lo ordina, su richiesta. Sul web lo potete acquistare sul sito della Casa Editrice Mauro
Pagliai (http://www.mauropagliai.it/asp/sl.asp?id=4867), col 15% di sconto, oppure su IBS.it
(http://www.ibs.it/code/9788856400816/marchi-alessandro/parada-opera.html), su Bol.it (http://www.bol.it/libri/Parada-opera/Alessandro-Marchi/ea978885640081/), su Libreriauniversitaria.it
(http://www.libreriauniversitaria.it/parada-opera-marchi-alessandro-mauro/libro/9788856400816), su Webster.it (http://www.webster.it/libri-parada_opera_marchi_alessandro_mauro-9788856400816.htm) su Ciao.it (http://www.ciao.it/Parada_opera_Alessandro_Marchi__1782276),… C’è solo l’imbarazzo della scelta.

Hai siti o blog dove possiamo seguirti?

Il mio sito è www.alessandromarchi.eu Ha un aspetto un po’ strano…Riproduce la piantina della metropolitana di Madrid che è una vera e propria guida spaziale all’interno del romanzo: i personaggi si
spostano sempre in metropolitana, e il titolo viene proprio da lì. Parada Ópera non è altro che la fermata del teatro dell’Opera di Madrid, dove avviene una delle scene principali del libro. Dentro ci si può muovere cercando i prossimi appuntamenti con presentazioni o concorsi, ce la rassegna stampa e le recensioni sul libro, ci sono le foto dei luoghi di Madrid dove il romanzo si sviluppa, c’è una piccola micro-intervista, ci sono tutti i link alle mie pagine sui social network e ai siti dove acquistare il libro.

Questa era l'ultima domanda vuoi aggiungere qualcosa prima di salutarci?

Sì! Se qualcuno è punto dalla curiosità di leggere Parada Ópera, che lo compri adesso! Subito! Che clicchi su uno dei link e lo ordini! Per esperienza so che aspettare non può portare altro che a dire… “un giorno poi lo ordino… un giorno poi lo leggerò in biblioteca…”. Può essere, ma più probabilmente non lo leggerete mai. E questo, per un esordiente, equivale ad una condanna. So che per tutti è un momento difficile, che ogni euro vale tanto. È vero, senz’altro. Ma riuscite ad immaginare un modo migliore di spendere 11 €? Una pizza e una birra? Forse. Un cinema e pop-corn piccoli? Un cd non proprio recentissimo? Con l’editore ci siamo impegnati perché il prezzo fosse il più contenuto possibile e, considerato la carta e la cura della copertina, mi ritengo soddisfatto. Ah, un’ultima cosa: mi piacerebbe molto che ogni lettore mi scrivesse (paradaopera@gmail.com) una sua opinione, e che postasse anche una recensione su Anobii.com.
Grazie Alessandra, e grazie a tutti quelli che hanno avuto la pazienza di leggere sin qui!

Ringrazio io invece Alessandro per la disponibilità che mi ha concesso e per essere stato ospite qui da me. Per ultima cosa anche io consiglio il libro di questo autore esordiente e auguro anche in bocca al lupo ad Alessandro per il concorso.
Alessandra

INTERVISTA ALLE AUTRICI DI MISSING TIES SILVIA E LORE

martedì 27 aprile 2010

Cari lettori,
come vi avevo già detto nel blog Diario di Pensieri Persi, l'intervista di oggi sarà fatta alle due giovani autrici Silvia e Lore di Missing Ties. Trovate la mia recensione: QUI.


Ciao e benvenute sul blog Italian Emerging Writers. Vi va di presentarvi ai lettori?


S: allora io mi chiamo Silvia, ho... no, non lo dico quanti anni ho (ihihi). Sono della provincia di Napoli ma vivo e lavoro a Bologna.
L: Io sono Lore, quasi trentenne (ahimè), vivo nel sud Italia e tra poco diventerò mamma per la prima volta!
S: Io sono un po’ più giovane di Lore… ihihih!


Quando e come vi siete conosciute?


S: Lore aveva appena creato un forum, nel lontano 2003, sul telefilm Beverly Hills 90210 e aveva proposto di scrivere una fan fiction (che poi ho scritto da sola!). In seguito ho scoperto che aveva un altro forum su Gilmore Girls... e sono entrata a far parte dello staff. Poi abbiamo deciso di creare un nostro forum dedicato alla nostra passione: la scrittura.
L: Bugiardaaaaa! Abbiamo scritto due fan fiction su Beverly Hills (ci sono ancora le prove su Telesimo di quella che scrissi io... Orrenda!!!)! Cmq ha detto tutto S.!
S: Sìsì, intendevo che ognuno poi ha scritto la propria fan fiction.


Quando è nata l'idea di scrivere un libro assieme?

S: Noi scriviamo insieme da sempre. Ci ispiriamo a vicenda. Abbiamo già molte collaborazioni all'attivo. ^^
L: Infatti, diciamo solo che Missing Ties è stato il "salto di qualità", la prima vera e propria storia "seria".


Come avete fatto non conoscendovi e non essendovi mai incontrate di persona?


S: Milioni e milioni di mail. Anche mail con una frase alla volta. Tipo: “E se Jared dicesse questo?” “E Heath come dovrebbe essere?”. Però di solito io scrivevo nel week end il mio capitolo, glielo mandavo e lei mi diceva cosa ne pensava. Lei scriveva in settimana ed io la sera, tornata da lavoro, lo leggevo.
L: Già, non è stato facile scrivere e confrontarci essendo così distanti materialmente però è stata una gran bella sfida!


Qual è stato il vostro primo pensiero appena avete terminato la stesura del vostro romanzo?


S: Wow, è proprio un bel racconto. Anche perché capitolo dopo capitolo (postavamo la storia su forum) le nostre prime lettrici si appassionavano sempre di più.
L: Io ho pensato: "Non ci posso credere, ce l'abbiamo fatta!" e mi domandavo come fosse possibile che Jared riscuotesse tanto successo nonostante non fosse il "classico eroe"!


Qual'è stato il vostro percorso di pubblicazione?


S: Eh! Diciamo che abbiamo mandato in giro un po' il libro. Ma hanno risposto solo le case editrici a pagamento. Non avendo intenzione, per il momento, di pagare ci siamo limitate a un’auto-pubblicazione. Prima senza isbn poi con isbn.
Abbiamo partecipato anche a due concorsi. In uno dei due siamo arrivate in finale ma niente di più. Purtroppo sappiamo che MT è un po' "grezzo" come testo. Sia come forma che come linguaggio, in parte è dovuto al fatto che non ha subito un editing professionale (solo da parte di un bravissimo beta reader). Per il linguaggio direi che è tutta colpa di Irvine Welsh e dei suoi libri.
L: Eheheheh Welsh è stato davvero d'ispirazione in molti passaggi, anzi diciamo che almeno per me è L'ISPIRAZIONE. Purtroppo io a questa domanda non posso aggiungere altro perché tutto lo sbattimento è stato mollato a Silvia (scusa socia!)...


Parlateci un po’ del vostro libro Missing Ties.


S. e L.: Citiamo la trama: “Questo young adult fantasy racconta di una "quasi fata umana" e di un cacciatore di Vampiri: Michelle e Jared. La ragazza è in fuga dal suo mondo per ritrovare un amico, il ragazzo è di ritorno a Welshire per il funerale di suo padre. Dopo il loro incontro i due si riscoprono indissolubilmente legati. Tra mistero e magia, l'isola di Loreland fa da scenario a questa storia dove l'amicizia, l'amore e il coraggio aiutano i protagonisti fino alla fine. Le vicissitudini di Michelle, Jared e degli altri personaggi chiariranno capitolo dopo capitolo gli enigmi che man mano si andranno a creare...”

Da dove avete preso spunto per la trama e i personaggi?

S: Da tutto, il personaggio di Jared, anche se non è mio, credo un po' da Dylan Dog. Michelle invece è un mix di telefilm e libri (sono troppo NERD!).
"Sogno di una notte di mezza estate" di William Shakespeare, volevo creare un po' quel mondo con il Fairy Wood. UN POCO, UN POCO!
L.:Diciamo che Jared sembrerebbe più il fratellino sboccato di Dylan Dog (eheheh), comunque a parte questo non ho preso spunto per gli altri personaggi, mi sono lasciata trasportare dal momento e dalla fantasia. La trama invece è nata poco a poco, e variava capitolo dopo capitolo, è stato difficile ma dell'idea iniziale è rimasto solo il nome dei personaggi!


Qual'è quello che più vi rappresenta e a cui siete più legate?


S: Maschile direi Heath, perché è proprio quello che mi aspetto da un innamorato. Femminile dico Arianna. In alcuni aspetti sono proprio io!
L: Io assolutamente Jared, le sue scelte sarebbero le mie scelte se fossi stata uomo, cacciatore di vampiri e coraggiosa. Diciamo che Jared è l'uomo che vorrei essere o che magari sono in universo parallelo! Invece Kaleb è il personaggio che più adoro, nei modi, nei gesti e nella sua bontà d'animo mai forzata o dettata dal suo "mestiere"!


Con quali attori o modelli vi immaginate Heath, Jared e Kaleb?

S: Heath per Lore è Jensen Ackles per me è un po' più Jesse Metcalfe. Nel secondo libro capirete perché. Jared è Cam Gigandet e Kaleb è Ian Somerhalder e ti giuriamo che l'abbiamo "assunto" prima noi che i produttori di Vampire Diaries. Anche perché Lore essendo fan di Lost lo conosceva da qualche anno.


E Arianna e Michelle?


S: Michelle ve la sarete tutti immaginata come Emily de Ravin, Arianna è la nostra "Rory" Alexis Bledel.


A chi di voi due è venuto in mente di creare un personaggio come Kaleb? (il mio preferito)


S: È un personaggio di Lore. Credo che volesse creare un aiutante alla Groucho (Dylan Dog) ma poi abbia cambiato proprio genere.
L: Verissimo, all'inizio Kaleb avrebbe dovuto essere l'assistente un po’ svitato e vanesio che con le sue battute avrebbe alleggerito anche i momenti più tesi, poi però poi le cose hanno preso un'altra piega ed è diventato l'uomo di Chiesa profondo, coraggioso e affezionatissimo al cugino che trovate nel libro!


Quali sono stati gli scrittori e i libri che più vi hanno influenzate?


S: Io direi Jane Austen, anche se non c'entra nulla con il fantasy ho questa mania del voler creare il pathos romantico che contraddistingue i suoi libri. E poi la maestra JK Rowling. Adorooooo!
L: Sarò ripetitiva ma Irvine Welsh per me è una grande fonte d'ispirazione, nonostante col fantasy non c'entri nulla (e nonostante io non sia amante del genere... Ebbene sì lo ammetto!) e tratti di argomenti completamente differenti da quelli trattati in Missing Ties.


Ci potete dare delle news sulla vostra trilogia e di cui missing ties sarebbe il primo libro?


S: Un giorno Lore mi ha detto: "Potrei creare una saga di più di quindici libri sulla vita di Jared!". Ma adesso che abbiamo finito il secondo abbiamo molta difficoltà ad iniziare il terzo, per motivi personali. Quindi se andrà bene scriveremo il terzo.
L: Io sono sicura che il terzo ci sarà, le idee non ci mancano e siamo anche molto motivate, dobbiamo solo incastrarci nei nostri svariati impegni e trovare il tempo e la concentrazione per metterci sotto!
Io sogno anche di poter scrivere un antefatto a Missing Ties sull'adolescenza di Jared, ho già qualche idea da parte ma per adesso è solo un progetto chiuso nel cassetto della mia mente.


Quando potrà essere pubblicato il secondo e che titolo avete in mente?


Se L.: Vorremmo pubblicare il secondo non appena finito o a buon punto della stesura del terzo ...quindi non sappiamo rispondervi. Si chiamerà Broken Strings. Abbiamo deciso che ogni libro di questa serie avrà la parola "Legami" nel titolo. Il primo era Ties, il secondo Strings...chissà il terzo...


Quali sono i vostri progetti futuri?


S: Io sto per pubblicare un racconto/ young adult romantico. Non sarà fantasy, anche perché prima di MT non era affatto il nostro genere (anche se adesso non penso ad altro!). Poi prosegue la mia revisione a Eville anche perché molti quelli che hanno letto Missing Ties me l'hanno chiesto.
L: Al momento non ho progetti, ho molti impegni che purtroppo mi tengono lontana dalla scrittura!
S: Tipo la gravidanza? E poi Lore ha già scritto tantissime storie, in futuro potrebbe seriamente pensare di revisionarle.


Avete siti o blog dove possiamo seguirvi?

S: Ho appena riaperto il blog http://missingties.splinder.com. Ogni tanto lo aggiornerò con le varie novità sui nostri progetti.
L: Vorrei segnalare anche il nostro primo e "ingenuo" sito dove ci sono altri racconti che ho scritto www.thewriters.forumfree.net .


Questa era l'ultima domanda. Volete aggiungere qualcosa prima di salutarci?

S. e L.: Grazie ad Alessandra per questa intervista e grazie a tutti quelli che si sono interessati a Missing Ties fino ad oggi.

INTERVISTA A MASSIMO JUNIOR D'AURIA

sabato 24 aprile 2010

Cari lettori,
l'intervista di oggi l'ho fatta a Massimo Junior D'Auria che da poco a pubblicato una raccolta di racconti gialli e noir di cui ho parlato: qui. Lo ringrazio molto per tutta la santa ppazienza che ci ha messo perchè tra farlo aspettare, poi non pubblicare... insomma di tutto e di più!!

INTERVISTA

Ciao Massimo e benvenuto nel mio blog Italian Emergin Writers ti a di presentarti al pubblico?

Ciao Alessandra, inizio ringraziandoti per lo spazio concessomi in questa intervista. Mi chiamo Massimo Junior D'Auria e sono un aspirante scrittore ventenne(ventunenne a novembre) che vive nel napoletano e studia Lettere Moderne alla Federico II. Ho pubblicato due raccolte di racconti, entrambe senza richiesta di contributo, "La vita degli altri"(Arduino Sacco Editore) e "Nero N.9" (Sogno Edizioni), ho partecipato a qualche iniziativa antologica, pubblicando qualche mio racconto, tra gli altri, con Perrone Lab, 9muse.net, in più uscirà a giugno un'antologia per la Delos Book(365 racconti erotici per un anno) che contiene tra gli altri anche un mio racconto. Amo scrivere, ma soprattutto amo leggere e penso che qualsiasi aspirante autore debba essere prima di tutto un forte lettore, dando magari una bella mano al mercato emergente e non fossilizzandosi sempre sugli stessi autori. Collaboro anche con un comitato di lettura di una casa editrice e faccio parte dello staff del Writer's dream, un portale sull'editoria e sugli scrittori emergenti.

Ci vuoi parlare un pò del tuo ultimo libro pubblciato dalla sogno edizione Nero N° 9? Come mai hai scelto come genere il Noir e il Giallo per questi tuoi racconti?

"Nero N.9" è una raccolta di racconti che hanno in comune appunto il nero. Ma il nero non deve essere necessariamente inteso come noir, perché c'è dell'altro in questa raccolta, in alcuni punti è possibile notare una commistione di più generi, dal fantastico al noir italiano. Insomma, non penso sia possibile incastonarlo in un genere preciso. I racconti sono nove, e non si deve pensare che la scelta del numero dei racconti(e quindi quella del titolo) sia casuale, infatti, il titolo e la raccolta giocano proprio su questa ambivalenza del nove che si trova ad avere rappresentazioni diverse, talvolta completamente opposte, in diversi branche della conoscenza. La scelta del genere, se di genere vero e proprio si può parlare, è stata abbastanza naturale, avevo voglia di scrivere qualcosa di diverso rispetto alla precedente raccolta e quindi mi sono mosso in questa direzione, dove se devo dire la verità mi sento molto a mio agio, non so se a torto o a ragione. Questo per dire che "Nero N.9" potrebbe non essere il mio unico testo di questo genere.

Qual'è stata la tua fonte di ispirazione?

Non ho avuto una fonte d'ispirazione univoca, in alcuni casi la cronaca nera è stata, purtroppo, una fonte da cui pescare a piene mani. D'altra parte molte delle mie letture mi hanno influenzato e ispirato, perché cerco di prendere da ognuna di esse quanto di buono c'è. Tuttavia, ripetendomi, non penso di essermi ispirato a qualcosa in particolare.

Tutti i protagonisti dei racconti sono degli inetti. Come mai hai scelto questo tipo di personaggi per i tuoi racconti? Come mai hai scelto proprio il loro punto di vista per raccontare le storie?

Sicuramente molti dei personaggi sono dei deboli con il proprio bagaglio di fragilità, ma non li ritengo completamente inetti, insomma molti di loro vivono comunque situazioni non proprio rosee e cercano di superarle anche se per farlo a volte scelgono la strada più facile e meno pulita. Quella che una persona eticamente dovrebbe evitare, ma che purtroppo, leggendo gli articoli di cronaca, vediamo essere seguita da molti, spesso troppi. Penso che si debba raccontare entrambe le facce della medaglia, e non limitarsi solo a personaggi forti e senza macchia. Ogni essere umano ha le proprie macchie e le proprie debolezze, non si è stereotipi tranciati di netto dalla penna/accetta di uno scrittore. Il loro punto di vista mi intrigava, volevo dar voce alle loro debolezze, al loro essere essere umani spesso sfortunati(ad esempio al personaggio di "Io, Puttana"). Più che di inettitudine parlerei quindi ampio spettro di umanità(anche quando i personaggi umani non sono).

Quali sono gli autori e le opere che hanno influenzato il tuo stile di scrittura?

L’autore che mi ha colpito più di tutti, parlando in generale, è sicuramente Stephen King, molti potranno storcere il naso, considerandolo troppo commerciale per i propri gusti, ma penso che questo possa essere pensato solo da chi non conosce bene King, in fondo, nei suoi testi c’è molto altro e di questo gliene si deve dare atto. Penso quindi che qualcosa dei miei scritti abbia risentito sicuramente della sua influenza. Apprezzo moltissimo anche Kafka e Orwell, ma non so fino a che punto in questa raccolta siano percepibili dei loro echi, sicuramente Kafka era maggiormente presente nella mia precedente raccolta "La vita degli altri". Come detto sopra riguardo l'ispirazione, cerco comunque di fare tesoro di ogni lettura, quindi il mio stile di scrittura potrebbe essere ancora modificato.

Qual è il tuo processo creativo? Cosa ti piace fare mentre scrivi?

Il mio processo creativo è molto semplice, devo stare in assoluto silenzio con la porta chiusa, meno vengo disturbato e meglio è. Conosco gente che scrive ascoltando musica o anche con della gente intorno, non riesco a capire come si possa fare. Evidentemente è un mio limite, ma amo, come già detto, l'assoluto silenzio. Se c'è qualche rumore che mi disturba, mi fermo finché non sparisce. Ogni tanto mentre scrivo mi fermo un paio di minuti e poi riprendo, a volte però scrivo anche ininterrottamente per un'ora o anche di più, dipende un po' da come mi sento.

Ci parli delle altre tue opere?

Allora, penso sia inutile parlare dei racconti comparsi in antologia, le due righe scritte all'inizio per presentarmi bastano ed avanzano, anche se attendo con curiosità l'uscita dell'antologia della Delos. Per ciò che riguarda "La vita degli altri" si tratta sempre di una raccolta di racconti, ma ha poco o nulla in comune con "Nero n.9", si tratta di racconti maggiormente introspettivi che hanno il proprio fulcro non sull'azione, ma sulle emozioni dei personaggi, sulle loro riflessioni intorno alle situazioni che si trovano a vivere per un motivo o per un altro. Forse, l'unico punto in comune tra le due opere è il trattare di vite che sono comunque per alcuni motivi e per certi versi al limite. E' una raccolta molto breve che comprende dodici racconti per un totale di circa 70 pagine, sicuramente ci sono dei buoni spunti, ma a dirla tutta penso che "Nero n.9" sia un'opera migliore.

Ci racconti un pò la tua esperienza di pubblicazione? Com'è stata? Quando hai finalmente pubblicato il tuo primo libro come ti sei sentito?


In entrambi casi ho mandato il manoscritto a diverse case editrice e a fronte di alcune offerte a pagamento ho ricevuto l'offerta di contratto, senza alcun contributo, dall'Arduino Sacco Editore per "La vita degli altri" e quasi un anno dopo dalla Sogno Edizioni per "Nero n.9". Certamente vedere il mio nome sulla copertina di un mio libro mi ha fatto tremendamente piacere, non penso sia un'emozione da poco, ma comunque c'era anche la consapevolezza che il mio lavoro non fosse finito lì, da una parte perché sapevo di dover migliorare, dall'altra perché mi dovevo imbarcare nella fase di post-pubblicazione, infatti, penso che per un autore emergente la cosa più difficile sia farsi conoscere e farsi leggere.

Qual'è la principale motivazione per cui fino ad ora hai scritto solo racconti??

Scrivo racconti perché preferisco la forma-racconto, questo l'ho detto più e più volte, e penso che anche mi riesca meglio scrivere racconti. In ogni caso ho provato a scrivere anche un romanzo, ma fino ad adesso dopo vari tentativi non sono arrivato ancora a nulla. Vedremo in futuro.

Cosa ne pensi del panorama editoriale italiano? Cosa consiglieresti ad altri scrittori esordienti? Hai qualche blog o sito dove possiamo seguirti?

Penso che il panorama editoria sia molto intricato, ci sono alcune cose che non mi piacciono molto. Una su tutti l'editoria a pagamento, penso che l'autore non debba mai pagare per pubblicare, ma che debba essere pagato per scrivere. Pensate se un operaio dovesse pagare il proprio principale per lavorare in fabbrica, sarebbe assurdo. I miei consigli agli autori esordienti sono principalmente due: non pagare per pubblicare; leggere molto(anche autori esordienti/emergenti, non solo i soliti noti), solo confrontandosi con altri scrittori(noti e non) si può crescere stilisticamente ed anche dal punto di vista contenutistico. Ho un blog personale all'indirizzo www.massimojuniordauria.wordpress.com

Dove possiamo comprare i tuoi libri?

"La vita degli altri" è ordinabile sul sito dell'editore, sui siti di vendita on line(ibs, webster eccetera) ed è ordinabile in libreria.
"Nero n.9" è ordinabile sul sito dell'editore http://www.sognoedizioni.com/ , sui siti di vendita on line(ibs, webster eccetera) ed è ordinabile in libreria(distribuzione codex), è presente anche fisicamente in alcuni librerie/negozi, mi vengono in mente ad esempio la libreria "Diffusione Cultura" a Sesto san Giovanni e "Napule è"(oggettistica napoletana, ma anche libri di autori napoletani) a Casoria(Na).

Questa era l'ultima domanda. Vuoi aggiungere qualcosa prima di salutarci?

Voglio ringraziarti per lo spazio concessomi e voglio ringraziare chiunque abbia letto. Un saluto a tutti e mi raccomando leggete molto(anche autori esordienti)!

INTERVISTA A MARIACHIARA CABRINI

mercoledì 7 aprile 2010

Cari lettori,




l'intervista di oggi è quella che ho fatto a Mariachiara Cabrini autrice di "Imprinting Love". Vi consiglio caldamente il suo libro edito da 0111 edizioni. La recensione che ho fatto del romanzo la trovate: qui. Vi consiglio sempre di Mariachiara anche il suo romanzo La fiamma del destino che trovate online qui.









Ciao Mariachiara e benvenuta nel mio blog Italian Emerging Writers, ti va di presentarti al pubblico?

Salve a tutti mi chiamo Mariachiara ho 27 anni e vivo a Mantova. Sono laureata in Storia dell'arte ma il mio sogno sarebbe lavorare nel campo dell'editoria e magari riuscire a mantenermi scrivendo. Leggo tantissimo, anche in lingua originale e gestisco un blog dedicato ai libri L'arte dello scrivere http://weirde.splinder.com


La tua passione per la scrittura quando è cominciata? E' stata una conseguenza per la tua passione per la lettura e per i libri oppure è qualcosa che ti hai sempre avuto?

Ho sempre amato leggere a quanto ricordo, mio padre mi rinfaccia ancora che da picola ed ancora incapace di leggere da sola pretendevo mi leggessero e rileggesero le favole ancora e ancora senza mai stancarmi. Poi alle elementari cominciai a scrivere delle storie mie, conservo ancora sei o sette quaderni pieni di storie, non ho ancora abuto il coragio di riprenderli in mano, però. All'inizio erano tipo dei copioni che mettevo in scena per le mie barbie, poi dei copiioni per i personaggi dei cartoni, insomma mi piaceva l'idea di comandare ai personaggi e dire loro quello che dovevano fare.
Poi l'adolescenza mi ha zittita e solo alle superiori ho ripreso a scrivere e a 17 anni è nata la prima bozza embrionale di Imprinting love, che però allora si intitolava Quello che vuoi. Poi dopo aver aperto il mio blog tre anni fa ho trovato il coraggio di iniziare a scrivere sul serio.
Questo per quanto riguarda la scrittura, la lettura invece è una passione che non mi ha mai abbandonato, ho la camera e la casa piena di libri e se non fossi passata agli ebook non so come avrei potuto fare. Amo in modo particolare la fantascienza, il fantasy, e i romanzi storici, meglio se con un tocco di romanticismo, e ho avuto parecchie fasi, la fase Isabel Allende, Banana Yoshimoto, Asimov, Jane Austen e molte altre finchè grazie al telefilm Buffy scoprii un nuovo genere che ora mi appassiona l'urban fantasy.


Spiegaci come è nata la storia d'amore raccontata nel tuo primo romanzo "Imprinting Love". Qual'era la tua idea iniziale per il romanzo? La storia è sempre stata fondamentalmente la stessa oppure è cambiata radicalmente dalla tua idea iniziale.

L'idea iniziale è rimasta la stessa. Anna che timda e riservata nonchè non bellissima cerca un modo per conquistare il suo uomo, è l'eterno tema del brutto anatroccolo che diventa cigno. Ma in origine la trama era più complessa. Tommaso e Cordelia avevano più spazio, il libro si sviluppava più o meno come è ora fino alla notte d'amore, poi però Anna si metteva per ripicca con Tommaso e Marco non capiva i suoi sentimenti finchè non era troppo tardi, in una versione non li capiva proprio mai e scopriva i sentimenti di Anna per lui sull'areo che lo portava lontano da lei grazie ad un lettera che però gli era arrivata tropo tardi, c'era anche una corsa strappalacrime all'areoporto....cassai subito quella versione come troppo melodrammatica e cinematografica. In realtà tutte le varie versione che ho scritto negli anni sono ste cancellate, non riuscivo a venirne a capo, finchè finalmente stufa e spronata dal termine per presntare un romanzo al concorso indetto dalla Mondadori (What women write) non mi sono decisa a prendere in mano più seriamente il mio lavoro. Ho cassato tutto ciò che stonava e ho SEMPLIFICATO E SEMPLIFICATO. Era il mio primo romanzo e non ero in grado di portare avanti una trama troppo complessa. Ho schematizzato i capitoli e finalmente ho concluso il romanzo.
L'dea dell'imprinting, che poi ha dato vita ad un nuovo titolo per il romanzo, mi è venuta guardando in tv un film dove una bambina veniva vista come mamma da uno stormo di oche a causa proprio del'imprinting. Mi sono chiesta? Se vale per le oche perchè non per l'uomo è l'unica cosa logica che potrebbe spiegare una cosa illogica come l'amore non corrisposto.


Anna anche se timida in fondo in fondo è una ragazza molto forte con grande personalità che alla fine trovato un pò di coraggio per uscire allo scoperto ha saputo far avverare il suo sogno. E' un personaggio che ti rispecchia?

Direi di no, forse nella timidezza, ma io sono veramente cinica e realistica, anche troppo a volte, e se fossi stata Anna, alla fine del romanzo avrei dato un bel calcio nelle parti basse a Marco tanto per svegliarlo un pò....Scherzo, però no, non mi rispecchia molto nel complesso.


Quanto c'è di autobiografico nel tuo romanzo?

Non molto, anzi quasi nulla, forse il personaggio di Samantha mi somiglia in diverse cose e l'ironia che permea il romanzo, ma per il resto il libro è nato come una bella favola nulla più. Io sono molto più contorta di Anna e quando mento a me stessa sono bravissima.


Qual'è il messaggio che vorresti lanciare al lettore?

No so se emerge per chi legge il romanzo, ma Marco e l'amore che anna prova per lui, in realtà sono più un simbolo che altro, Anna usa questo suo amore non corrisposto per nascondersi e non correre rischi nella sua vita. Non è ciò che prova per Marco che le ha impedito di avere altre storie, ma la sua stessa paura. E durante il libro più volte riemerge questo suo terrore di esporsi e rischiare, il romanzo è una parabola di come si debba osare nella vita per ottenere ciò che si vuole, e soprattutto per essere ciò che si può essere a pieno. Non importa che Marco ricambi il suo amore in fondo, il vero lieto fine è che Anna alla fine del romanzo è un apersona diversa da prima, finalmente uscita dal guscio. Non è detto che ciò renda più felici, ma rende certamente più realizzati.


Come ti sei sentita quando finalmente hai completato il romanzo?

Mi si è tolto un macigno dale spalle eppure al tempo stesso il terrore di esporlo agli altri mi attanagliava.....mi sentivo come una madre che accompagna il figlio al primo giorno di scuola felice di vederlo cresciuto ma spaventata dal distacco e da ciò che può succedere al suo bambino cosa gli altri potranno fargli e dirgli....


Parlaci un pò della tua esperienza di pubblicazione per questo romanzo. E' stato facile, difficile, sofferto...

Direi sofferta. L'ho inviato al concorso Mondadori, e a diverse case editrici, solo che il concorso si è protatto per un anno prima della decisione finale e questo mi impediva di accettare proposte di altre case editrici nella vana speranza di venire pubblicata da Mondadori. Così alla fine non avevo case editrici disposte a pubbicarlo quando ho finalmente saputo di non aver vinto il concorso. Per ripicca (sì sono una persona vendicativa) l'h autopubblicato con Lulu.com e devo dire che è un bel servizio. L'edizione di Lulu era molto bella e per ogni copia venduta avevi degli introiti di tutto rispetto, l'unico problema era che il libro era acquistabile solo dal sito lulu.
Poi ho saputo che due scrittrici emergenti come me aveva fatto un acordo con la casa editrice 0111 per creare una collana di autrici rosa e mi sono proposta con Imprinting love. Così il romanzo è stato pubblicato, 30 copie, con la 0111 ed è reperibile su diversi siti online italiani di vedita di libri. Peccato che io non vedrò un solo centesimo di diritti d'autore. Diciamo che l'ho fatto più che altro per pubblicizzare un pò il mio lavoro e per farmi conoscere. Spero di riuscire a vendere le 30 copie.


Sappiamo che ti sei molto impegnata nel tuo progetto di pubblicazione di alcune autrici urban fantasy qui in italia e ne abbiamo visto i risultati soprattutto con la casa editrice Newton e Compton che ha già cominciato a pubblicare la serie della scrittrice Kery Arthur dedicata a Riley Jensen e che prossimamente pubblicherà anche la serie dedicata ai vampiri di Christine Feehan. Cosa ti aspetti per il futuro? Pensi che altre case editrici possano seguire le orme della Newton e ascoltare di più i lettori?

Ho già visto progressi anche in alte case editrici, la mia sola paura è la pubbicazione di così tanti autori di un solo genere rischia di stancare i lettori. Non so bene cosa aspettarmi siceramente, in America l'editoria è più varia. Credo che diverse case editrici si siano rese conto che in tempi di crisi e con i prezzi dei libri che salgono bisogna rimboccarsi le maniche e dare ascolto ai lettori fa parte di questo.


Sappiamo che hai scritto altre opere letterarie. Ce ne vuoi parlare tu? Qual'è l'opera a cui sei più legata? Perchè?

Ho scritto diversi racconti e due romanzi un fantasy e un urban fantasy. Sicuramente il romanzo a cui sono più affezionata è La fiamma del destino, il fantasy su cui ho lavorato da tre anni a questa parte. E' un opera più matura e credo sia bello, almeno io lo trovo bello, e ho iniziato a schematizzare un suo seguito. Vorrei davvero venisse pubblicato da una casa editrice piuttosto famosa, l'ho spedito in giro e ora aspetto eventuali risposte, io credo potrebbe avere successo, ma purtroppo ciò che credo io non ha molto voce in capitolo. Detto questo come abbiamo visto le case editrici ora ascoltano i lettori perciò se passerete a leggere i capitoli che ho messo online qui: http://mywritten.wordpress.com/
E vi piaceranno, fatevi santire ad case editrici come Piemme,Salani, Armando Curcio editore, Giunti, Nord, chiedendo venga pubblicato. Magari funziona.

Sono affeziona alla fiamma del destino perchè parla di diversi temi a me cari e trovo che i personaggi che la animano siano più realistici di quelli delle altre mie opere.
E soprattutto con un eroina che non deve salvare il mondo facendo qualcosa, ma non facendolo....semplicemente lasciandosi andare e fidandosi degli altri.


Qual'è il consiglio che ti senti di dare ad altri scrittore esordienti?

Oddio, anche io lo sono perciò direi: anche io sono sulla vostra stessa barca perciò vi capisco. Non arrendetevi e anche se vi diranno che non avete talento o non andate bene per loro continuate a scrivere, poichè non si scrive per orgoglio o superbia o per mangiare, ma per racontare, perciò finchè avrete storie da raccontare voi scrivete.
Detto questo, la prima regola per scrivere un libro decente è ricontrollare e rileggere fino alla nausea, farlo leggere ad altri, lasciare passare del tempo e rileggere ancora e ancora. E poi leggere tanto e prendere ispirazione ai libri letti, per scrivere sempre meglio.


Hai siti o blog dove possiamo seguirti?

Il mio blog principale è http://www.weirde.splinder.com/
Il blog del romanzo imprinting love http://imprintinglove.wordpress.com/
Il blog de La fiamma del destino http://mywritten.wordpress.com/
Il blog della fanfiction su Buffy http://buffiniano.splinder.com/
Il blog di Killer mood http://romanzocacciatrice.blogspot.com/


Questa era l'ultima domanda. Vuoi aggiungere qualcosa prima di salutarci?

Grazie di avermi ospitata sul tuo blog Alessandra e grazie a chi comprerà il mio romanzo. E se non comprerete il mio, comprate quello di qualcun altro poichè il mio motto è: leggere per cambiare. Chi? Noi stessi ed il mondo intero.


Mi ha fatto molto piacere poterti ospitare. Ti auguro buona fortuna e un grande in bocca al lupo per il torneo.
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